Chiusura dell’anno vecchio che se ne va “e mai più ritornerà”
Il Piano di Estinzione presentato il 15/7/2008 dal funzionario Bernasconi del comune di Ischia (NA) non è piaciuto – finalmente ! – al Viminale; che ha ordinato di presentarne una nuova edizione.
Il tempo di legge assegnato in tali casi, per presentare la nuova edizione, è di 60 giorni dalla data in cui il Viminale ne fa richiesta, all’interno dei 4 mesi entro cui si doveva decidere se accogliere la prima edizione del 15/7/2008 o di chiederne la modifica, o di rigettarla del tutto dichiarando chiuso il dissesto sic et simpliciter.
Dissesto che, rammentiamolo sempre, è iniziato il 3/2/1993 – 15 anni fa e più – e che, secondo il Bernasconi 15/7/2008, doveva durare fino al 2019, con altri postumi di qualche annata per gli interessi successivi a sentenze spesso dei primi anni del 2000, e quindi per crediti riconosciuti da giudicati della magistratura.
Dopo questi preliminari, un po’ tecnici un po’ faticosi, andiamo al sodo.
Il rinvio di alcuni mesi per presentare un nuovo Piano di Estinzione, ha i suoi costi, non indifferenti. Forse, e siamo al 31/12/2008, il comune di Ischia (NA) presenterà un nuovo Piano di Estinzione ai primi o primissimi di gennaio 2009.
Questi 6 mesi, tra il 15/7/2008 ed i primi di gennaio 2009, comportano la formazione di interessi legali semplici, ma anatocistici per chi li ha richiesti o li richiederà al giudice, almeno su 2,5 milioni di euro nel primo caso (interessi semplici); e su 5 milioni di euro (se tutti anatocistici).
E se ci sarà una rateizzazione davvero decennale o anche di alcuni anni, ormai indottrinati tutti i creditori residuali, i non transattori, richiederanno gli interessi anatocistici. Forse con l’eccezione di chi vede rateizzato il credito con un manciata di euro da 1,60 a poco di più.
Non ci tiriamo indietro nel conteggiare gli interessi che si formeranno sull’attuale debito del comune di Ischia (NA), per questa dilazione di 6 mesi:
Ø su 2,5 milioni di euro (sorte capitali) x 3% x ½ anno = 37.500 euro, se semplici;
Ø su 5 milioni di euro (sorte capitali + interessi) x 3% x ½ anno = 75.000 euro, se anatocistici complessivi.
E sempre se il Piano di Estinzione verrà effettivamente depositato ai primi di gennaio 2009, dato che comunali sbadiglianti credono che non ci sia un termine entro cui farlo, rispettando la legge.
Ma già questi interessi aggiuntivi, che dovrebbero essere pagati dopo il 2018, magari attraverso laboriosi pignoramenti, secondo il pregiudicato Piano di Estinzione del 15/7/2008, si prolungheranno per un decennio intero.
Non continuiamo nella estrapolazione. Osserviamo soltanto che per il Bernasconi, per il Ferrandino, Sindaco a tempo, e per accomodanti assessori/consiglieri/comunali e qualche cittadino distratto, tutto questo forse non dice nulla: “dopo di noi venga il diluvio”, il loro cinico sentire. Ma per il Viminale qualche cosa cambia. E di conseguenza qualche cosa cambierà anche per il comune di Ischia (NA), perché se l’operazione voluta dal Viminale è solo maquillage, per entrambi le magistrature sono alle porte.
Ci si attende dunque una revisione radicale del Piano di Estinzione slittato al 2009; e non si venga a dire che sono disponibili solo 200.000 euro di rateizzazione per tale anno 2009 e per il suo bilancio preventivo.
Un ulteriore avvertimento di fine anno al Viminale ed al suo ufficio dissesto: una rateizzazione con interessi rilevanti da rimborsare al termine del decennio costerà al comune di Ischia (NA) somme rilevanti, in caso di una non improbabile inflazione a due cifre.
Come già accaduto per gli anni 1990-1996, durante i quali gli interessi legali erano pari al 10% all’anno (in certe circostanze quelli anatocistici già pari al 20%).
Cause queste anche dei fortissimi indebitamenti di comuni, province, regioni e delle amministrazioni centrali, troppo inclini a rinviare i pagamenti alle calende greche, o peggio a dissesti, a torto da essi ritenuti vantaggiosi.
E in caso di richieste di mutuo improvvise, effettuate in epoche di inflazione, sono ripetibili circostanze nelle quali è già caduto nell’ultimo quindicennio il comune di Ischia (NA), pagando rate di mutui eccezionalmente più elevati dei tassi di interesse nel frattempo discesi.
Dunque, se non disponete di una palla di vetro, o se credendo di possederla non la sapete leggere, siate prudenti, pagate profittando oggi del basso costo del denaro e dei mutui.
Per un comune virtuoso, non nutrire fat cats (gatti grassi), prolungando il dissesto con una rateizzazione decennale e cause successive al 2019 per i pignoramenti.
Basta con avvocati di grido e di cronaca, superpagati per certe cause ed omaggiati con lettera di gratifica.
Basta per certi commissari del dissesto, 1.200.000 euro per contabilità su pezze di appoggio e giudicati.
Basta anche con comunali a straordinario per 15 anni per ausilio ai commissari: e non diamo ad essi straordinari per altri 10 anni.
Fat cats basta.
Comune di Ischia (NA), Viminale, Maroni Ministro dell’Interno, non solo del Nord ma anche del Sud, delle isole e delle isolette: non affogate nel ridicolo mantenendo in piedi il dissesto finnziario già quindicennale del comune di Ischia (NA).
Per il vostro buon nome e per un vostro
BUON ANNO
staff dissestischia






