mercoledì, 31 dicembre 2008

Chiusura dell’anno vecchio che se ne va “e mai più ritornerà”

 

Il Piano di Estinzione presentato il 15/7/2008 dal funzionario Bernasconi del comune di Ischia (NA) non è piaciuto – finalmente ! – al Viminale;  che ha ordinato di presentarne una nuova edizione.

Il tempo di legge assegnato in tali casi, per presentare la nuova edizione, è di 60 giorni dalla data in cui il Viminale ne fa richiesta, all’interno dei 4 mesi entro cui si doveva decidere se accogliere la prima edizione del 15/7/2008 o di chiederne la modifica, o di rigettarla del tutto dichiarando chiuso il dissesto sic et simpliciter.

Dissesto che, rammentiamolo sempre, è iniziato il 3/2/1993 – 15 anni fa e più – e che, secondo il Bernasconi 15/7/2008, doveva durare fino al 2019, con altri postumi di qualche annata per gli interessi successivi a sentenze spesso dei primi anni del 2000, e quindi per crediti riconosciuti da giudicati della magistratura.

Dopo questi preliminari, un po’ tecnici un po’ faticosi, andiamo al sodo.

Il rinvio di alcuni mesi per presentare un nuovo Piano di Estinzione, ha i suoi costi, non indifferenti.  Forse, e siamo al 31/12/2008, il comune di Ischia (NA) presenterà un nuovo Piano di Estinzione ai primi o primissimi di gennaio 2009.

Questi 6 mesi, tra il 15/7/2008 ed i primi di gennaio 2009, comportano la formazione di interessi legali semplici, ma anatocistici per chi li ha richiesti o li richiederà al giudice, almeno su 2,5 milioni di euro nel primo caso (interessi semplici);  e su 5 milioni di euro (se tutti anatocistici).

E se ci sarà una rateizzazione davvero decennale o anche di alcuni anni, ormai indottrinati tutti i creditori residuali, i non transattori, richiederanno gli interessi anatocistici.  Forse con l’eccezione di chi vede rateizzato il credito con un manciata di euro da 1,60 a poco di più.

Non ci tiriamo indietro nel conteggiare gli interessi che si formeranno sull’attuale debito del comune di Ischia (NA), per questa dilazione di 6 mesi:

Ø    su 2,5 milioni di euro (sorte capitali) x 3% x ½ anno = 37.500 euro, se semplici;

Ø    su 5 milioni di euro (sorte capitali + interessi) x 3% x ½ anno = 75.000 euro, se anatocistici complessivi.

E sempre se il Piano di Estinzione verrà effettivamente depositato ai primi di gennaio 2009, dato che comunali sbadiglianti credono che non ci sia un termine entro cui farlo, rispettando la legge.

Ma già questi interessi aggiuntivi, che dovrebbero essere pagati dopo il 2018, magari attraverso laboriosi pignoramenti, secondo il pregiudicato Piano di Estinzione del 15/7/2008, si prolungheranno per un decennio intero.

Non continuiamo nella estrapolazione.  Osserviamo soltanto che per il Bernasconi, per il Ferrandino, Sindaco a tempo, e per accomodanti assessori/consiglieri/comunali e qualche cittadino distratto, tutto questo forse non dice nulla:  “dopo di noi venga il diluvio”, il loro cinico sentire.  Ma per il Viminale qualche cosa cambia.  E di conseguenza qualche cosa cambierà anche per il comune di Ischia (NA), perché se l’operazione voluta dal Viminale è solo maquillage, per entrambi le magistrature sono alle porte.

Ci si attende dunque una revisione radicale del Piano di Estinzione slittato al 2009;  e non si venga a dire che sono disponibili solo 200.000 euro di rateizzazione per tale anno 2009 e per il suo bilancio preventivo.

Un ulteriore avvertimento di fine anno al Viminale ed al suo ufficio dissesto:  una rateizzazione con interessi rilevanti da rimborsare al termine del decennio costerà al comune di Ischia (NA) somme rilevanti, in caso di una non improbabile inflazione a due cifre.

