giovedì, 12 marzo 2009

GIU' LA MASCHERA !   BASTA BUTTARE SOLDI DALLA FINESTRA !

Con delibera n. 20 del 17/2/2009 la Giunta Comunale di Ischia (NA) ha concesso un contributo di euro 1.000 (mille) all'associazione "Terra nostrum".

Ci risiamo:   invece di pagare i creditori del dissesto finanziario che aspettano da oltre 16 anni, il comune di Ischia (NA) si propone di "individuare in occasione del carnevale (22-24 febbraio 2009) momenti di aggregazione che coinvolgano tutte le fasce d'eta con un'attenzione particolare per i più piccini".   (che dolcezza !)

Facile dare contributi con i soldi degli altri...

La prossima volta l'associazione "terra nostrum" faccia una colletta.

E la Corte dei Conti indaghi.  Subito.

staff dissestischia

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sabato, 07 marzo 2009

Ecco, in estratto, l'intimazione notificata all'ente dallo Studio Legale Villari

...omissis...

con riferimento

 

al deficit di euro 3.946.019,16= di cui al Piano di Estinzione dei Debiti del 20/1/2009 approvato dal comune di Ischia (NA) con delibera della Giunta Comunale n. 7 del 22/1/2009

intima

ai destinatari del presente atto, ciascuno per quanto di ragione e competenza

 

a.      di accantonare nel bilancio di previsione 2009 l’importo di euro 3.946.019,16=, al fine di coprire il predetto deficit, destinandovi l’importo delle spettanze assegnate dal Ministero dell’Interno nel mese di febbraio 2009 pari ad euro 3.882.488,19=;

 

B.     di destinare i proventi del “piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari” (documento da allegare al bilancio di previsione 2009 ai sensi l’art. 58 del DL 112/08 conv. in Legge 133/08), al fine di coprire nell’anno 2009, totalmente e/o parzialmente, il predetto deficit;

...omissis...

In sintesi:  pagate con i soldi avuti dal Ministero dell'Interno o con i proventi delle vendite degi immobili comunali.  Nel 2009.

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categoria: , deficit, dissesto finanziario, comune di ischia
martedì, 27 gennaio 2009

E’ arrivato il momento di fare il punto

 

Antefatto

Il Ministero dell’Interno non ha approvato il Piano di Estinzione trasmesso dal comune di Ischia il 15/7/2008. Essendo già trascorsi oltre sei mesi da quella prima data, il comune di Ischia già avrebbe dovuto apportare al Piano le modifiche che il Viminale gli ha richiesto il 10 ottobre 2008. Queste richieste, a tutt’oggi, non sono ancora note al comune cittadino (italiano, per intendersi). Se sul piano dei normali rapporti è una scorrettezza non rispondere a quesiti che riguardano tutti i creditori del comune di Ischia, sul piano della legge c’è una palese infrazione alle norme sulla trasparenza. DissestIschia, a nome di alcuni non-transattori, che ne hanno fatto richiesta, porterà la questione di fronte alla giustizia.

 

Semmai, il fatto evidenzia il conflitto di interessi tra il comune che gestisce in proprio il dissesto, con propri funzionari, e i creditori, ai quali non viene riconosciuto alcun diritto di controllare l’operato dell’ente in tempo reale. Sul piano della legge, ancora una volta si rileva che i  dissesti devono  essere gestiti attraverso commissioni  nominate dal Presidente della Repubblica. Allo stato, il dissesto finanziario di Ischia è da considerarsi inesistente, tamquam non esset, con le conseguenze del caso.

Anche su questo punto dissestIschia, esperite le  sue richieste al Ministero dell’Interno ed alla Prefettura di Napoli, più in sintonia con i recalcitranti comuni che con i loro creditori, la effettiva parte lesa, si riserva di portare la questione della esistenza del dissesto ai più alti vertici dello Stato e, per più  esauriente garanzia, alla magistratura indipendente. Fine del proemio.

 

In materia di dissesti finanziari, non si può riservare al Ministero dell’Interno compiti quasi esclusivi di controllo, riservando alle Prefetture, e nel caso de quo alla Prefettura di Napoli, un ruolo secondario.  Sul piano del territorio non è proprio così. Il Viminale risponde su Piani di Estinzione spesso abborracciati di 8.000 comuni, mentre le Prefetture hanno spesso modo di conoscere luoghi persone e fatti, ed anche le pecore nere.

Nel caso de quo, ci limitiamo ad osservare che il Piano di Estinzione del comune di Ischia del  15/7/2008, non distingue quasi mai tra le sorte capitali e gli interessi.  Esso non riporta nemmeno la data precisa di insorgenza dei debiti, come tuttavia pratica nelle transazioni sui  documenti controfirmati dalle parti.  Ben si dovrebbe indicare sul libro mastro, nel Piano di Estinzione, accanto alle somme dovute, anche quanta parte è dovuta alle sorte capitali, e quanta agli interessi.

