domenica, 15 febbraio 2009
A certi giornali e per certi giornalisti, escludendo “Il Golfo”, sempre pronto a dare voce anche alle minoranze.
 
E’ accesa polemica sui comuni italiani in dissesto. Ripianare i loro debiti ? Di Roma per Alemanno; di Catania per Berlusconi; e di tanti altri; come di Napoli, una città recidiva sempre con gli stessi amministratori.
 
Altra tesi più radicale, federalista. Abbandonare al dissesto ed ai commissariamenti tutti quei comuni che non sono stati “virtuosi”.
Tra le due tesi, è preferibile la seconda, ma sit modus in rebus. Niente preferenze !
Però troppo facile limitarsi a scrivere paghino di tasca propria i comuni spendaccioni. Ma con quale tasca ?
Non a spese di creditori incolpevoli e troppo spesso randomizzati a caso. Ed inoltre senza ricattarli minacciando tempi lunghissimi e supplementari per la chiusura dei dissesti, ad esempio 20-30 anni, il caso di Ischia (NA) !
 
Paghino sì, i comuni, e per essi tutti i cittadini, il 100%, e non soltanto quell’1% costituito dai creditori.
Insomma, Maroni@company fate il vostro dovere e portate in parlamento un progetto di legge per modificare la insulsa ed anacronistica legge attuale sul dissesto finanziario.
Poltroni e poltrone, all’opera !
 
E tornando a voi, giornalisti di tutte le taglie, tante volte meritevoli, nei vostri articoli che assorbono intere facciate, non nominate mai la legge del dissesto finanziario con il suo miraggio delle transazioni.
Che ne prolungano la durata di qualche decennio.
Mai nominate i sacrifici dei creditori, costretti a transigere al 40%-50%-60% dopo 10-15 anni ottenendo rimborsi inflazionati.
Passando dall’economia mondiale che prediligete, a quella casereccia, fatelo con umiltà. Scendete da cavallo e ristudiatevi l’argomento.
Per ora vi meritate solo un 18 politico.
 
l’anziano di dissestischia

 

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categoria:giornali, comune, ischia, dissesto, finanziario, gionralisti
giovedì, 12 febbraio 2009

 

Piccola posta

 

 Corrispondenza con i lettori. Alcuni scrivono direttamente sul blog con articoli o alla voce “commenti”. Altri con e.mail, o con lettere battute sulla Olivetti 22. Altri ancora ci telefonano, o ci fermano per strada. A tutti rispondiamo, mai lesinando di esercitare l’arte maieutica (vedi dizionario filosofico Morselli), noi apprendendo più di quanto diamo.

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Tutti rispettiamo, chi non vuole apparire, chi non può dedicare troppo tempo ai nostri temi, spesso da  fronti contrapposti, e chi non sa smanettare su Internet e su Out Look, imbarazzandosi se  si nominano Google ed Yahoo!

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Ci ferma  per strada un conoscente, che ha sentito parlare di Dissestischia, che ha un piccolo credito con il comune che dovrebbe risalire al 1994 o a qualcosa del genere, ma non possiede il computer, e non vuole disturbare nessuno. Ci chiede se il suo credito rientra nel dissesto, e magari vuole sapere quali sono i crediti che rientrano nel dissesto, e quali no.

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Lo tranquillizziamo, con la dovuta circospezione. Lo rassicuriamo che se il suo credito  è successivo al 31/dicembre /1992, esso è fuori del dissesto, ed il comune bene avrebbe fatto a pagargli il dovuto (sentenza definitiva, o fattura). Meglio se si tratta di un “Privilegiato”, anche se non siamo in grado di spiegargli chi ricada in questa nebulosa categoria.

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Allo stesso tempo non possiamo fare a meno di farlo preoccupare un po’ spiegandogli che spesso i comuni  dimenticano di onorare tempestivamente i loro debiti, secondo  criteri imperscrutabili al normale cittadino, e forse anche poco conosciuti dai ministeri, corte dei conti ed altre magistrature. Che pure talvolta intervengono a catastrofi fatte, impiegando anche qualche decennio per arrivare al clou.

