venerdì, 27 febbraio 2009

1° premio -ex aequo I e II commissione di dissesto.

2° premio -dott. Bernasconi (Comune di Ischia).

3° premio -rag. Scozzese (Viminale).

Premio di incoraggiamento ex Ministro Interni Mancino.

Premio di consolazione -Sindaco di Ischia ing. Ferrandino.

Non sono stati istituiti previsti premi per i funzionari e gli amministratori del Comune di Ischia che hanno provocato il dissesto nel 1993.

"Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato".

Sono allo studio, se le circostanze lo suggeriranno, 3 premi per il 2009 da assegnarsi anche in corso dell'anno.

Si vorrebbe istituire anche un P.P.D.C.I., premio produttività del Comune di Ischia, ma per il momento sarebbe andato deserto. Sperem...

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mercoledì, 25 febbraio 2009

Quando un comune chiede soldi allo Stato

a)     per superare una fase molto critica;

b)    se si trova già in dissesto;

c)     quando sta per uscirne;

il Viminale che attraverso i suoi uffici centrali e le Prefetture ha la possibilità di controllare se le gestioni sono state corrette, ha l’obbligo di pretendere elaborati contabili anche ad hoc, di ottenere risposte precise sull’andamento dei fatti trascorsi e di quelli in corso;  e sulle prospettive a breve, a medio ed a lungo termine.

 

Il principio deve essere:  nessun aiuto, nessuna concessione se non si conosce a fondo la situazione effettiva patrimoniale e reddituale delle entrate e delle uscite correnti, ed anche degli stessi criteri di vincolo delle somme presso le banche, troppo spesso adoperati per rendere inattaccabili le somme dovute ai creditori.

In tal modo, facilitando l’entrata in dissesto dei comuni, e prolungandone l’agonia.

Dopo aver conosciuto i dati, se le proposte e le richieste non sono soddisfacenti e meritevoli di accoglimento, dare indicazioni precise su come imporre tasse a tutti i cittadini per adeguare le entrate e le uscite, risanando le finanze e riportando il bilancio in pareggio.

 

Il sermone è utile perché al di fuori delle chiacchiere e delle ciance, abbiamo sott’occhio pedestri piani di estinzione fatti dai comuni, illeggibili e privi di dati che permettano di verificare quando sono sorti i crediti e come avanzano gli interessi anno per anno.

Fatte le giuste diagnosi, vere e proprie radiografie, le terapie.

Deve essere accantonata la filosofia che il peso dei dissesti dei comuni non virtuosi possa essere sostenuto sempre dagli apparati centrali.  In ultimo ogni comune deve essere responsabile fino in fondo degli effetti negativi delle sue gestioni, e per esso i suoi cittadini.

Se necessario, deferire alla Corte dei Conti le amministrazioni insolventi, e va da se che la Corte dei Conti dovrebbe intervenire assai più frequentemente per giustificare la sua esistenza.

Altrimenti la si rottami, e la si metta in un elenco degli enti inutili.

 

Bando alla filosofia facile del decentramento ad ogni costo.  Sia pure in modo snello, i governi in carica non possono permettersi di essere evasivi e tolleranti quando si stanno creando situazioni di dissesto, quando i dissesti sono già in atto, e quando si stanno tentando le strade per uscirne in tempi brevi e senza opprimere i creditori con strumenti dal vago sapore ricattatorio quali sono le transazioni con rinuncia del 20%-40%-60% del credito.  Per non restare strangolati come è accaduto, accade e non dovrà più accadere ad imprese o servizi che si reggono su bilanci precisi che non possono permettersi di rimanere in passivo per anni ed anni.

 

Abbiamo sott’occhio il comune di Ischia (NA), un comune che è entrato in dissesto 16 anni fa e che orgogliosamente dichiarando “qui non c’è niente !”, “non abbiamo soldi !”, “aiutateci !”, proponeva di prolungare il dissesto per altri 15 anni almeno.  E sempre per il comune di Ischia (NA) un piccola osservazione di merito.

Ma come mai un comune così piccolo nei suoi elenchi ha alcune centinaia di “lavoratori”, i “comunali” per la precisione, che non erano stati pagati per chissà quali voci, per molti anni, prima della dichiarazione del dissesto ?  E in base a quali leggi sono stati chiamati tutti “privilegiati” e pagati con “acconti” pari al 100% con i primi fondi, a cura delle commissioni ?

Non dubitiamo che ci sia qualche legge che giustifichi questo.  Ma certo è un incentivo ai dissesti, la tutela del personale quando non si tratti almeno degli stipendi correnti ma di particolari voci contestate.

Il Viminale verifichi, modifichi se necessario, la Corte dei Conti verifichi a sua volta.

 

Resta ancora da dare qualche suggerimento, da uomo della strada, sulle modifiche necessarie all’archeologica legge sul dissesto finanziario.

Il governo in carica studierà tutte le forme più opportune, ma dissestischia si propone di fare delle osservazioni sui più grossolani contenuti della legge in vigore.

Ed è pronto ad ospitare, scritti di “cittadini non timidi”, che vogliano esprimersi sull’argomento:  avvocati, tecnici, altri uomini della strada come noi.  E naturalmente i ministeriali.

