LETTERA APERTA AL SINDACO DI ISCHIA (NA)
Napoli, 2 dicembre 2008
Caro Sindaco,
su www.dissestischia.splinder.com sono trascritti i suoi 64 creditori al 15/7/2008. Beninteso del comune di Ischia (NA), ma che lei rappresenta.
Il Piano di Estinzione, allo stato da modificare, su indicazione del Viminale, prevede 64 creditori in tutto che lei vorrebbe rateizzare per il 65% del dovuto, in 10 anni dal 2009 al 2018.
Mi fermo soltanto sulla irrazionalità di questa rateizzazione e sui costi che essa comporta al comune, e ahinoi !, anche a noi creditori: 40 creditori, dal creditore nano (al quale deve 39,40 euro), al creditore ing. Enrico Villari (creditore del 50% della massa passiva del dissesto). Quest’ultimo creditore è quello che visibilmente ha spinto il Dott. Bernasconi e Lei alla rateizzazione per soddisfare istinti non proprio nobili nei confronti di chi non ha transatto all’80%, come i suoi 4 germani Villari.
Andiamo al sodo. Lei predispone, ed è inutile nascondersi dietro il dito del Dott. Bernasconi, 704 pagamenti, dei quali 64 per pagare ai creditori il 36% di quanto dovuto, e 640, a singhiozzo, per le 10 rateizzazioni annuali.
Con le transazioni fatte all’80%, e ci dicono per altra recentissima al 90%, sia da parte del comune che dall’Ufficio Dissesti del Viminale, la legge è stata violata. L’acconto dei creditori non potrà essere inferiore a tali percentuali, avendo garantito per iscritto a tutti i creditori residuali, di avere i fondi occorrenti.
Il fatto più ridicolo è che per pagare almeno i primi 40 creditori, lei sarà costretto a predisporre un piano di pagamento a straordinario per i Bernasconi e i comunali, le banche, il suo tempo e quello di altri amministratori, per predisporre le “reversali” di cassa, registrare i soldi pagati sul libro mastro, tenere i contatti con la banca fiduciaria del comune per queste prime 400 operazioni.
Si immagini, guardando il blocco, che i primi 40 creditori durante 10 anni dal 2009 al 2018, peseranno 84.000,00 euro circa. Molto meno di quanto occorrerà compensare i sacrifici dei Bernasconi e dei comunali a straordinario per lo stesso periodo.
Aggiunga però i costi che i creditori affronteranno per recarsi in banca a riscuotere 1,60 euro, 1,89 euro, 3,50 euro, ecc., nell’anno 2009; e 3,20 euro, 3,77 euro, 6,99 euro nel 2018, di mezzi di trasporto come autobus, aliscafi, traghetti e mezzi privati.
Tutto questo lo si apprende anche dai blog. Certo si può insistere che non è un documento ufficiale, perché si tratta di un fatto recente come per anni è stato internet e prima di esso, il computer e la calcolatrice non più a manovella. Suoi colleghi deputati e senatori e un presidente di camera chattano pure, forse per interposta persona. Mah! Blog, quinto potere !
Il Piano di estinzione che ha preparato il Bernasconi e che oggi si vorrebbe modificato solo in superficie, fa affondare il comune e tutti quelli che lo hanno predisposto, nel ridicolo. E predispone ad un crac prossimo venturo. Sotto a chi tocca.
Come creditore maggioritario, ma anche come contribuente di tasse ed imposte comunali, ancorché non residente e dunque non sollecitato al voto, sono interessato alla corretta forma e sostanza dei vostri documenti, per evitare che risultino falsanti, o volutamente nebulosi.
Chiedo una cortesia. Il nuovo piano di estinzione, adeguandosi in anticipo a quanto disporranno nuove regole per tutti i comuni, riporti in un elenco pubblico le date di inizio dei singoli crediti, quanto meno i giudicati, già sfalsati di anni per colpa della lentigrada magistratura, quando c’è contenzioso. In caso di dissesto, come ora è il vostro caso dal 1993, e per vostra spinta da chiudere tra 10 anni ancora da oggi, si contribuirà a ricostruire di quanto si è incrementato il debito contratto, per effetto degli interessi, semplici o anatocistici; e perché il prolungamento ad arte del dissesto non abbia procurato entrate virtuali al comune di Ischia. Infatti i “risparmi forzosi” sottratti ai creditori transattori, del 40-60-80 %, sono risultati inferiori agli interessi comunque pagati, o da pagare addirittura a fine dissesto nel 2019.
Ma lei lo sa, che i 3 milioni di debiti che vorreste rateizzare in 10 anni, dal 2009 al 2018, potrebbero fruttare, magra consolazione per gli sfruttati, una aggiunta di almeno 1 milione di euro, da recuperare con un” “un plein” nel 2019, massimo nel 2020, pena la dichiarazione di un nuovo dissesto e di un commissariamento, che già oggi il viminale, saggiamente dovrebbe attuare?
Soprattutto riportare con caratteri decorosi l’”Elenco giudizi pendenti per i quali non vi è sentenza esecutiva” racchiuso nell’ultima pagina del piano di estinzione del 15/7/2008.
I caratteri di dimensione 5-6 sono troppo piccoli! Sono illeggibili! Ed il fatto non è casuale. Adoperare invece i caratteri di dimensione 12 della “dimensione caratteri”, della barra di formattazione.
Come amministratore responsabile non può delegare ad un Bernasconi di scrivere accanto alle voci 3-12-13-14-15 dell’elenco, senza un commento, “non quantificabile”.
Cosa ha accantonato l’ente, per queste voci, in tanti anni? Come può approvare di dare un premio di produttività, magari “per il raggiungimento del 25 % degli obbiettivi” a chi non ha sottolineato il buco?
Lei stesso ha il dovere di fare accantonare somme adeguate, quando già esistono cause in corso, ctu, e magari 1 o 2 gradi di giudizio, in attesa del giudicato, e in luogo di luminarie, barconi, e fuochi di artificio e botti. Come esemplarmente quel consigliere scalpitante per forniture luminarie in una delle vie Mazzella.
Rimangano a casa politici che nascondono la testa per non vedere, e che non tengono a freno consiglieri ed assessori spensierati, inclini alla spesa facile, con i soldi della collettività, e di creditori venti-trentennali.
Sindaco! Sindaco! I fondi per chiudere il dissesto li ha. In mancanza di una normale operazione per utilizzarli, il viminale chiuda pure il dissesto, con un commissario “ad acta”, togliendo il sindaco dall’imbarazzo, e rimandando a casa consiglieri ed assessori che non hanno dato prove convincenti, ed improponibili per il futuro.
Dott. Ing. Enrico Villari

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