Come già accaduto per gli anni 1990-1996, durante i quali gli interessi legali erano pari al 10% all’anno (in certe circostanze quelli anatocistici già pari al 20%).

Cause queste anche dei fortissimi indebitamenti di comuni, province, regioni e delle amministrazioni centrali, troppo inclini a rinviare i pagamenti alle calende greche, o peggio a dissesti, a torto da essi ritenuti vantaggiosi.

E in caso di richieste di mutuo improvvise, effettuate in epoche di inflazione, sono ripetibili circostanze nelle quali è già caduto nell’ultimo quindicennio il comune di Ischia (NA), pagando rate di mutui eccezionalmente più elevati dei tassi di interesse nel frattempo discesi.

Dunque, se non disponete di una palla di vetro, o se credendo di possederla non la sapete leggere, siate prudenti, pagate profittando oggi del basso costo del denaro e dei mutui.

Per un comune virtuoso, non nutrire fat cats (gatti grassi), prolungando il dissesto con una rateizzazione decennale e cause successive al 2019 per i pignoramenti.

Basta con avvocati di grido e di cronaca, superpagati per certe cause ed omaggiati con lettera di gratifica.

Basta per certi commissari del dissesto, 1.200.000 euro per contabilità su pezze di appoggio e giudicati.

Basta anche con comunali a straordinario per 15 anni per ausilio ai commissari:  e non diamo ad essi straordinari per altri 10 anni.

Fat cats basta.

Comune di Ischia (NA), Viminale, Maroni Ministro dell’Interno, non solo del Nord ma anche del Sud, delle isole e delle isolette:  non affogate nel ridicolo mantenendo in piedi il dissesto finnziario già quindicennale del comune di Ischia (NA).

Per il vostro buon nome e per un vostro

BUON ANNO

staff dissestischia

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martedì, 30 dicembre 2008

Il Direttore de "Il Golfo" Domenico Di Meglio si sofferma sulla assurda rateizzazione decennale prevista dal comune di Ischia (NA) per chiudere il dissesto finanziario iniziato nel 1993:  per alcuni dei 64 creditori residuali, sono previste rate annuali di poco più di 1 euro:  meno dei costi di riscossione e di tenuta della contabilità

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“IL GOLFO”

Siamo su scherzi a parte? No! Negli atti del Comune di Ischia

23-12-2008 Domenico Di Meglio )  A pag. 3 de Il Golfo di venerdì 18 dicembre, abbiamo pubblicato un articolo, con allegato elenco di creditori del comune dissestato di Ischia. Un elenco che lascia interdetti, perché non siamo su Scherzi a Parte, ma in un atto emanato dal comune di Ischia, fatto proprio dal leghista ministro dell’interno. Nell’elenco sono inseriti 64 cittadini e ditte creditrici del comune di Ischia che dichiarò il dissesto e congelo tutti i debiti accumulati. Dopo 15 anni di attesa, che ha portato qualcuno al fallimento, perché lo Stato è un pessimo, ritardatario e corrotto pagatore ed un intransigente, feroce, disumano incassatore, i 64 rimasti per non aver accettato le proposte transattive, dovranno aspettare altri 10 anni perché il loro credito, esente da interessi, è stato rateizzato fino al 2018. Scorrendo l’elenco dei 64 creditori, ci si accorge che i primi 15 soggetti vantano infimi crediti che non si avvicinano ai 1000 euro e che i primi tre crediti sono inferiori a 100 euro. Gli Autoricambi Valentino di via Iasolino sono nell’elenco dei creditori del comune di Ischia per forniture con la somma di – strabuzzate gli occhi – di 39,40 euro. Mellusi ed altri per un esproprio devono ricevere 49,38 e Carmela Mazzella per un esproprio la bellezza di 86,03 euro. Se il comune avesse liquidato subito, ad esempio, questi tre creditori, ne avrebbe guadagnato in tempo, in denaro e salute. Prendiamo la situazione degli Autoricambi Valentino ed il loro credito di 39,40 euro. Riceveranno in contanti 14,02 euro. Dal 2009, al 2011: 1,60 euro all’anno; Dal 20012 al 2013; euro 2,40 all’anno; Il 2014 euro 2,96; Dal 2014 al 2018 euro 3,20 all’anno. A parte il tempo che sprecheranno gli impiegati comunali ad imbrattare carte e cartuscelle, bisogno considerare anche il tempo che il commerciante brucerà per andare in banca e incassare quella somma di 1,60 o, tra 10 anni, quella di 3,20! Nella stessa sorte di Valentino, si trovano: Mellusi che passerà da una rata di 1,89 euro ed una, nel 2018 di 3,77 euro E la Mazzella che dovrà andare in banca per 3,50 euro che si tramuteranno nella rata di 6,99 tra dieci anni. Se questa storia ridicola non facesse piangere per il grado di stupidità che trasuda dalle istituzioni di questo nostro paese, sarebbe degna del primo premio di “Paperissima” o di “Scherzi a Parte”á anche se di scherzo, per quello che è capitato a tanti piccoli imprenditori, non si può affatto parlare anche se c’è da ridere amaramente.