 

Dott. Ing. Enrico Villari

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categoria:corte dei conti, dissesto finanziario, comune di ischia
lunedì, 23 febbraio 2009

Aggiornamenti:  sulle questioni legate al dissesto di Ischia (NA) e su come risolverlo, www.dissestischia.splinder.com viaggia sui 3.000 contatti.  Grazie.

*  *  *  *  *

Paragoni; paralleli.  Paradossi sì, ma non tanto.

Il comune di Ischia (NA), quest’anno 2009, ha ancora un debito residuo per un dissesto in via di chiusura, di 5 milioni di euro, che si propone – si proponeva, l’imperfetto è d’obbligo, dopo la ramanzina del Viminale – di saldarlo in 10 anni, dal 2009 al 2018.  Ai quali anni è necessario aggiungere forse il quinquennio 2018-2023, per pignoramento di certe somme sempre imputabili al dissesto.  Somme, queste ultime, rimborsabili per legge dopo la chiusura dei rendiconti.  Stop.

Su “Il Mattino” ed. Napoli-Campania, di venerdì 20/2/09 pag. 27 troviamo scritto: “conti in rosso. Il comune [di Napoli] ha troppi debiti.  L’assessore:  eredità del passato.  Moody’s abbassa il rating: <<scarsa capacità di riscossione delle imposte>>”.

Nel corpo dell’articolo “il comune è indebitato (1,5 miliardi), ha pochi soldi in cassa, e scarsissima capacità di movimentare il flusso cash”.

.

Fin qui il paragone, ed ora un parallelo puramente indiziario.

Ischia (NA) ha circa 20.000 residenti, un po’ di meno ma con un flusso turistico annuale assai più elevato dello striminzito afflusso di Napoli.  Dove le agenzie a stento fanno scendere i turisti dai pullman per sgranchirsi le gambe a Via Caracciolo, e dopo ammonizioni e con buona scorta in altri punti della città, prima di accompagnarli a Pompei, agli aliscafi  ed a Pozzuoli.

Napoli ha una popolazione di poco meno di un milione di abitanti.

Il rapporto dei residenti di Napoli e di Ischia (NA) all’incirca è di 50 a 1.  Mentre stando al debito dichiarato di Napoli e quello certo di Ischia (NA), è di 300 a 1.

Il debito pro-capite a Napoli è di 1.500 euro;  ad Ischia (NA) di 250 euro, e quindi il rapporto è di 6 a 1.

Ma ci permettiamo di osservare che il debito effettivo napoletano è 2 o 3 volte quello dichiarato, non comprensivo di interessi, con situazioni ancora da valutare, in itinere presso la magistratura, e così via.  Come accade sempre in tutti i comuni.  Napoli quanto a contabilità mal fatte, sembra che tenga la palma in Italia, seguita da qualche altra grossa città.

 .

Adesso, i paradossi.

Il comune di Ischia (NA) vorrebbe prolungare un dissesto esistente da 16 anni, per l’esattezza dal 1993 ad oggi, di altri 10 + 5 anni di cui sopra.

Quanto a Napoli, abbiamo ottimi motivi per ritenere che non si permetterà che ricada a breve in un nuovo dissesto.  L’articolista scrive che si agirà sulle imposte – pagheranno tutti i cittadini e non soltanto i creditori – e che si inaspriranno le multe.

E si fa bene !  Era ora !  Ma forse non toccheranno ai vigili, cioè a coloro che avrebbero dovuto vigilare, abnormi percentuali di prelievo sulle multe fatte.  Un pedaggio che suona come un invito a non controllare il traffico ma preoccuparsi solo delle lucrose soste.

A Napoli, non sappiamo ancora ad Ischia (NA) qual è la situazione, la popolazione comunale, dopo la iniziale “cura Brunetta”, ha già migliorato il suo stato di salute.

Ancora non sta bene, ma i primi sintomi sono incoraggianti.

E continuerà a migliorare.

Già oggi molti comunali sentono minori esigenze di fare shopping in certe ore della giornata lavorativa.  Colpa della crisi ?  O di che ? 

E a Ischia (NA) allora, che fare ?  Copiare Napoli !  Copiare Napoli !

Questa volta l’isola intera copi la terraferma.  Mi sento di scriverlo avendo anch’io ascendenti ischitani;  lo dico con orgoglio.

E voi, amministratori ischitani affaticati, si apprezzi l’aggettivo dirottato, all’opera.

Se il comune di Napoli dovesse malauguratamente seguire l’esempio che con determina esclusiva proponeva il dott. Bernasconi, il dissesto della capitale campana durerebbe da 6 a 20 volte quello che dovrebbe durare ancora il dissesto di Ischia (NA).  Ognuno faccia i suoi conti.  Da 100 a 200 anni.  Ai quali si dovrebbero perfino aggiungere, a rendiconti fatti, certi interessi così elevati tra i quali quelli anatocistici, che qui non dico.

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Ma certo, è un paradosso.  L’impossibilità del paradosso sta nel fatto che a Napoli come a Catania e come a Roma, per squisiti motivi politici e mallevadori d’antan, un dissesto non verrà permesso.  Segno che il Viminale un suo orientamento lo tiene, e questa volta ha un orientamento giusto.  Lo applichi anche per i piccoli comuni e per inciso, anche a Ischia (NA).