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In parole povere, gli spieghiamo, che nessuna modifica essendo stata apportata al modo in cui i Comuni spendono anche risorse che non hanno in cassa, e non essendo stabilito con quale  ordine vanno rimborsati  i loro creditori e fornitori di servizi, ed a malessere aggiungendo malessere, essendo affidato il sistema giudiziario ad un Organo straordinariamente  lento nel prendere decisioni definitive, il suo credito potrebbe rientrare in un futuro dissesto. Oggi, diciamo qui tra noi, il paradosso fa sorridere. Si sorrida pure, ma non troppo.

Al comune chiediamo, ed al ministero  già sollecitiamo, di seguire un criterio cronologico nei pagamenti.

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staff dissestischia

 

 

 

 

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categoria:comune, ischia, dissesto, finanziario
domenica, 08 febbraio 2009
Napoli, 8 febbraio 2009
 
Legge sul dissesto sovietica ! Va cambiata ! Di corsa !
E via le circolari e le note ad hoc e ad hominem, utilizzate per il comune di Ischia da questo o quel funzionario strattonando la legge.
A cura “dell’anziano di dissestischia”.
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Molti lettori chiedono un commento sull’ultimo Piano di estinzione (20.1.09) del comune di Ischia (NA) e sulle prime note inviate dal Viminale quando è stato bocciato il Piano di Estinzione del 15/7/2008.
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Allo stato non ci sono forti differenze tra il primo ed il secondo piano, e quindi dovrà essere il Viminale a decidere il da farsi e prendersi la responsabilità di se e come chiudere il dissesto del comune di Ischia (NA) che persiste dal 1993, e che secondo il funzionario Bernasconi con determina perfino priva della firma del Sindaco ed ovviamente dell’approvazione dei consiglieri, aveva deciso di rinviarne la chiusura a dopo il 2018.
Come codesto funzionario con sua firma esclusiva abbia potuto postulare la rateizzazione decennale e quante sarebbero state le risorse nel suo “sovietico” piano decennale 2009-2018, non è dato di capire.
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Ad ottobre 2008 il Viminale ha dichiarato “fermi tutti ! Si rifaccia un Piano di estinzione e diremo noi in seguito il da farsi”.
Sto parlando alla buona, non avendo pretese di conoscenze approfondite di diritto, lasciando agli esperti di dissestischia, agli avvocati dei creditori, ai consiglieri comunali, di esprimersi compiutamente.
Un plauso al Viminale che il 10/10/2008, bocciando il Piano di estinzione, ha imposto al comune di Ischia (NA) di portare il suo piano definitivo solo se approvato anche dai consiglieri.
Consiglieri che non sono soltanto dei rappresentanti di quartiere, ma molto di più.
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Effettivamente dissestischia, sebbene molto seguito con sopra 2500 visitazioni fino ad oggi, non ha ricevuto tanti impegnativi e firmati commenti. Comprendiamo e non approviamo quanto privatamente ci si dice “qui lo dico e qui lo nego”, e “io ad Ischia ci devo vivere”. Con tutte le conseguenze.
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Torniamo in argomento. Non piace il vocabolo “sovietico” ? Nessun dubbio che non stiamo nell’URSS, ma non neghiamo che la legge sul dissesto non solo discrimina i creditori in un modo abnorme, ma anche sembrava rispondere alla necessità di accollare a dei creditori più o meno casuali, ed insisto più o meno, i danni di amministrazioni sballate e cervellotiche come furono quelle degli anni ’80 e ’90, e che così rimanendo le cose potrebbero riprodursi pericolosamente per i tanti comuni italiani, dalle statistiche 800 su 8000 circa.
Ancora perché “sovietico”. In quei paesi lì, URSS, oggi ancora in Cina, e naturalmente nei famigerati “lager” tedeschi, la gente veniva presa perfino casualmente e costretta a lavorare in condizioni infami (si leggiucchi almeno “Arcipelago Gulag”) a vantaggio della collettività.
E scendendo nel nostro piccolo, in fondo in fondo siamo sempre all’interno di una democrazia sia pure imperfetta, animata negli anni ’70-’80-’90 da un certo populismo, ed in tali casi dal mito dell’esproprio popolare, si era deciso di lasciare privi del giusto controllo i comuni, di accumulare debiti enormi – ancora una volta a favore del deficit spending incontrollato, a carico dei suddetti casuali creditori fino ad una certa data.
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Subiamo le conseguenze a distanza di 30 almeno per il comune di Ischia (NA), un comune chiamato anomalo nella corrispondenza e nelle chiacchierate degli stessi funzionari del Viminale.
Come nell’irriverente paragone con l’URSS e con l’attuale Cina dei laogoai, non sempre è spiaciuto al 99% dei cittadini del comune non toccati dal debito, di non aver subito le angherie dei creditori. Come per esempio essere forzati a fare transazioni al 40%, al 60%, all’80% dopo 20 anni circa, e magari secondo un Bernasconi, a ricevere il dovuto, debitamente inflazionato, dopo altri 20 anni.
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Fermiamo l’attenzione su quello che è successo dopo il 15/7/2008. E ci sarebbe sufficiente che ci seguissero sul ragionamento, dato il loro ascendente, circa 30 lettori: i consiglieri comunali di Ischia (NA).
Da quella data hanno transatto ancora una quarantina di creditori, ricevendo l’80% e rinunciando ad altri preziosi interessi che sarebbero maturati in una epoca indefinita. Dunque questi creditori che hanno transatto ancora hanno sfiducia nelle istituzioni, tanto del comune quanto del Viminale, ritenendo che i Bernasconi, il Sindaco, gli inerti consiglieri ed assessori, la sonnolenta opinione pubblica di Ischia, guidati dagli autorevoli Verde, Scozzese & company, e dal Ministro degli Esteri, pardon, dell’Interno Maroni, avrebbero confermato una lista di proscrizione per un numero considerevole di anni. E allo stato i resistenti, nulla di eroico per carità !, sonoo circa 40 per una contenuto debito comunale Di circa 4 milioni di euro, ai quali gli esperti di diritto ci assicurano andrebbero ridistribuiti quel 20% di sovrappiù transatto in barba alla legge.
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Ritornando ai transattori dell’ultima ora, ancora oggi assennatamente hanno dovuto così ragionare. Meglio l’ovetto oggi, anzi l’embrione, che il galletto domani.
Fine delle riflessioni.
E cediamo la mano all’intero staff di dissestischia, al pregevole “Il Golfo” che ha seguito la vicenda con interesse, ed agli avvocati dei creditori.
Con in ultimo un riconoscimento a quei consiglieri di minoranza o trasversali, che hanno rivendicato il diritto con propria nota su “ischia.tv/ultimora” di avere più chiare informazioni su come il comune di Ischia (NA), pardon il Bernasconi con le sue determine esclusive, gestisce il post-dissesto.
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Fraterni saluti.
Dott. Ing. Enrico Villari
Staff www.dissestischia.splinder.com
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categoria:comune, ischia, dissesto, finanziario
giovedì, 05 febbraio 2009