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lunedì, 22 dicembre 2008

IL PINO E LE PALLE DI NATALE

Buon Natale a tutti

dallo staff di Dissestischia

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venerdì, 12 dicembre 2008
Il Ministero dell'Interno nicchia:  ecco il sollecito
SOLLECITO LA VOSTRA RISPOSTA SCRITTA E LA CONVOCAZIONE
 
n.b.: il dott. ing. enrico villari è titolare di oltre il 50% dei crediti ancora dovuti dal dissesto di ischia (NA)
 
Napoli, 12 dicembre 2008
 
In nome e per conto del creditore dott. ing. enrico villari, contesto che sia ancora in essere un dissesto finanziario del comune di ischia (NA);  e contesto in ogni caso che per la definizione del dissesto occorrano gli oltre 10 anni ipotizzati nel piano di estinzione al vostro esame.
 
Si approssima il termine per la redazione del vostro parere realtivo al Piano di Estinzione del comune di Ischia (NA);  ebbene:
 
1) nel 2007 l'ente - come dallo stesso dichiarato -  ha in cassa l'80% di tutti i crediti in dissesto, elevata al 90% nel 2008:  l'acconto, da corrispondere nei 20 giorni successivi in caso di approvazione del Piano di Estinzione, non potrà essere inferiore a tali percentuali;  mi date conferma ?
 
2) l'ente persevera in spese pazze;  3,5 milioni nel 2008, di cui l'ultima riguarda luminarie e addobbi natalizi per 100.000 euro;  quali provvedimenti intendete prendere ?
 
3) nel bilancio preventivo 2008 l'ente ha disposto una riduzione dell'entrate, quando nel Piano di Estinzione vi è una differenza negativa che si vorrebbe rateizzare in 10 anni senza interessi;  quali provvedimenti intendete prendere ?
 
4) considerati l'insorgenza di nuovi debiti (ex appaltisti e per i giudizi di anatocismo) ed al fine di consentire un reale risanamento, il ministro dell'interno deve autorizzare l'ente ex art. 268 tuel a contrarre un mutuo per pagare subito e per intero i creditori del dissesto:  meglio le rate con le banche che i piani di impegno con i creditori;  qual è la posizione vostra ?
 
5) il ministero dell'interno è in gravissimo ritardo con la chiusura del dissesto finanziario del comune di Ischia (NA):  la legge prevedeva massimo 3 anni per la procedura ex art. 268 bis tuel, ne sono passati altri 2 e il dissesto non è ancora stato chiuso: avete riportato le responsabilità al ministro dell'interno, alla corte dei conti ed alla procura della repubblica ?
 
6) considerato il tempo trascorso e le effettive disponibilità dell'ente (60 milioni di euro annui), a fronte di una volontà di prolungare artificiosamente la procedura per indurre ad inique transazioni a termini già scaduti ed a percentuali illegittime, si deve chiudere subito il dissesto dell'ente (sempre che sia ancora in corso):  qual è la vostra posizione ?
 