Avvenga il tutto senza clamori facendo pagare i dissesti in corso a tutti i cittadini, anche se provocati dagli amministratori che loro stessi hanno eletto, spesso come per una città che non dico, con percentuali bulgare di approvazione.

E se non si permetterà il dissesto a Napoli, a Catania, a Roma, si faccia chiudere subito anche il dissesto di Ischia (NA).

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La mano a te, Viminale !  E per te ai 3 funzionari della riunione del 10/10/2008 con il comune di Ischia (NA) e l’ultimo passo a te, Roberto Maroni !

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Dott. Ing. Enrico Villari

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categoria:comune di napoli, dissesto finanziario, comune di ischia
mercoledì, 18 febbraio 2009
Viminale 10/10/2008: le rateizzazioni decennali sono “inaccettabili”.
 
Concordiamo. La raccomandazione di provvedere diversamente fu data al comune di Ischia nel corso di una riunione ristretta alla quale presero parte 5 persone: il Sindaco, il dott. Bernasconi, e 3 funzionari del Viminale, Rag. Antonio Scozzese, Dott.ssa Spicaglia, Sig.ra Danielli, come risulta da verbale.
Come suole nel burocratese, il verbale è laconico, e non spiega i motivi che sottostanno ad affermazioni in sé corrette. Rimediamo.
Sulle disponibilità del comune ci siamo espressi più volte, e per non appesantire il discorso non ci ritorniamo sopra. Basta osservare che un debito residuo di 4.218.873,69= di euro, non giustificano una rateizzazione decennale, che il Viminale ammonisce: “inaccettabile”; ma che noi non esitiamo a chiamare follia.
 
Al momento non utilizziamo il correttivo fornitoci dalle transazioni illegittime all’80%, che impongono al comune di devolvere alla massa attiva il surplus tra l’80% ed il 60%, il massimo consentito dalla legge.
Ci limitiamo a ragionare collocandoci nell’ottica del comune, che accusava un deficit di poco più di 3.000.000 di euro nel primo piano di estinzione, del 15/7/2008, e 3.946.019,16= di euro nel secondo, del 20/1/2009.
 
Inserendo nei nostri calcoli un debito di 4.200.000 euro, verifichiamo le conseguenze che si avrebbero ipotizzando una rateizzazione decennale, 2009-2018, utilizzata dal comune nel primo Piano di Estinzione.
Proposta del comune di Ischia (NA) allo stato bocciata sonoramente dal Viminale, e al momento non più proposta dall’ente, se non con insinuazioni nebulose (vedi delibera degli assessori di accompagnamento al Piano di Estinzione del 20/1/09).
 
Osserviamo:
Se il dissesto si chiudesse entro il 2009, si dovrebbero aggiungere interessi per il 79%, e cioè circa 800.000 euro, che aggiunti ai circa 4.200.000 euro già ipotizzati, porterebbero il debito definitivo a circa 5 milioni di euro.
 
Con il tipo di rateizzazione prevista dal comune di Ischia (NA), nelle 10 rate verrebbero pagati 4.200.000 euro, mentre 800.000 euro sarebbero pagati nel 2018.
Poiché dei 4.200.000 euro, circa una metà rappresentano le sorte capitali, e l’altra metà interessi già maturati, le sorte capitali produrranno ancora circa 600.000 euro di interessi che verranno pagati anch’essi nel 2019.
In sostanza, mentre la rateizzazione permette il pagamento di 4.200.000 euro, nel 2018-2019 l’ente si troverà a rimborsare tutti in un colpo 800.000 euro + 600.000 euro = euro 1.400.000.
Una bella gatta da pelare ! E ci scusiamo con la gatta…
E tutto questo per poter rinviare sine die il pagamento degli interessi a fine dissesto, secondo una legge che mai avrebbe supporre chiusure dei dissesti a 25 anni dal loro inizio.
 
Purtroppo, non è detto che gli interessi nel decennio permangano al 3%; la media degli interessi potrebbe perfino raddoppiare, e per prudenza ci fermiamo ad un 4,5% all’anno. In tal caso a fine dissesto, nel 2018 i 1.400.000 euro sopra calcolato passerebbe a 1.400.000 x 1,5 = 2.100.000 euro.
 
Ma non è tutto.
Se tutti o buona parte dei creditori ricorreranno al giudice per farsi riconoscere gli interessi anatocistici, e già sappiamo che l’ing. Enrico Villari, che rappresenta più del 50% del debito residuo, l’ha già fatto, i conti potrebbero perfino raddoppiare, ma lasciamo al Viminale di farli o di farseli fare dal comune.
Un’altra piccola osservazione. Si è realisticamente utilizzato anche un interesse medio annuo del 4,5% ricordando che nel passato ventennio ci sono stati interessi addirittura del 10% all’anno per ben 6 anni, dal 1990 al 1996.
Ed è anche in seguito a questi interessi così elevati che, umanizzandoli, i bilanci comunali sono andati a gambe legate, provocando o comunque esasperando il dissesto che ormai sta per chiudersi.
E che forse realisticamente il Viminale farà chiudere nell’anno in corso, anno 2009.
 