COMUNICATO

Il comune di Ischia (NA) in data 20/1/2009 ha depositato il nuovo Piano di Estinzione dei debiti.

A breve i nostri commenti.

Staff dissestischia

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categoria:piano, comune, ischia, estinzione, dissesto, finanziario
mercoledì, 04 febbraio 2009

 

Il debito del dissesto finanziario di Ischia cresce di 200 euro al giorno !

Ecco il testo dell'interrogazione (da www.ischia.tv/ultimora).

...

 Al Sindaco del Comune d’Ischia

Al Dirigente del Settore Economico-Finanziario

Al Presidente del Consiglio Comunale

oggetto: interrogazione a risposta scritta



I sottoscritti consiglieri comunali

Premesso che

il comune di Ischia da quasi 16 anni versa in una situazione di dissesto finanziario;

in data 15/7/2008 il comune di Ischia, subentrato alla cessata commissione di liquidazione, ha depositato un Piano di Estinzione dei debiti dal quale risulta che sono state effettuate transazioni all’80% e che restano da pagare 64 creditori residuali per complessivi circa 5 milioni di euro, di cui circa 1,7 milioni cash e circa 3,1 milioni in 10 rate annuali;

l’ente ha concluso accordi transattivi per importi oscillanti tra il 25% ed il 75% in termini reali dei crediti vantati, ma nel caso di transazioni effettuate oltre i limiti di legge (60%), la provvista è stata anticipata dall’ente ordinario ed addebitata alla massa passiva della liquidazione;

il Ministero dell’Interno non ha approvato il predetto Piano di Estinzione e il comune di Ischia, ad oggi, non ha provveduto al deposito di una nuova edizione;

alcuni creditori hanno già avanzato domanda di anatocismo: ciò ha determinato per il comune di Ischia il sostanziale raddoppio degli interessi; infatti il tasso legale attuale è del 3% annuo, mentre con l’anatocismo il debito aumenta del 6% l’anno e, a fine anno tale aumento sarà anch’esso capitalizzato; ne deriva che sarebbe più conveniente contrarre un mutuo (l’euribor è a circa il 2%) e pagare subito tutti i creditori residuali i quali, allo stato, guadagnano 3 volte i Bot (che sono a meno del 2% annuo);

con l’art. 58 del DL 112/08 conv. in Legge 133/08, dispone che sia “redatto il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione”: ciò permette agli enti di individuare, “redigendo apposito elenco, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione”. In sintesi, viene offerto ai comuni di reperire risorse economiche e finanziarie dal proprio patrimonio immobiliare, con procedure semplificate;