 

Si smentirebbe così automaticamente la fola che attraverso le transazioni, al 40%, al 60%, all’80%, al 90% (oggi), il comune di Ischia abbia risparmiato. Beninteso sulla pelle altrui, semmai remunerando lautamente commissioni, funzionari, ed impiegati di più basso livello con gli straordinari. Ma anche senza queste indicazioni, e’ facilmente comprensibile che essendo iniziato il dissesto nel 1993, e subito seguito da una epoca di interessi legali al 10% l’anno, e successivamente con interessi sempre molto elevati, il ruolo delle detrazioni apportate nelle transazioni - sempre inique - è stato insufficiente: il gioco non è valso la candela.

 

DissestIschia rivolge un caloroso invito alla Prefettura di Napoli di seguire non solo passivamente le questioni legate al presente dissesto.  Ma di inserirsi incisivamente collaborando con il Viminale romano, del quale fa parte, trattandosi di Ufficio Territoriale di Governo dello stesso ministero.

Quanto al Viminale “romano”, la sospensione del piano di estinzione non dovrebbe essere stata provocata da futili motivi. E dia a intendere che la prossima riunione della Commissione per la Finanza degli Enti Locali, prevista a breve, sarà più attenta. E più severa.

 

Errori del passato: spendere senza avere i fondi necessari e facendo formare debiti colossali a causa degli interessi legali

 

Il dissesto finanziario del comune di Ischia è stato dichiarato il 3 febbraio del 1993.

E’ evidente che non è sorto per il mancato pagamento di opere e di stipendi comunali solo dell’ultimo anno, il 1992. I debiti comunali risalivano  a molti anni prima, ed a gestioni sconsiderate, delle quali ne sono stati responsabili sindaci, assessori e consiglieri comunali a partire da oltre un decennio precedente il 1993, ed alla pessima azione di controllo della spesa da parte degli organi locali e nazionali preposti. Ma i lettori ischitani di questo blog sono perfettamente in grado di riconoscere a chi sono da attribuire i più consistenti disastri finanziari di quegli anni, sfociati nell’ormai obbligato dissesto del 1993.  Troppo criptico?  Ma va !

 

Il piano-Bernasconi, che riporta i risultati di due commissioni presidenziali e ne condivide e completa l’opera, nasconde come si è formata la criptonite. Ed ora ne parliamo.

Bernasconi  presenta direttamente aggiornati al 15/7/2008, a 15 anni  e rotti dalla dichiarazione di dissesto, gli elenchi nominativi dei creditori del comune, evidenziando e glorificando le transazioni intervenute, senza inserire una colonna excel che indicasse almeno quali erano i debiti iniziali.

Il Ministero dell’Interno non ha dato adeguate disposizioni su come si deve compilare il Piano di Estinzione. Cosa ci sta a fare? Prossimamente disponga che i comuni indichino i debiti iniziali, per ogni creditore riportando anche la data nella quale si è formato il debito.

Allora, dicevamo. Nel 1993 già si erano formati debiti consistenti, che risalivano agli anni ‘80. Cosa facevano amministratori e contabili, dormivano? E il ministero? Mistero!

Parliamo di comunali, “privilegiati” e pagati con “acconti” in date imprecisate, al 100%. Ma si sa, non ci sono solo  galline nere, ci sono anche  galline di razza bianca, e ad esse pare spettino certi privilegi di legge.

Però. Questo privilegio è spettato a tutti i 153 dell’elenco delle pagine 11-28 (per favore numerarle, come farebbe il contabile di qualsiasi piccola srl), ed a molti altri, disseminati all’interno di altri elenchi. Certo non si tratta degli stipendi, mai sospesi, si dovrebbe ritenere. Di alcuni si indica pure che risalgono al 1988, di qualcuno si riportano gli interessi; di altri, no.

 

E’ cattivo costume delle amministrazioni pubbliche  assegnare compiti graditi al personale, lasciando al giudice il compito di riconoscerle. In genere, rimangono tutti contenti, il funzionario comunale che non si assume la responsabilità della spesa o della categoria in particolare, del beneficato, e della magistratura che lavora, maturando diritti morali ad accrescere i suoi organici.

 

La incresciosa  questione degli espropri.

In genere, al cittadino medio interessa poco come vengono trattati, ed a non pochi non dispiace se costano poco; c’è sempre l’ideologo di turno. Non fu detto per essi: la proprietà privata è un furto?  Proudon, elogiato dal socialista Craxi, ed adottato nelle prestigiose facoltà letterarie negli anni ‘80. Ah! Ghino Di Tacco. Ma ti assolviamo di cuore di questa piccola intemperanza.

Negli anni ‘70 ed ‘80 il comune di Ischia bandì una campagna di espropri, con la pretesa di pagarli 300lire/mq. Ma ce ne rimise le penne, quando la magistratura ne riconobbe il valore di mercato, o almeno il 50% dopo il 1992 per via di una legge ingiusta che – per motivi contingenti (udite udite !) - addossò parte del deficit italiano a carico degli espropriati.