7) per le inique transazioni all'80% e al 90% effettuate fuori tempo massimo e dall'ente debitore subetrato nella decaduta commissione di liquidazione, la provvista è stata addirittura prelevata per intero dalla massa attiva del dissesto, e non nel limite di legge del 60%, danneggiando i creditori non transattori:  fuori i nomi !
 
8) i creditori residuali del dissesto finanziario del comune di ischia (NA) sono meno di 60, di cui 19 vantano meno di 1.000 euro (uno vanta solo 39,40 euro), e ce ne vogliono 50 perchè sia raggiunto l'1% dell'intero debito:  vi ho inviato una tabella riepilogativa che illustra anche l'assurda rateizzazione ipotizzata dall'ente (10 anni per pagare i creditori, però l'ente ha i fondi per spese pazze e pazzerellone):  l'avete letta o vi siete fidati del piano di estinzione del 15/7/2008 presentato dal debitore ?
 
9) quanti creditori del comune di ischia (na) avete ricevuto dal 1993 ?  nessuno ?  non è molto savio, a giudicare dai risultati !
 
Chiedo di essere urgentemente convocato, unitamente al mio cliente dott. ing. Enrico Villari - titolare di oltre il 50% dei crediti ancora non soddisfatti dall'ente -  in merito alle problematiche relative al dissesto finanziario del comune di Ischia (NA), e prima della approvazione o meno del piano di estinzione e/o dei piani di impegno.
 
Formulo le suddette richieste ai sensi della normativa in materia di trasparenza della p.a., per cui chiedo e sollecito risposta scritta nei termini di legge;  in mancanza procederò come per legge.
 
Avv. Carlo Villari
Viale Gramsci n. 19 - 80122 - Napoli
tel. / fax 081 66 58 70
cell. 338 18 47 638
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venerdì, 05 dicembre 2008

Considerazioni in vista dell'approvazione del "Codice delle Autonomie"  -  il problema dei dissesti finanziari degli enti locali - il caso "comune di Ischia (NA)" in dissesto finanziario dal 1993, con previsione di ritorno in bonis nel 2018

Napoli, 5 dicembre 2008

Egregio Ministro della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione,

 

Anche il ministro della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione dovrà partecipare alla  prossima seduta ministeriale sulla finanza locale.

Tra gli argomenti, i dissesti comunali. E’ bene dire subito che si tratta di  materia incandescente, nella quale fortissimi  e ben radicati sono gli interessi della gran parte dei sindaci, degli amministratori e dei dipendenti dei comuni, più legati al loro potere ed ai loro appannaggi, che agli interessi della collettività.

A rendere ancora più arduo mettere mano in questo campo, una legislazione  farraginosa ed antiquata, spesso realizzata ad hoc, per favorire interessi politici di parte, e facili  indifferenze perfino da parte degli elettori, poco informati del fatto che i rovinosi dissesti e le crisi finanziarie in corso nei loro comuni, con aggravio dei prelievi ai loro propri danni, sono  provocati dalla una pessima  legislazione nel settore, e da una  ancora più disinvolta  sua applicazione.

A conclusione del  preambolo, per mettere mano a un nuovo corso, gli stessi ministri finanziari, per la sede stessa in cui si terranno i lavori in primis il ministro Maroni, ma  certo non in posizione defilata i due ministri brunetta e Tremonti, chi per un verso, chi per un altro, dovranno nei fatti sconfessare  politiche di loro predecessori,  ancora relative ad una era nella quale si garantiva che il deficit spending era una cosa vantaggiosa, e che l’autocontrollo della Pa  sulla spesa era abbastanza accettabile, a fronte di scelte che si ritenevano a priori a vantaggio dei loro amministrati.

Talvolta, dovranno andare controcorrente rispetto ai loro stessi uffici ministeriali a capo dei quali sono funzionari “della vecchia guardia” , ostili al nuovo, e fiduciosi nell’essere i depositari di fatti e di informazioni, e non sicuri che i loro capi, i ministri, reggeranno di fronte alle resistenze dei sindaci, dei consiglieri ed assessori comunali, perché grandi elettori del parlamento. E poi, dureranno?