Troppo complicati i calcoli a farsi per l’anatocismo ? MA NOOO !!
I calcolini suggeriti sono alla portata di chiunque abbia preso tempo fa una licenza di scuola secondaria, compreso in un liceo classico.
Dunque anche di avvocati e altri che maneggiano diritto, e ctu, ctp, bilanci di condomini e di società. Basta un tantino di attenzione e non spazientirsi.
Quanto al Viminale, sa come fare per sostituire parametri precisi fino all’euro allo studio nostro di larga massima. E lo si può ottenere dando disposizioni al comune di come deve compilare un piano di estinzione decente, in grado di ricostruire distinte le voci delle somme in conto capitale e le somme degli interessi. Ma il risultato, già da oggi lo si avverte, cambierà di poco.
NON SONO BAZZECOLE
 
 
Arricchito da queste somme, questo è quanto dovrà essere riportato nel rendiconto di cassa alla fine effettiva del dissesto.
Per la fortuna del comune, ma anche a tutela di creditori inconsapevoli, tutti i crediti successivi al 31/12/1992 non rientrano nel dissesto, e non possono essere rimborsati utilizzando il documento puramente contabile del rendiconto finale.
Se così non fosse, ogni credito acceso dopo il 31/12/1992 potrebbe ad libitum essere contestato dal comune, rinviandone il pagamento ad una futurissima data di chiusura del dissesto.
In tale caso, la paralisi del comune sarebbe assicurata. Nessuno più stipulerebbe un contratto o emetterebbe una fatturina, assicurando un lavoro ad un comune del genere; neppure farebbe la sostituzione di una camera d’aria o di una candela di un mezzo comunale, fosse pure per la modica spesa di una quarantina di euro. Per esempio, di euro 39,40. Un caso già presentatosi nel 1992, non ancora risolto, e che a parere del comune, e in attesa delle decisioni del Viminale, potrebbe protrarsi fino al 2018 ed oltre.
 
Sappiamo che la forza del comune, per tentare ancora la carta della rateizzazione, è soltanto una: L’ARROGANZA. Il ritornello beffardo è sempre lo stesso: “Non ci sono soldi”. Ma i tempi non consentono oltre di cedere a tali pretese.
In un solo anno, e basta leggere le delibere ed il bilancio del 2008, il comune disperde ben oltre 4.200.000 di euro.
La parola al Viminale! Bando ai tentativi di prolungare ancora il dissesto agendo come una sanguisuga attraverso le ignobili transazioni, che meriterebbero di essere chiamate con ben più adatti sinonimi!
I due anni concessi dal Viminale dal 2006 ad oggi per chiudere il dissesto, senza infingimenti per reperire fondi attraverso le transazioni, sono trascorsi;  ed un altro periodo supplementare a spese dei creditori non è possibile né auspicabile.
 
Chiusura! Chiusura! Chiusura del dissesto finanziario di Ischia senza codicilli!
 
Forza Viminale! Forza !
 
Dott. Ing. Enrico Villari
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categoria:dissesto finanziario, comune di ischia
martedì, 17 febbraio 2009

 

DISSESTO FINANZIARIO DI ISCHIA (NA)