 

Nell’ossessione di rinviare al massimo i pagamenti, il comune di Ischia “occupò” i terreni espropriandi per 5 anni, pur utilizzandoli immediatamente. Risultato, pagò un supplemento del 25% per i 5 anni di occupazione. A proposito. Queste operazioni non furono fatte nell’interesse degli espropriati, che avrebbero preferito trattative BASATE SUL VALORE VENALE con pagamento pronta cassa e non con denaro inflazionato.

A mo’ di conclusione sul dissesto del 1993. Il comune spendeva e spandeva, come chi fa i conti senza l’oste.  Il risultato fu il dissesto finanziario di un ente a struttura rigida delle entrate e delle spese, a causa della dilazione dei pagamenti.

Quanto alle transazioni, raccomandate con arroganza agli intimoriti creditori anche dal Ministero dell’Interno e da qualche consulente di troppo, ne riparleremo tra poco.

 

La gestione del dissesto dal 1993 al 2008, specificando il ruolo passivo del Ministero dell’Interno, sempre favorevole al debitore

All’epoca del Ministro dell’Interno Mancino troviamo questa  curiosa imbeccata alle commissioni, che devono agire nell’interesse esclusivo della Pa. Testuale: “…il Commissario o la Commissione Liquidatrice agiscono non negli interessi dei creditori ma nell’interesse pubblico al risanamento delle finanze dell’ente” (Circolare FL/21/93). Ma dove  siamo!  Piuttosto fatti risarcire da chi ha sbagliato, e paga per intero i creditori.  Se necessario, ripartisci il debito fra tutti i cittadini elettori:  se ne ricorderanno alle successive elezioni.

 

Ingiustizie della legge sul dissesto finanziario

In una prima stesura, si praticarono transazioni dal 40% al 60% previa rinuncia a tutti gli interessi maturati successivamente alla dichiarazione di dissesto.

Con questa formula arrogante, 130 creditori, all. A) 11.1-11.17, da pag. 43 a pag. 57 hanno transatto con la famosa commissione Cola. L’alternativa al transigere ? Ancora oggi i malcapitati non sarebbero stati pagati, e sarebbero stati iscritti, forse, nelle liste di proscrizione del piano Bernasconi del 15/7/2008, con una rateizzazione fino al 2018.

Questa prima edizione della legge non prevedeva dunque neppure il pagamento degli interessi. Ancora oggi uno zelante funzionario  ha cercato di convincermi che la legge era buona, perché in fondo ha favorito il tornaconto di chi non transigeva, alleggerendosi per essa il debito comunale.   Gli mandiamo a  dire, come sentiamo Greggio quando zampinghiando passiamo per “striscia”:  ma per favore !”

 

Necessariamente la legge fu modificata, riconoscendo la legittimità degli interessi. Ordine della Corte Costituzionale. E anche le transazioni dovevano tenere conto anche degli interessi maturati successivamente alla dichiarazione di dissesto.

Sono una libertà – per la verità un arbitrio – le percentuali innalzate fino all’80%, in quanto esse impoveriscono ingiustamente la massa attiva violando la par condicio e danneggiando i non transattori:  invece, la provvista superiore al limite di legge (60%) va addebitata all’ente ordinario e non alla massa passiva del dissesto.

Ma è una interpretazione distorta della legge rinviare il pagamento di certi interessi dovuti alla chiusura dei rendiconti, quando tutti i creditori sono stati pagati:  a causa degli interessi maturati, si sarà formato nuovamente un debito colossale.  Nel caso di Ischia, stando al Piano di Estinzione, il comune pagherà anche interessi di un intero decennio e precisamente dal 2009 al 2018.

 

Come si sta muovendo il Ministero dell’Interno a seguito del ricevimento del piano di estinzione del 15/7/2008.

Con il massimo riserbo, il 10 ottobre 2008 il Ministero dell’Interno ha dato delle indicazioni al comune di Ischia di apportare delle modifiche al Piano, e di presentarne una nuova edizione. Aspettiamo di conoscerle. Vedemm.

 

Inopportunità della dilazione fino al 2018 ed oltre

Nell’interesse di una non accreditata e molto sciolta compagnia di non transattori, invitiamo il Ministero dell’Interno a studiare attentamente la composizione dei creditori, che vanno da chi deve avere 40 euro, ad un unico che supera il milione di euri. La tabella offerta da dissestIschia mette ordine ai confusionari elenchi del Piano di Estinzione del 15.7.2008, che andrebbe ripresentato in una forma più decente, comprensibile.

I non transattori sono solo  64.  I primi 40 debbono percepire meno di 10.000 euri,  e in caso di rateizzazione, meno di mille per volta nelle 10 rate annuali previste.

Dal numero 41 al numero progressivo 59, i creditori devono percepire, da oltre 10.000 euri fino ad un massimo di 100.000 euri, benché i più siano sotto i 30.000 euri.