Forse, in questa fase che vorrebbe essere di cambiamento, e che con la dovuta diffidenza stiamo a guardare, dovendosi procedere con sgrossature, si dà meno peso a certi fatti collaterali, che possono sembrare dettagli,.  E ad una politica di giustizia - non giustizialista, per carità- verso certi gruppi particolari, dei quali la  massa  potrebbe non sentirne il carico, dietro il falso sentimento egocentrico “la cosa non mi riguarda, anzi meglio così per noi altri”. Invece la favola parla proprio di tutti. Oggi a me, domani a te; ed oggi forse a te ministro, se ti  sembra di stare facendo abbastanza, e forse non lo stai  facendo a sufficienza. Entriamo in argomento, anche se sorvolate, le parole dette forse incideranno su certe scelte, basti così.

La legge attuale sui dissesti.

Questa legge poggia sul presupposto implicito che se un comune va in dissesto, a pagare possibilmente non dovrà essere l’amministrazione, e meno che mai quei poco identificabili amministratori che la hanno provocata; ed ancora che se ne debbano mantenere a distanza, con loro evidente  soddisfazione, la maggiore parte possibile dei  residenti elettori, e per il più a lungo possibile. Al futuro poi si vedrà, se la vedranno altri sindaci, altri amministratori, altri elettori, compreso gli attuali, ma comunque a qualche anno o a qualche decennio di distanza.

Chi dunque dovrà pagare? Ma diamine! I creditori del comune, quel coacervo formatosi in un periodo abbastanza lungo, a volte blandito, ed al quale chiedere in caso di dissesto effettivo: tu  cosa vuoi? C’è  qualche abusivismo a  tuo carico? Cosa si può fare per te? E, soprattutto, rispondi, prego, alle nostre cartoline rr, nelle quali ti scongiuriamo di fare con noi una bella transazione, rinunciando a una successiva revoca, e sulla base, a scendere a seguito di certe postille, sotto il  40” del tuo credito. Celiamo; il nostro è  un linguaggio onirico, perché anche messi di fronte all’evidenza non ammetteremo, come non lo ammettono i nostri antagonisti, che in Italia, in Italia, avvengano tali cose. E basta!

Ma la legge sui dissesti prescrive proprio così: Dopo qualche anno dal dissesto, mentre annaspando le commissioni nominate dal capo dello stato ricostruiscono sul computer gli elenchi dei debitori, sulla scorta di sentenze in giudicato su beni e fatture, i comuni cominciano ad inviare le loro suppliche  ai creditori: vuoi transigere? In sede saprai a quale percentuale, compresa tra il 30 ed il 60 %: Forse con rinunzia del tutto a rimborsare gli interessi; o anche, stante  la difficoltà di poterli conteggiare avendo un quadro certo del debito comunale ad una certa data- questa è la scusa- pagandoteli successivamente, a distanza magari di 10 anni,  quando tutte le operazioni saranno state ultimate, con il benestare del Viminale, che mediamente ha di fronte a è un comune in dissesto su 10 esistenti, 800 su 8000 e tanti.

E non a caso, per aderire più prontamente ai desiderata dei comuni,  quando si tratta di verificare se formalmente almeno, e sostanzialmente nei casi più equivoci, il comune in dissesto ha operato correttamente, il compito se lo assume “l’ufficio dissesto del Viminale”, al secolo diretto da….E’ privo di equivoci il linguaggio delle circolari, delle note intercorse con i comuni,  e di come le commissioni debbano fare “gli interessi del comune”, e non dei creditori. Il paragone con i fallimenti civili non regge neppure su questo punto, e manca quasi ogni possibilità per i creditori di potere seguire le operazioni, che si svolgono nel più ampio segreto, anche nelle fasi più cruciali.