elenco creditori al 20/1/2009

1 autoricambi valentino, via iasolino 128, 80077 ischia                       39,40  fornit. 
2 mellusi ed altri, via s. giovanni da procida 47, 80077 ischia                       46,38  espr. 
3 mazzella carmela, via delle vigne 33, 80077 ischia                       86,03  espr. 
4 sadi spa, via dei mille 16, 80121 napoli                      118,96  fornit. 
5 di meglio salvatore, via s. g.giuseppe della croce, 80077 ischia                      199,03  rimb. somme 
6 idea di d'abundo antonio, via marisdeo 5, 80070 panza-forio d'ischia                      206,45  fornit. 
7 trani angela maria, via salita s. pietro 12, 80077 ischia                      211,97  espr. 
8 le ginestre snc, via delle ginestre, 80077 ischia                      229,82  fornit. 
9 ischia garden, via v. colonna 92, 80077 ischia                      290,38  fornit. 
10 cubex srl, via l. volpicelli 331, 80147 napoli                      359,25  fornit. 
11 trani giovan giuseppe di gabriele, via curci, 80077 ischia                      394,98  espr. 
12 sapignoli modultecnica srl, via molino  vigne 2, 47030, torriana (FO)                      467,18  fornit. 
13 conte assunta, via alf. de luca 27, 80077 ischia                      472,58  fornit. 
14 mazzella giovanni, via concezione a montecalvario 61, 80134 napoli                      497,87  espr. 
15 pilato giulia, via dell'amicizia 81, 80077 ischia                      735,73  espr. 
16 asema sas corso lodi 45, 20123 milano                      755,19  fornit. 
17 fornitrice italiana scuole, piazza ferrovia 1, pollena (NA)                      958,77  fornit. 
18 corbino giovan giuseppe, via campagnano 94, 80077 ischia                      996,61  espr. 
19 casa editrice dei comuni, piazza ferrovia 1, 80040, pollena (NA)                   1.026,68  fornit. 
20 la perischia, via duca degli abbruzzi, 80070, barano d'ischia                   1.055,15  fornit. 
21 mazzella maria annunziata, via arenella 11/c 80077 ishia                   1.094,11  espr. 
22 spena paola, corso vittorio emanuele, 80171 napoli                   1.283,74 compensi per commiss.
23 trani margherita e raffaella eredi, ischia                   1.697,77  espr. 
24 serit spa bancaroma, largo f. anzani 13, roma                   2.296,16  rimb. somme 
25 erredielle srl, piazza municipio 30, s. giorgio a cremano (NA)                   2.528,55  fornit. 
26 ditta k3  confezioni, via dei cimbri 23, 80138 napoli                   2.692,60  fornit. 
27 biggiero vittorio, via luca da penne 1, napoli                   2.697,82  comp. per comm. 
28 attanasio annina, via f. d'avalos, 80077, ischia                   3.062,33  canoni 
29 mele carmela e anna, via fondo bosso, 27/i, 80077 ischia                   3.188,81  espr. 
30 inail napoli                   3.332,21  inail 
31 boccanfuso brigida c/o studio legale di meglio - di scala, via osservatorio 40, 80077 ischia                   4.492,97  espr. 
32 spena paola, corso vittorio emanuele, 80171 napoli                   4.572,71  comp. per comm. 
33 cuomo g. giuseppe, via g.b. vico 4, 80077 ischia                   4.740,49  fornit. 
34 casa della carta srl, via iasolino 98, 80077 ischia                   4.993,34  fornit. 
35 rosiello maria, via campagnano 61, 80077 ischia                   5.035,45  canoni 
36 fornitura italiana scuole, piazza ferrovia 1, pollena (NA)                   5.133,84  fornit. 
37 d'acunto vincenzo, piazza s. rocco c/o avv. molinaro, 80070 barano d'ischia                   5.218,00  espr. 
38 villari enrico sent. 1481/97 c.a. na                   6.320,35  espr. 
39 dir. prov. tesoro, parco s. paolo, napoli                   7.998,57  fornit. 
40 villari enrico sent. 24584/06 cass.                   8.946,32  sp. leg. 
41 attanasio annina, via f. d'avalos, 80077, ischia                   9.186,69  canoni 
42 cipt viaggi srl, via camozzi 9 c/o avv. amato emiliano, 00195 roma                   9.483,13  fornit. 
43 osterini luigi, via casciaro 19, ischia                 12.263,57  comp. prof. 
44 aviu di achille foà sas, corso novara 36 napoli                 13.555,59  fornit. 
45 taliercio irene, via risorgimento 57, 80021, afragola (NA)                 15.800,88  espr. 
46 villari enrico sent. 6678/06 cass.                 16.012,00  sp. leg. 
47 mele letizia, c/o avv. bruno molinaro, piazza s. rocco, barano d'ischia                 27.547,62  espr. 
48 mele concetta c/o avv. bruno molinaro, piazza s. rocco, barano d'ischia                 28.568,26  espr. 
49 ragioneria provinciale dello stato, napoli                 39.230,45  lav. pubbl. 
50 germani villari sent. 1575/04 c.a. na                 41.048,24  espr. 
51 maxim's srl, piazza garibaldi 29 c/o avv. corrado, 80142 napoli                 43.814,98  espr. 
52 d'acunto vincenzo c/o studio legale molinaro - buono, piazza s. rocco 26 barano d'ischia                 47.766,93  espr. 
53 delizia vincenzo, c/o avv. giuseppe di meglio, via v.zo di meglio, 80070 barano d'ischia                 53.869,90  espr. 
54 verde giovanni avv., via giacomo piscicelli 142, 80121, napoli                 61.047,68  comp. prof. 
55 san pietro srl, via delle ginestre c/o avv. cappello a., 80077 ischia                 72.647,58  espr. 
56 mele aniello c/o avv. bruno molinaro                 75.321,24  espr. 
57 trani salvatore avv., via sant'antonio 25, 80077 ishia                 76.910,18  espr. 
58 eredi iaccarino c/o studio legale olivieri-lamberti, via s. pasquale a chiaia 55 napoli                 89.067,20  comp. prof. 
59 iacono alessandro, via rampe paradisiello 2, 80074 casamicciola terme                  93.723,08  lav. pubbl. 
60 delizia vincenzo c/o avv. giuseppe di meglio, via osservatorio 40, 80077 ischia               108.210,32  espr. 
61 ragioneria provinciale dello stato napoli               125.686,55  lav. pubbl. 
62 cer.so.gen.co. srl, via bosio 14, 00161 roma               180.343,76  lav. pubbl. 
63 ag. delle entrate na1 uff. atti giud. e ammende, via medina 24, 80100 napoli               189.483,25 imp. reg. sent. 3551/01 c.a. na
64 coop. il pellicano, c/o avv. pietro di meglio, via v. emanuele 58, 80070 barano d'ischia               202.663,13  espr. 
65 villari enrico sent. 1110/03 c.a. na               317.636,74  espr. 
66 si.ge.ca. spa, via g. orsini 46 c/o avv. scotti/laudadio, 80132 napoli               338.657,04  espr. 
67 villari enrico sent. 3551/01 c.a. na             1.838.853,15  espr. 
totale             4.218.873,69  
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categoria:dissesto finanziario, comune di ischia, elenco dei creditori
domenica, 15 febbraio 2009
A certi giornali e per certi giornalisti, escludendo “Il Golfo”, sempre pronto a dare voce anche alle minoranze.
 