Pochi ancora vantano alcune centinaia di migliaia di euri, tra i quali l’ultimo, oltre il milione di euri, forse non tanto amato perché trattasi di un espropriato.

 

Importi tutto sommato affatto sbalorditive per un comune che supererebbe Montecarlo se amministrato con oculatezza, come confidano alcuni esperti.

Non è dato ancora sapere se  dal 15/7/2008 il comune di Ischia abbia fatto altre transazioni, ma un robusto creditore in pole position ci assicura di avere transatto. Sarà?

 

Il Viminale e la Prefettura di Napoli, per meglio comprendere le effettive risorse del comune di Ischia, meglio farebbero a leggere le delibere tipiche dell’ente.  Rileverebbero la presenza di spese inutili, pazze e pazzerellone.  A proposito, aggiornare il sito web delle delibere del comune di Ischia e ripristinare le e-mail di sindaco, assessori e consiglieri comunali !

Andiamo! 3.000.000 di euro dichiarati mancanti non meritano una rateizzazione decennale, prolungando la durata del dissesto a  25 anni ed oltre.

Il rinvio dagli interessi a  dopo il 2018 , come anche alcuni studiosi dilettanti ci hanno illustrato con facili calcoli, presumibilmente porterà una aggiunta di oltre un milione di euro, in parte per interessi anatocistici.

 

 

Anatocismo

 

In caso di rateizzazione tutti i creditori non transattori, con semplicissima domanda a cura del loro legale, alla data attuale possono ottenere dal giudice gli interessi anatocistici, che inizieranno ad essere conteggiati a partire dalla domanda.

Se il comune di Ischia, con l’avallo del Viminale dovesse insistere per la rateizzazione decennale 2009-2018, gli interessi che si calcoleranno per questo decennio, e  che verranno rimborsati al termine del decennio suddetto, verranno conteggiati sul coacervo delle sorte capitali iniziali e di tutti gli interessi semplici maturati alla data della domanda.

Per chi ha diritto ad un credito antico, a partire del 2 febbraio 1993, o addirittura molto prima di tale data, gli interessi maturati nel 2018 e oltre saranno rilevantissimi, superiori al valore della sorta capitale.  Per comodità e riscontro vedi calcolo degli interessi legali semplici su www.avvocati.it .

Quanto agli interessi anatocistici saranno nei casi esaminati superiori al doppio degli interessi semplici:  per i calcoli analitici, vedi – tra i tanti – il programma “percento” de “Il Sole 24 Ore”.  Auguri.

 

Nella contingente situazione finanziaria nazionale ed internazionale, dilazionando ancora la chiusura del dissesto e continuandosi a pagare interessi, anatocistici in particolare, superiori agli attuali contenutissimi tassi dei mutui praticati alla PA, il comune ed il Viminale incorreranno in danni erariali ed ai creditori che potranno esser loro addebitati.

A recidere il nodo persiste il potere-dovere del Ministero dell’Interno di intervenire, anche chiudendo subito un dissesto anomalo se non unico come è quello del comune di Ischia (NA).

Se la glossa appare oscura, e comune e Viminale non ne terranno conto, ben diversamente tratteranno il fatto la Corte dei  Conti ed altre magistrature.

 

Sulla richieste di transazioni fatte dal comune di Ischia nel 2008

Prima di presentare il Piano di Estinzione il 15/7/2008 il comune di Ischia ha inviato una raccomandata a tutti i non transattori di quell’anno con la proposta di transigere all’80%.

Numerosi creditori, come da elenco, hanno aderito, accettando la proposta.  Ma 64 persone non lo hanno fatto, e non per mero puntiglio.

Eppure qualche puntiglioso c’è.  Sostenuto da qualche ministeriale accomodante che dice (ha detto) “ma dai, transigi;  e facciamola finita ! Uh !”.  Ed il catalogo è questo:  se tutti avessero già transatto, l’ufficio dissesto avrebbe già chiuso i battenti quantomeno nel 2008.

 

La autorizzazione in astratto del Ministero dell’Interno al comune di Ischia e la proposta concreta dell’ente a tutti i creditori di transigere all’80% nel 2008, non presupponeva una corsa a chi arrivava primo !  Vinca il più veloce;  chi è savio; “il migliore”. La proposta del comune, piuttosto, prova che l’ente aveva fondi cash, palesi od occulti, in grado di soddisfare tutti i creditori, accantonando per essi l’80%.

Il comune di Ischia, dunque, aveva nelle casse, disponibili cash, molto di più di quel milione e settecentomila euri circa denunciati il 15/7/2008, messi a disposizione di tutti i creditori residui;  senza obbligo per questi ultimi di doversi contentare di questa percentuale perdendo altri diritti.

Ancora una volta, se comune e Ministero dell’Interno si comporteranno diversamente, la magistratura ci illuminerà.  E ne potranno emergere responsabilità personali a carico di chi prima ha vantato somme, e in seguito le dovesse negare:  i soldi non appaiono o scompaiono magicamente.