Le stesse prefetture sono assai spesso utilizzate come “postini”, per dare maggiore rilievo di trasparenza, ma di fatto tutte le operazioni che dovrebbero mettere in evidenza il controllo sulle disponibilità e sull’uso delle risorse nei tempi del dissesto, sono delegate all’ufficio centralizzato del Viminale sul dissesto, che candidamente si tira fuori, nel “rispetto della autonomia gestionale dei comuni.

Eppure, le prefetture qualcosa da dire avrebbero pure in materia di finanza locale. Passiamo l’osservazione ai 3 ministri Maroni- Brunetta e Tremonti.

Un esempio! Un esempio! mi porti una prova! Eccola! Il comune di Ischia. In dissesto dal 3 febbraio 1993, piano di estinzione il 15/7/2008, che  il viminale ha chiesto di aggiornare. Nei 15 anni e 4 mesi, intercorsi tra queste due date, ogni creditore, sulla base della mia esperienza personale, ha ricevuto almeno una prima rr a termine, il cui senso era questo: stiamo per chiudere, non abbiamo soldi, e il piano di risanamento ci impegnerà per lunghissimi anni. Affrettati a transigere, ti offriamo il 40%.  Non era vero del tutto, non era esatto. Di lì a qualche  anno, nuova rr: vuoi transigere?? Ti offriamo il 50-60%. Nelle clausole, se si tratta di una vendita di terreno- meglio di un esproprio, rinuncia a diritti non elencati nelle sentenze, per esempio, garantisci le pertinenze. Se il creditore ha resistito, nuovo giro di ruota: presto, presto! Questa volta chiudiamo davvero. Tu che sei una persona intelligente, transigi! In deroga alla legge- sull’impegno di un decreto ministeriale, e che diamine!- ti diamo niente po’ po’ di meno che il 80%.

Ma firma che rinunci a chiedere una revoca del rescritto, tu che sei un giudice. Già, così hanno assennatamente transatto  4 miei germani, media dell’età anni 68,5, la più anziana 74, il 14/12/2007.

Il 15 /7/2007 il comune ha effettivamente predisposto il piano di estinzione, punitivo per chi non ha transatto. Salvo un acconto inferiore al 37 %, è prevista una rateizzazione decennale dal 2009 al 2018.  La Villari anziana a quella data avrà 85 anni. Ma non pochi creditori, dal 1993, sono deceduti, o falliti. Sappiamo di altri comuni, di creditori che si sono suicidati. Il fatto è notorio.

Ma, non è tutto. Ricordate che certi interessi si pagano quando si chiuderà il rendiconto? Quindi dopo il 2018. A quella data si inizierà il balletto dei pignoramenti. Tutti in una volta, altro che  una delle  rate decennali del piano di impegno! Con la banche comunali chiuse a riccio, le casse comunali sotto controllo, perché non si trovi mai più di uno spicciolo, e dopo uno o due anni un nuovo dissesto, o ancora un pantalone generoso, nelle vesti di un epigono di Alemanno (per Roma), o di un Berlusconi (per Catania e forse per Napoli) che ripiani il debito senza fiatare.

 NO! Ministri Brunetta Tremonti Maroni ! così non va.

Non basta mettere qualche paletto alle delibere facili, e forse agli scambi tra regioni province e comuni per occultare le spese, sotto forma di doni. E di chiedere un linguaggio meno ridicolo nel presentare certe delibere, su cocomeri, pomodori, viaggi in patagonia, riparazioni di servizi rifiuti di qualche poco conosciuto paese africano: esempi non tutti isolani.

A proposito, perché non un solo comune di sei per tutta l’isola? Ed uno di due per Capri? I servizi autobus sono buoni , il raggio massimo è di 5 km.

Mettere  nomi più castigati si potrà ottenere, ma resta il problema di fondo: se il dissesto dura troppo a lungo il coacervo degli interessi supererà come nel caso di Ischia, il risparmio forzoso ottenuto a spese dei creditori che transigono.  Ed oggi, per il comune di Ischia come la mettiamo ?  Anche per queste rate si potrà transigere al di sotto di quell’80% concesso ai transattori prima del Piano di estinzione ?