E’ accesa polemica sui comuni italiani in dissesto. Ripianare i loro debiti ? Di Roma per Alemanno; di Catania per Berlusconi; e di tanti altri; come di Napoli, una città recidiva sempre con gli stessi amministratori.
 
Altra tesi più radicale, federalista. Abbandonare al dissesto ed ai commissariamenti tutti quei comuni che non sono stati “virtuosi”.
Tra le due tesi, è preferibile la seconda, ma sit modus in rebus. Niente preferenze !
Però troppo facile limitarsi a scrivere paghino di tasca propria i comuni spendaccioni. Ma con quale tasca ?
Non a spese di creditori incolpevoli e troppo spesso randomizzati a caso. Ed inoltre senza ricattarli minacciando tempi lunghissimi e supplementari per la chiusura dei dissesti, ad esempio 20-30 anni, il caso di Ischia (NA) !
 
Paghino sì, i comuni, e per essi tutti i cittadini, il 100%, e non soltanto quell’1% costituito dai creditori.
Insomma, Maroni@company fate il vostro dovere e portate in parlamento un progetto di legge per modificare la insulsa ed anacronistica legge attuale sul dissesto finanziario.
Poltroni e poltrone, all’opera !
 
E tornando a voi, giornalisti di tutte le taglie, tante volte meritevoli, nei vostri articoli che assorbono intere facciate, non nominate mai la legge del dissesto finanziario con il suo miraggio delle transazioni.
Che ne prolungano la durata di qualche decennio.
Mai nominate i sacrifici dei creditori, costretti a transigere al 40%-50%-60% dopo 10-15 anni ottenendo rimborsi inflazionati.
Passando dall’economia mondiale che prediligete, a quella casereccia, fatelo con umiltà. Scendete da cavallo e ristudiatevi l’argomento.
Per ora vi meritate solo un 18 politico.
 
l’anziano di dissestischia

 

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categoria:giornali, comune, ischia, dissesto, finanziario, gionralisti
giovedì, 12 febbraio 2009

 

Piccola posta

 

 Corrispondenza con i lettori. Alcuni scrivono direttamente sul blog con articoli o alla voce “commenti”. Altri con e.mail, o con lettere battute sulla Olivetti 22. Altri ancora ci telefonano, o ci fermano per strada. A tutti rispondiamo, mai lesinando di esercitare l’arte maieutica (vedi dizionario filosofico Morselli), noi apprendendo più di quanto diamo.

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Tutti rispettiamo, chi non vuole apparire, chi non può dedicare troppo tempo ai nostri temi, spesso da  fronti contrapposti, e chi non sa smanettare su Internet e su Out Look, imbarazzandosi se  si nominano Google ed Yahoo!

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Ci ferma  per strada un conoscente, che ha sentito parlare di Dissestischia, che ha un piccolo credito con il comune che dovrebbe risalire al 1994 o a qualcosa del genere, ma non possiede il computer, e non vuole disturbare nessuno. Ci chiede se il suo credito rientra nel dissesto, e magari vuole sapere quali sono i crediti che rientrano nel dissesto, e quali no.

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Lo tranquillizziamo, con la dovuta circospezione. Lo rassicuriamo che se il suo credito  è successivo al 31/dicembre /1992, esso è fuori del dissesto, ed il comune bene avrebbe fatto a pagargli il dovuto (sentenza definitiva, o fattura). Meglio se si tratta di un “Privilegiato”, anche se non siamo in grado di spiegargli chi ricada in questa nebulosa categoria.

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Allo stesso tempo non possiamo fare a meno di farlo preoccupare un po’ spiegandogli che spesso i comuni  dimenticano di onorare tempestivamente i loro debiti, secondo  criteri imperscrutabili al normale cittadino, e forse anche poco conosciuti dai ministeri, corte dei conti ed altre magistrature. Che pure talvolta intervengono a catastrofi fatte, impiegando anche qualche decennio per arrivare al clou.

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In parole povere, gli spieghiamo, che nessuna modifica essendo stata apportata al modo in cui i Comuni spendono anche risorse che non hanno in cassa, e non essendo stabilito con quale  ordine vanno rimborsati  i loro creditori e fornitori di servizi, ed a malessere aggiungendo malessere, essendo affidato il sistema giudiziario ad un Organo straordinariamente  lento nel prendere decisioni definitive, il suo credito potrebbe rientrare in un futuro dissesto. Oggi, diciamo qui tra noi, il paradosso fa sorridere. Si sorrida pure, ma non troppo.

Al comune chiediamo, ed al ministero  già sollecitiamo, di seguire un criterio cronologico nei pagamenti.