 

Acchiappare l’attimo fuggente! Oggi, per una situazione  contingente, gli interessi legali e quelli dei mutui sono molto bassi;   quelli dei mutui al limite del ridicolo. Ma tra qualche anno, con una auspicabile ripresa, non essendo prevedibile per il sistema economico mondiale una “caduta di un muro di Berlino”, gli interessi legali e quelli dei mutui potrebbero ricevere una impennata.  Simile a quella che dopo le crisi degli anni ‘60 e ‘70 si ebbero negli anni ‘90, quando gli interessi legali annuali salirono al 10% (anni 1990-1996).  Lasciando con il sedere per terra - parlando con licenza - molte improvvide amministrazioni private e pubbliche, soprattutto quelle con bilanci rigidi, già sul filo del rasoio. A proposito, in questa situazione si trovò anche il comune di Ischia, che vide salire la posta dei suoi debiti con l’incremento esponenziale degli interessi legali da pagare, sia pure inflazionati, ai suoi creditori.

La storia si ripete; solo gli sciocchi non imparano da lei almeno qualcosa.

Cordialissimi saluti.

Dott. Ing. Enrico Villari dello staff di www.dissestischia.splinder.com

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categoria: , anatocismo, dissesto, finaziario
giovedì, 08 gennaio 2009

 Estratto dal comunicato stampa del 3/5/2008 del comune di Cassano Allo Ionio (CS)

"...omissis... Dei 10 milioni di euro disponibili, solo i comuni di Alini (CT), con 750 mila euro e Cassano, con 9 milioni e 250 mila euro, hanno avuto la possibilità di partecipare alla distribuzione delle somme disponibili. Escluso dalla ripartizione il comune dissestato di Ischia, in quanto non ha potuto presentare la domanda di finanziamento per l’assenza della CSL....omissis..."

Nostro commento
Benvero il comune di Ischia (NA) aveva già la possibiità nel 2006 di chiudere il dissesto finanziario utilizzando i risultati definitivi della seconda commissione di liquidazione;  che peraltro è già stato riportato integralmente nel Piano di Estinzione del 15/7/2008.
L'ingordo desiderio di spingere verso la transazione tutti i creditori, ha comportato addirittura un aumento del debito, nonostante i risparmi forzosi pretesi ed ottenuti da una parte dei creditori.
Staff Dissestischia
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categoria: , comune, ischia, dissesto, finanziario
venerdì, 05 dicembre 2008

Considerazioni in vista dell'approvazione del "Codice delle Autonomie"  -  il problema dei dissesti finanziari degli enti locali - il caso "comune di Ischia (NA)" in dissesto finanziario dal 1993, con previsione di ritorno in bonis nel 2018

Napoli, 5 dicembre 2008

Egregio Ministro della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione,

 

Anche il ministro della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione dovrà partecipare alla  prossima seduta ministeriale sulla finanza locale.

Tra gli argomenti, i dissesti comunali. E’ bene dire subito che si tratta di  materia incandescente, nella quale fortissimi  e ben radicati sono gli interessi della gran parte dei sindaci, degli amministratori e dei dipendenti dei comuni, più legati al loro potere ed ai loro appannaggi, che agli interessi della collettività.

A rendere ancora più arduo mettere mano in questo campo, una legislazione  farraginosa ed antiquata, spesso realizzata ad hoc, per favorire interessi politici di parte, e facili  indifferenze perfino da parte degli elettori, poco informati del fatto che i rovinosi dissesti e le crisi finanziarie in corso nei loro comuni, con aggravio dei prelievi ai loro propri danni, sono  provocati dalla una pessima  legislazione nel settore, e da una  ancora più disinvolta  sua applicazione.

A conclusione del  preambolo, per mettere mano a un nuovo corso, gli stessi ministri finanziari, per la sede stessa in cui si terranno i lavori in primis il ministro Maroni, ma  certo non in posizione defilata i due ministri brunetta e Tremonti, chi per un verso, chi per un altro, dovranno nei fatti sconfessare  politiche di loro predecessori,  ancora relative ad una era nella quale si garantiva che il deficit spending era una cosa vantaggiosa, e che l’autocontrollo della Pa  sulla spesa era abbastanza accettabile, a fronte di scelte che si ritenevano a priori a vantaggio dei loro amministrati.

Talvolta, dovranno andare controcorrente rispetto ai loro stessi uffici ministeriali a capo dei quali sono funzionari “della vecchia guardia” , ostili al nuovo, e fiduciosi nell’essere i depositari di fatti e di informazioni, e non sicuri che i loro capi, i ministri, reggeranno di fronte alle resistenze dei sindaci, dei consiglieri ed assessori comunali, perché grandi elettori del parlamento. E poi, dureranno?