Ancora una volta non diamo consigli ai ministri che certo ne sanno più di noi.  Ma un punto dovrebbe essere fermo.  In caso di dissesto effettivo i comuni devono tenere già aggiornati gli elenchi dei loro debiti.

Non si potranno concedere tempi troppo lunghi per ripianare, e non si potrà farli ritornare in bonis prima che il risanamento sia effettivamente avvenuto.

Solo  così operando amministratori e dipendenti dei comuni si daranno da fare.  E comunque non dovranno essere soltanto i creditori a dover rinunciare a parte del loro credito o in moneta o giocando sul tempo.

Anche il tempo è danaro !

In ultimo alleghiamo una tabella relativa ai creditori residuali del comune di Ischia:  64 in tutto, dei quali oltre 50, con il  loro  credito, non sono in grado di compensare le spese di mantenimento dell’ufficio finanziario che si dovrà occupare di tenere in ordine la contabilità e di provvedere ad alcune centinaia di pagamenti, tutti sotto i 10.000 euro ma molti sotto i 100 euro.

Una valutazione sul debito ancora dichiarato:  3 milioni di euro sono davvero pochi per un comune come Ischia, ed è stato presentato in odio ai creditori che non hanno transatto.

Cordialmente.

Dott. Ing. Enrico Villari

 

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martedì, 02 dicembre 2008

LETTERA APERTA AL SINDACO DI ISCHIA (NA)

 

Napoli, 2 dicembre 2008

 

Caro Sindaco,

su www.dissestischia.splinder.com sono trascritti i suoi 64 creditori al 15/7/2008.  Beninteso del comune di Ischia (NA), ma che lei rappresenta.

Il Piano di Estinzione, allo stato da modificare, su indicazione del Viminale, prevede 64 creditori in tutto che lei vorrebbe rateizzare per il 65% del dovuto, in 10 anni dal 2009 al 2018.

Mi fermo soltanto sulla irrazionalità di questa rateizzazione e sui costi che essa comporta al comune, e ahinoi !, anche a noi creditori:  40 creditori, dal creditore nano (al quale deve 39,40 euro), al creditore ing. Enrico Villari (creditore del 50% della massa passiva del dissesto).  Quest’ultimo creditore è quello che visibilmente ha spinto il Dott. Bernasconi e Lei alla rateizzazione per soddisfare istinti non proprio nobili nei confronti di chi non ha transatto all’80%,  come i suoi 4 germani Villari.

Andiamo al sodo.  Lei  predispone, ed è inutile nascondersi dietro il dito del Dott. Bernasconi,  704 pagamenti, dei quali 64 per pagare ai creditori il 36% di quanto dovuto, e 640, a singhiozzo, per le 10 rateizzazioni annuali.

Con le transazioni fatte all’80%, e ci dicono per altra recentissima al 90%, sia da parte del comune che dall’Ufficio Dissesti del Viminale, la legge è stata violata.  L’acconto dei creditori non potrà essere inferiore a tali percentuali, avendo garantito per iscritto a tutti i creditori residuali, di avere i fondi occorrenti.

Il fatto più ridicolo è che per pagare almeno i primi 40 creditori, lei sarà costretto a predisporre un piano di pagamento a straordinario per i Bernasconi e i comunali, le banche, il suo tempo e quello di altri amministratori, per predisporre le “reversali” di cassa, registrare i soldi pagati sul libro mastro, tenere i contatti con la banca fiduciaria del comune per queste prime 400 operazioni.

Si immagini, guardando il blocco, che i primi 40 creditori durante 10 anni dal 2009 al 2018, peseranno 84.000,00 euro circa.  Molto meno di quanto occorrerà compensare i sacrifici dei Bernasconi e dei comunali a straordinario per lo stesso periodo.

Aggiunga però i costi che i creditori affronteranno per recarsi in banca a riscuotere 1,60 euro, 1,89 euro, 3,50 euro, ecc., nell’anno 2009;  e 3,20 euro, 3,77 euro, 6,99 euro nel 2018, di mezzi di trasporto come autobus, aliscafi, traghetti e mezzi privati.