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staff dissestischia

 

 

 

 

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categoria:comune, ischia, dissesto, finanziario
domenica, 08 febbraio 2009
Napoli, 8 febbraio 2009
 
Legge sul dissesto sovietica ! Va cambiata ! Di corsa !
E via le circolari e le note ad hoc e ad hominem, utilizzate per il comune di Ischia da questo o quel funzionario strattonando la legge.
A cura “dell’anziano di dissestischia”.
* * *
Molti lettori chiedono un commento sull’ultimo Piano di estinzione (20.1.09) del comune di Ischia (NA) e sulle prime note inviate dal Viminale quando è stato bocciato il Piano di Estinzione del 15/7/2008.
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Allo stato non ci sono forti differenze tra il primo ed il secondo piano, e quindi dovrà essere il Viminale a decidere il da farsi e prendersi la responsabilità di se e come chiudere il dissesto del comune di Ischia (NA) che persiste dal 1993, e che secondo il funzionario Bernasconi con determina perfino priva della firma del Sindaco ed ovviamente dell’approvazione dei consiglieri, aveva deciso di rinviarne la chiusura a dopo il 2018.
Come codesto funzionario con sua firma esclusiva abbia potuto postulare la rateizzazione decennale e quante sarebbero state le risorse nel suo “sovietico” piano decennale 2009-2018, non è dato di capire.
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Ad ottobre 2008 il Viminale ha dichiarato “fermi tutti ! Si rifaccia un Piano di estinzione e diremo noi in seguito il da farsi”.
Sto parlando alla buona, non avendo pretese di conoscenze approfondite di diritto, lasciando agli esperti di dissestischia, agli avvocati dei creditori, ai consiglieri comunali, di esprimersi compiutamente.
Un plauso al Viminale che il 10/10/2008, bocciando il Piano di estinzione, ha imposto al comune di Ischia (NA) di portare il suo piano definitivo solo se approvato anche dai consiglieri.
Consiglieri che non sono soltanto dei rappresentanti di quartiere, ma molto di più.
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Effettivamente dissestischia, sebbene molto seguito con sopra 2500 visitazioni fino ad oggi, non ha ricevuto tanti impegnativi e firmati commenti. Comprendiamo e non approviamo quanto privatamente ci si dice “qui lo dico e qui lo nego”, e “io ad Ischia ci devo vivere”. Con tutte le conseguenze.
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Torniamo in argomento. Non piace il vocabolo “sovietico” ? Nessun dubbio che non stiamo nell’URSS, ma non neghiamo che la legge sul dissesto non solo discrimina i creditori in un modo abnorme, ma anche sembrava rispondere alla necessità di accollare a dei creditori più o meno casuali, ed insisto più o meno, i danni di amministrazioni sballate e cervellotiche come furono quelle degli anni ’80 e ’90, e che così rimanendo le cose potrebbero riprodursi pericolosamente per i tanti comuni italiani, dalle statistiche 800 su 8000 circa.
Ancora perché “sovietico”. In quei paesi lì, URSS, oggi ancora in Cina, e naturalmente nei famigerati “lager” tedeschi, la gente veniva presa perfino casualmente e costretta a lavorare in condizioni infami (si leggiucchi almeno “Arcipelago Gulag”) a vantaggio della collettività.
E scendendo nel nostro piccolo, in fondo in fondo siamo sempre all’interno di una democrazia sia pure imperfetta, animata negli anni ’70-’80-’90 da un certo populismo, ed in tali casi dal mito dell’esproprio popolare, si era deciso di lasciare privi del giusto controllo i comuni, di accumulare debiti enormi – ancora una volta a favore del deficit spending incontrollato, a carico dei suddetti casuali creditori fino ad una certa data.
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Subiamo le conseguenze a distanza di 30 almeno per il comune di Ischia (NA), un comune chiamato anomalo nella corrispondenza e nelle chiacchierate degli stessi funzionari del Viminale.
Come nell’irriverente paragone con l’URSS e con l’attuale Cina dei laogoai, non sempre è spiaciuto al 99% dei cittadini del comune non toccati dal debito, di non aver subito le angherie dei creditori. Come per esempio essere forzati a fare transazioni al 40%, al 60%, all’80% dopo 20 anni circa, e magari secondo un Bernasconi, a ricevere il dovuto, debitamente inflazionato, dopo altri 20 anni.
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Fermiamo l’attenzione su quello che è successo dopo il 15/7/2008. E ci sarebbe sufficiente che ci seguissero sul ragionamento, dato il loro ascendente, circa 30 lettori: i consiglieri comunali di Ischia (NA).
Da quella data hanno transatto ancora una quarantina di creditori, ricevendo l’80% e rinunciando ad altri preziosi interessi che sarebbero maturati in una epoca indefinita. Dunque questi creditori che hanno transatto ancora hanno sfiducia nelle istituzioni, tanto del comune quanto del Viminale, ritenendo che i Bernasconi, il Sindaco, gli inerti consiglieri ed assessori, la sonnolenta opinione pubblica di Ischia, guidati dagli autorevoli Verde, Scozzese & company, e dal Ministro degli Esteri, pardon, dell’Interno Maroni, avrebbero confermato una lista di proscrizione per un numero considerevole di anni. E allo stato i resistenti, nulla di eroico per carità !, sonoo circa 40 per una contenuto debito comunale Di circa 4 milioni di euro, ai quali gli esperti di diritto ci assicurano andrebbero ridistribuiti quel 20% di sovrappiù transatto in barba alla legge.
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Ritornando ai transattori dell’ultima ora, ancora oggi assennatamente hanno dovuto così ragionare. Meglio l’ovetto oggi, anzi l’embrione, che il galletto domani.
Fine delle riflessioni.
E cediamo la mano all’intero staff di dissestischia, al pregevole “Il Golfo” che ha seguito la vicenda con interesse, ed agli avvocati dei creditori.
Con in ultimo un riconoscimento a quei consiglieri di minoranza o trasversali, che hanno rivendicato il diritto con propria nota su “ischia.tv/ultimora” di avere più chiare informazioni su come il comune di Ischia (NA), pardon il Bernasconi con le sue determine esclusive, gestisce il post-dissesto.
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Fraterni saluti.
Dott. Ing. Enrico Villari
Staff www.dissestischia.splinder.com
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categoria:comune, ischia, dissesto, finanziario
giovedì, 05 febbraio 2009