Forse, in questa fase che vorrebbe essere di cambiamento, e che con la dovuta diffidenza stiamo a guardare, dovendosi procedere con sgrossature, si dà meno peso a certi fatti collaterali, che possono sembrare dettagli,.  E ad una politica di giustizia - non giustizialista, per carità- verso certi gruppi particolari, dei quali la  massa  potrebbe non sentirne il carico, dietro il falso sentimento egocentrico “la cosa non mi riguarda, anzi meglio così per noi altri”. Invece la favola parla proprio di tutti. Oggi a me, domani a te; ed oggi forse a te ministro, se ti  sembra di stare facendo abbastanza, e forse non lo stai  facendo a sufficienza. Entriamo in argomento, anche se sorvolate, le parole dette forse incideranno su certe scelte, basti così.

La legge attuale sui dissesti.

Questa legge poggia sul presupposto implicito che se un comune va in dissesto, a pagare possibilmente non dovrà essere l’amministrazione, e meno che mai quei poco identificabili amministratori che la hanno provocata; ed ancora che se ne debbano mantenere a distanza, con loro evidente  soddisfazione, la maggiore parte possibile dei  residenti elettori, e per il più a lungo possibile. Al futuro poi si vedrà, se la vedranno altri sindaci, altri amministratori, altri elettori, compreso gli attuali, ma comunque a qualche anno o a qualche decennio di distanza.

Chi dunque dovrà pagare? Ma diamine! I creditori del comune, quel coacervo formatosi in un periodo abbastanza lungo, a volte blandito, ed al quale chiedere in caso di dissesto effettivo: tu  cosa vuoi? C’è  qualche abusivismo a  tuo carico? Cosa si può fare per te? E, soprattutto, rispondi, prego, alle nostre cartoline rr, nelle quali ti scongiuriamo di fare con noi una bella transazione, rinunciando a una successiva revoca, e sulla base, a scendere a seguito di certe postille, sotto il  40” del tuo credito. Celiamo; il nostro è  un linguaggio onirico, perché anche messi di fronte all’evidenza non ammetteremo, come non lo ammettono i nostri antagonisti, che in Italia, in Italia, avvengano tali cose. E basta!

Ma la legge sui dissesti prescrive proprio così: Dopo qualche anno dal dissesto, mentre annaspando le commissioni nominate dal capo dello stato ricostruiscono sul computer gli elenchi dei debitori, sulla scorta di sentenze in giudicato su beni e fatture, i comuni cominciano ad inviare le loro suppliche  ai creditori: vuoi transigere? In sede saprai a quale percentuale, compresa tra il 30 ed il 60 %: Forse con rinunzia del tutto a rimborsare gli interessi; o anche, stante  la difficoltà di poterli conteggiare avendo un quadro certo del debito comunale ad una certa data- questa è la scusa- pagandoteli successivamente, a distanza magari di 10 anni,  quando tutte le operazioni saranno state ultimate, con il benestare del Viminale, che mediamente ha di fronte a è un comune in dissesto su 10 esistenti, 800 su 8000 e tanti.

E non a caso, per aderire più prontamente ai desiderata dei comuni,  quando si tratta di verificare se formalmente almeno, e sostanzialmente nei casi più equivoci, il comune in dissesto ha operato correttamente, il compito se lo assume “l’ufficio dissesto del Viminale”, al secolo diretto da….E’ privo di equivoci il linguaggio delle circolari, delle note intercorse con i comuni,  e di come le commissioni debbano fare “gli interessi del comune”, e non dei creditori. Il paragone con i fallimenti civili non regge neppure su questo punto, e manca quasi ogni possibilità per i creditori di potere seguire le operazioni, che si svolgono nel più ampio segreto, anche nelle fasi più cruciali.

Le stesse prefetture sono assai spesso utilizzate come “postini”, per dare maggiore rilievo di trasparenza, ma di fatto tutte le operazioni che dovrebbero mettere in evidenza il controllo sulle disponibilità e sull’uso delle risorse nei tempi del dissesto, sono delegate all’ufficio centralizzato del Viminale sul dissesto, che candidamente si tira fuori, nel “rispetto della autonomia gestionale dei comuni.

Eppure, le prefetture qualcosa da dire avrebbero pure in materia di finanza locale. Passiamo l’osservazione ai 3 ministri Maroni- Brunetta e Tremonti.

Un esempio! Un esempio! mi porti una prova! Eccola! Il comune di Ischia. In dissesto dal 3 febbraio 1993, piano di estinzione il 15/7/2008, che  il viminale ha chiesto di aggiornare. Nei 15 anni e 4 mesi, intercorsi tra queste due date, ogni creditore, sulla base della mia esperienza personale, ha ricevuto almeno una prima rr a termine, il cui senso era questo: stiamo per chiudere, non abbiamo soldi, e il piano di risanamento ci impegnerà per lunghissimi anni. Affrettati a transigere, ti offriamo il 40%.  Non era vero del tutto, non era esatto. Di lì a qualche  anno, nuova rr: vuoi transigere?? Ti offriamo il 50-60%. Nelle clausole, se si tratta di una vendita di terreno- meglio di un esproprio, rinuncia a diritti non elencati nelle sentenze, per esempio, garantisci le pertinenze. Se il creditore ha resistito, nuovo giro di ruota: presto, presto! Questa volta chiudiamo davvero. Tu che sei una persona intelligente, transigi! In deroga alla legge- sull’impegno di un decreto ministeriale, e che diamine!- ti diamo niente po’ po’ di meno che il 80%.