Tutto questo lo si apprende anche dai blog.  Certo si può insistere che non è un documento ufficiale, perché si tratta di un fatto recente come per anni è stato internet e prima di esso, il computer e la calcolatrice non più a manovella. Suoi colleghi deputati e senatori e un presidente di camera chattano pure, forse per interposta persona. Mah! Blog, quinto potere !

Il Piano di estinzione che ha preparato il Bernasconi e che oggi si vorrebbe modificato solo in superficie, fa affondare il comune e tutti quelli che lo hanno predisposto, nel ridicolo.  E predispone ad un crac prossimo venturo.  Sotto a chi tocca.

 

Come creditore maggioritario, ma anche come contribuente di  tasse ed imposte comunali, ancorché non residente e dunque non sollecitato al voto, sono interessato alla corretta forma e sostanza dei vostri documenti, per evitare che risultino falsanti, o volutamente nebulosi.

Chiedo una cortesia. Il nuovo piano di estinzione, adeguandosi in anticipo a quanto disporranno nuove regole per tutti i comuni, riporti in un elenco pubblico le date di inizio dei singoli crediti, quanto meno i giudicati, già sfalsati di anni per colpa della  lentigrada magistratura,  quando c’è contenzioso. In caso di dissesto, come ora è il vostro caso dal 1993, e per vostra spinta da chiudere tra 10 anni ancora da oggi, si contribuirà a ricostruire di quanto si è incrementato il debito contratto, per effetto degli interessi, semplici o anatocistici; e perché il prolungamento ad arte del dissesto non abbia procurato entrate virtuali al comune di Ischia. Infatti i “risparmi forzosi” sottratti ai creditori transattori, del 40-60-80 %, sono risultati inferiori agli interessi comunque pagati, o da pagare addirittura a fine dissesto nel 2019.

Ma lei lo sa, che i 3 milioni di debiti che vorreste rateizzare in 10 anni, dal 2009 al 2018, potrebbero fruttare, magra consolazione per gli sfruttati, una aggiunta di almeno 1 milione di euro, da recuperare con un” “un  plein” nel 2019, massimo nel 2020, pena la dichiarazione di un  nuovo dissesto e di un commissariamento, che già oggi il viminale, saggiamente dovrebbe attuare?

 Soprattutto riportare con caratteri decorosi l’”Elenco giudizi pendenti per i quali non vi è sentenza esecutiva” racchiuso nell’ultima pagina del piano di estinzione del 15/7/2008.

I caratteri di dimensione 5-6 sono troppo piccoli! Sono illeggibili! Ed il fatto non è casuale. Adoperare invece i caratteri di dimensione 12 della “dimensione caratteri”, della barra di formattazione.

Come amministratore responsabile non può delegare ad un Bernasconi di scrivere accanto alle voci 3-12-13-14-15 dell’elenco, senza un commento, “non quantificabile”.

Cosa ha accantonato l’ente, per queste voci, in tanti anni? Come può approvare di dare un premio di produttività, magari “per il raggiungimento del 25 % degli obbiettivi” a chi non ha sottolineato il buco?

Lei stesso ha il dovere di fare accantonare somme adeguate, quando già esistono cause in corso, ctu, e magari 1 o 2 gradi di giudizio, in attesa del giudicato, e in luogo di luminarie, barconi, e fuochi di artificio e botti.  Come esemplarmente quel consigliere scalpitante per forniture luminarie in una delle vie Mazzella.

Rimangano a casa politici che nascondono la testa per non vedere, e che non tengono a freno consiglieri ed assessori spensierati, inclini alla spesa facile, con i soldi della collettività, e di creditori venti-trentennali.

Sindaco! Sindaco! I fondi per chiudere il dissesto li ha. In mancanza di una normale operazione per utilizzarli, il viminale chiuda pure il dissesto, con un commissario “ad acta”, togliendo il sindaco dall’imbarazzo, e rimandando a casa consiglieri ed  assessori che non hanno dato prove convincenti, ed improponibili per il futuro.

Dott. Ing. Enrico Villari

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