COMUNICATO

Il comune di Ischia (NA) in data 20/1/2009 ha depositato il nuovo Piano di Estinzione dei debiti.

A breve i nostri commenti.

Staff dissestischia

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categoria:piano, comune, ischia, estinzione, dissesto, finanziario
mercoledì, 04 febbraio 2009

 

Il debito del dissesto finanziario di Ischia cresce di 200 euro al giorno !

Ecco il testo dell'interrogazione (da www.ischia.tv/ultimora).

...

 Al Sindaco del Comune d’Ischia

Al Dirigente del Settore Economico-Finanziario

Al Presidente del Consiglio Comunale

oggetto: interrogazione a risposta scritta



I sottoscritti consiglieri comunali

Premesso che

il comune di Ischia da quasi 16 anni versa in una situazione di dissesto finanziario;

in data 15/7/2008 il comune di Ischia, subentrato alla cessata commissione di liquidazione, ha depositato un Piano di Estinzione dei debiti dal quale risulta che sono state effettuate transazioni all’80% e che restano da pagare 64 creditori residuali per complessivi circa 5 milioni di euro, di cui circa 1,7 milioni cash e circa 3,1 milioni in 10 rate annuali;

l’ente ha concluso accordi transattivi per importi oscillanti tra il 25% ed il 75% in termini reali dei crediti vantati, ma nel caso di transazioni effettuate oltre i limiti di legge (60%), la provvista è stata anticipata dall’ente ordinario ed addebitata alla massa passiva della liquidazione;

il Ministero dell’Interno non ha approvato il predetto Piano di Estinzione e il comune di Ischia, ad oggi, non ha provveduto al deposito di una nuova edizione;

alcuni creditori hanno già avanzato domanda di anatocismo: ciò ha determinato per il comune di Ischia il sostanziale raddoppio degli interessi; infatti il tasso legale attuale è del 3% annuo, mentre con l’anatocismo il debito aumenta del 6% l’anno e, a fine anno tale aumento sarà anch’esso capitalizzato; ne deriva che sarebbe più conveniente contrarre un mutuo (l’euribor è a circa il 2%) e pagare subito tutti i creditori residuali i quali, allo stato, guadagnano 3 volte i Bot (che sono a meno del 2% annuo);

con l’art. 58 del DL 112/08 conv. in Legge 133/08, dispone che sia “redatto il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione”: ciò permette agli enti di individuare, “redigendo apposito elenco, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione”. In sintesi, viene offerto ai comuni di reperire risorse economiche e finanziarie dal proprio patrimonio immobiliare, con procedure semplificate;

* * *

Tanto premesso, gli istanti

chiedono

perché non è ancora stato depositato il nuovo Piano di Estinzione;

se l’ente è a conoscenza che il debito del dissesto finanziario aumenta di circa 200 euro al giorno per i soli interessi legali, e di poco meno del doppio per chi ha avanzato richiesta di interessi anatocistici;

perché l’ente, al fine di reperire le risorse per il pagamento dei creditori residuali del dissesto finanziario

non ha ancora accesso un mutuo per pagare i creditori residuali, considerati tassi di interesse particolarmente bassi ed il fatto che i crediti sono per la maggior parte “investimenti” (espropri immobiliari) e precedenti al 2001 per cui possono essere finanziate anche le “spese”;

non ha ancora redatto “il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione”;

non ha evitato spese per patrocini e festival (circa 3 milioni di euro nel solo 2008) che sono ingiustificate per un ente che deve ancora saldare debiti risalenti anche ad oltre 30 anni fa;

se l’ente ha effettivamente l’80% cash di quanto offerto ai creditori residuali in sede di offerta transattiva ed in caso affermativo perché non lo versa in acconto al fine di ridurre l’esposizione debitoria;

in generale, quali misure e provvedimenti urgenti comune di Ischia intenda adottare per la immediata risoluzione della grave situazione di dissesto finanziario in cui versa il comune di Ischia con il soddisfacimento dei creditori residuali;

Ischia, 3.2.2009

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categoria:interrogazione, interessi, comune, ischia, dissesto, finanziario