Ma firma che rinunci a chiedere una revoca del rescritto, tu che sei un giudice. Già, così hanno assennatamente transatto  4 miei germani, media dell’età anni 68,5, la più anziana 74, il 14/12/2007.

Il 15 /7/2007 il comune ha effettivamente predisposto il piano di estinzione, punitivo per chi non ha transatto. Salvo un acconto inferiore al 37 %, è prevista una rateizzazione decennale dal 2009 al 2018.  La Villari anziana a quella data avrà 85 anni. Ma non pochi creditori, dal 1993, sono deceduti, o falliti. Sappiamo di altri comuni, di creditori che si sono suicidati. Il fatto è notorio.

Ma, non è tutto. Ricordate che certi interessi si pagano quando si chiuderà il rendiconto? Quindi dopo il 2018. A quella data si inizierà il balletto dei pignoramenti. Tutti in una volta, altro che  una delle  rate decennali del piano di impegno! Con la banche comunali chiuse a riccio, le casse comunali sotto controllo, perché non si trovi mai più di uno spicciolo, e dopo uno o due anni un nuovo dissesto, o ancora un pantalone generoso, nelle vesti di un epigono di Alemanno (per Roma), o di un Berlusconi (per Catania e forse per Napoli) che ripiani il debito senza fiatare.

 NO! Ministri Brunetta Tremonti Maroni ! così non va.

Non basta mettere qualche paletto alle delibere facili, e forse agli scambi tra regioni province e comuni per occultare le spese, sotto forma di doni. E di chiedere un linguaggio meno ridicolo nel presentare certe delibere, su cocomeri, pomodori, viaggi in patagonia, riparazioni di servizi rifiuti di qualche poco conosciuto paese africano: esempi non tutti isolani.

A proposito, perché non un solo comune di sei per tutta l’isola? Ed uno di due per Capri? I servizi autobus sono buoni , il raggio massimo è di 5 km.

Mettere  nomi più castigati si potrà ottenere, ma resta il problema di fondo: se il dissesto dura troppo a lungo il coacervo degli interessi supererà come nel caso di Ischia, il risparmio forzoso ottenuto a spese dei creditori che transigono.  Ed oggi, per il comune di Ischia come la mettiamo ?  Anche per queste rate si potrà transigere al di sotto di quell’80% concesso ai transattori prima del Piano di estinzione ?

Ancora una volta non diamo consigli ai ministri che certo ne sanno più di noi.  Ma un punto dovrebbe essere fermo.  In caso di dissesto effettivo i comuni devono tenere già aggiornati gli elenchi dei loro debiti.

Non si potranno concedere tempi troppo lunghi per ripianare, e non si potrà farli ritornare in bonis prima che il risanamento sia effettivamente avvenuto.

Solo  così operando amministratori e dipendenti dei comuni si daranno da fare.  E comunque non dovranno essere soltanto i creditori a dover rinunciare a parte del loro credito o in moneta o giocando sul tempo.

Anche il tempo è danaro !

In ultimo alleghiamo una tabella relativa ai creditori residuali del comune di Ischia:  64 in tutto, dei quali oltre 50, con il  loro  credito, non sono in grado di compensare le spese di mantenimento dell’ufficio finanziario che si dovrà occupare di tenere in ordine la contabilità e di provvedere ad alcune centinaia di pagamenti, tutti sotto i 10.000 euro ma molti sotto i 100 euro.

Una valutazione sul debito ancora dichiarato:  3 milioni di euro sono davvero pochi per un comune come Ischia, ed è stato presentato in odio ai creditori che non hanno transatto.

Cordialmente.

Dott. Ing. Enrico Villari

 

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martedì, 04 novembre 2008

Napoli 3 novembre 2008                                        

 

Gent.ma Sig.ra                                                         

Dott.ssa Isabella Votino                                         

Portavoce del Ministro dell’Interno                     

On. Roberto Maroni                                   

                                                            fax 06 46 54 95 99                                                 

ROMA                                                          

 

oggetto:  dissesto finanziario del comune di Ischia (NA)

Gentilissima Dott.sa Votino,

ho in corso la redazione di un servizio giornalistico indipendente relativo al dissesto finanziario del comune di Ischia (NA).

Le premetto che il dissesto finanziario, per il comune di Ischia (NA), dura oltre 15 anni, nel corso dei quali si sono succedute due commissioni di liquidazione nominate con decreto del Presidente della Repubblica che hanno usufruito di tutte le proroghe previste dalla legge, senza però provvedere alla chiusura del dissesto.

 Da circa due anni, al termine della seconda gestione straordinaria di liquidazione, il Ministero dell'Interno ha demandato, con decreto ministeriale, la gestione del dissesto finanziario direttamente allo stesso comune di Ischia.

Tale decisione, contraria a tutti i principi di diritto comune, ha ulteriormente aggravato la situazione in quanto ha consentito all'ente fallito di decidere non solo tempi e modalità di chiusura del dissesto, ma finanche quali creditori pagare ed in quale misura;

In questo solo 2008 il comune di Ischia (NA) si è abbandonato a spese pazze e pazzerellone per circa 1.500.000,00 euro (un milione cinquecentomila euro):  premi ai dipendenti comunali per 260.000 euro, patrocini e contributi al festival della chitarra e del mandolino, alla sagra del pesce, acquisto di un palco per 150.000 euro, ecc..

Il 15/7/2008, tuttavia, l’ente ha presentato al Ministero dell’Interno un Piano di Estinzione che prevede il pagamento rateale dei creditori in 10 anni senza interessi, quindi con ipotetico rientro in bonis previsto – salvo diverse disposizioni del Ministero dell’Interno – nel 2018.

Orbene, le chiedo di farmi conoscere la posizione del Ministro e quali provvedimenti intende adottare  in merito al fatto che

1)             il dissesto finanziario del comune di Ischia (NA) non è più in corso:  infatti, il comune di Ischia (NA) è stato fatto subentrare con il DM del Ministero dell’Interno n. 4185/06 alla cessata commissione di liquidazione, mentre la legge dispone che

a.       il dissesto finanziario è regolato con legge (TUEL) e non con DM;

b.      il potere di nomina delle Commissioni di Liquidazione spetta al Presidente della Repubblica con DPR e non al Ministro con DM;

c.      la durata della procedura è predeterminata e limitata nel tempo trattandosi di legge eccezionale per la quale non è ammessa proroga ex art. 14 disp. prel. c.c.;

d.      la composizione delle Commissioni ed il numero ed i requisiti dei Commissari sono stabiliti dalla legge mentre il DM 4185/06 dispone il subentro dell’ente nelle attività di una Commissione decaduta, ecc.;

2)             il comune di Ischia (NA) con l’avallo del Ministero dell’Interno ha effettuato numerose transazioni oltre i limiti di legge (60%) corrispondendo oltre l’80% di ogni singolo credito, e attingendo i fondi per intero dal conto vincolato alle passività pregresse inserite nel Piano di Estinzione;  tenendo invece separate le due gestioni (ex dissesto e ordinario), la massa attiva supera la massa passiva e quindi i creditori residuali dell’ex dissesto sarebbero pagati per intero e subito;

3)             quali provvedimenti ha adottato il Ministero dell’Interno nei confronti del Dott. Renato Scozzese, facente parte del personale dell’Ufficio Enti Dissestati del Ministero dell’Interno, che così si è espresso “cari creditori del comune di Ischia, accettate quel che vi viene offerto dalla commissione dissesto…perché i soldi non ci sono e potrebbero non esserci mai” [da “Il Golfo” 29/2/2004];

4)             alcuni creditori hanno avanzato domanda di anatocismo, ossia degli interessi composti:  ciò ha determinato, per il comune di Ischia (NA), il sostanziale raddoppio degli interessi, in quanto molti crediti risalgono ai primi anni ’80.  Considerato che il tasso legale attuale è del 3% annuo, mentre l’euribor oscilla intorno al 5%,  con l’anatocismo il debito aumenta del 6% l’anno, e tale aumento a fine anno sarà anch’esso capitalizzato: una ipotetica rateizzazione non appare quindi più conveniente;

5)             il Ministero dell’Interno entro il 14/11/2008 si appresta ad approvare un Piano di Estinzione del(l’ex) dissesto finanziario del comune di Ischia (NA) che prevede la rateizzazione - decennale e senza interessi - dei crediti di coloro che non hanno transatto, quando l’ente continua a spendere e spandere senza aver prima saldato i propri debiti, facendo quindi gravare sui futuri bilanci gli interessi anche anatocistici maturati;

6)             nel caso di insufficienza della massa attiva dei crediti del dissesto, da parte del Ministero dell’Interno sarebbe decisione saggia prima che legittima, imporre al comune di Ischia (NA) di contrarre un mutuo, e pagare così subito e per intero i creditori, e non costringerli ad attendere un altro decennio;

7)             alcuni debiti del comune di Ischia (NA) sono relativi ad espropriazioni di oltre 30 anni fa, le cui indennità erano già state falcidiate al 50% con leggi retroattive, e tassate al 20% perché considerate “plusvalenze”:  ma, non avendo pagato per tempo, il debito - per effetto di interessi ed anatocismo - è lievitato nuovamente e quel “beneficio”, per l’ente, è andato sprecato.

La ringrazio per la risposta che vorrà farmi avere per conto del Ministro dell’Interno e la saluto cordialmente.

Carlo Villari

Giornalista Pubblicista

Viale Gramsci n. 19

80122 - NAPOLI

tel. / fax 081 66 58 70

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