* * *

Tanto premesso, gli istanti

chiedono

perché non è ancora stato depositato il nuovo Piano di Estinzione;

se l’ente è a conoscenza che il debito del dissesto finanziario aumenta di circa 200 euro al giorno per i soli interessi legali, e di poco meno del doppio per chi ha avanzato richiesta di interessi anatocistici;

perché l’ente, al fine di reperire le risorse per il pagamento dei creditori residuali del dissesto finanziario

non ha ancora accesso un mutuo per pagare i creditori residuali, considerati tassi di interesse particolarmente bassi ed il fatto che i crediti sono per la maggior parte “investimenti” (espropri immobiliari) e precedenti al 2001 per cui possono essere finanziate anche le “spese”;

non ha ancora redatto “il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione”;

non ha evitato spese per patrocini e festival (circa 3 milioni di euro nel solo 2008) che sono ingiustificate per un ente che deve ancora saldare debiti risalenti anche ad oltre 30 anni fa;

se l’ente ha effettivamente l’80% cash di quanto offerto ai creditori residuali in sede di offerta transattiva ed in caso affermativo perché non lo versa in acconto al fine di ridurre l’esposizione debitoria;

in generale, quali misure e provvedimenti urgenti comune di Ischia intenda adottare per la immediata risoluzione della grave situazione di dissesto finanziario in cui versa il comune di Ischia con il soddisfacimento dei creditori residuali;

Ischia, 3.2.2009

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categoria:interrogazione, interessi, comune, ischia, dissesto, finanziario
lunedì, 02 febbraio 2009
Un chiarimento necessario
A dissestischia ed al suo staff, anche da lettori dei blog interessati per altri comuni,   ormai una rete, sono stati chiesti maggiori chiarimenti:
- su come vengano presentati i conti dei piani di estinzione;  
- come si debbano distinguere e pagare i crediti sorti prima o dopo l’anno del dissesto; 
- quale sia l’influenza che possono avere rendiconti tardivi rispetto alla approvazione del piano di estinzione da parte del Viminale.
Rispondiamo volentieri ai nostri lontani lettori, nei limiti della nostra dottrina.
Il piano di estinzione del comune di Ischia, del 15/72008 indica in modo confusionario  per i crediti transatti, spesso risalenti a prima del 3 febbraio 1993, data della dichiarazione del dissesto, la somma complessiva pagata. Non sono indicate né la data di inizio del credito, né la data della transazione. Anche i crediti non transatti sono riportati nello stesso modo, confusionario.
E’ lecito argomentare che se viene commesso qualche errore nei calcoli, ben difficilmente sarà possibile accorgersene. E va precisato, che è interesse del comune cittadino conoscere che uso si sia  fatto delle singole risorse destinate al risanamento dei debiti.
E’ interesse altresì, per lo stesso motivo, del Viminale che approva o respinge i piani, di avere un quadro corretto dei conti, come verrebbe presentato da qualsiasi società, sia a vantaggio dei soci, sia per i controlli pubblici.
Vale quanto detto sopra per i crediti non transatti: non sono indicate la data di inizio del credito e l’importo iniziale, né, alla data della compilazione del piano, l’ammontare degli interessi maturati.
I piani ignorano, volutamente, di indicare quella parte degli interessi maturati, che la legge del dissesto, sconsideratamente, rinvia per il pagamento alla chiusura dei rendiconti. Una chiusura farraginosa, che si suppone durerà qualche annetto. Probabilmente l’Italia, anche in questo settore, si troverà in graduatoria al 150esimo posto o giù di lì, come accade per i livelli delle università, e per la durata dei processi, civili, penali, amministrativi.
Ciò detto, il chiarimento riguarda la distinzione che deve essere indicata  nei piani di estinzione con una breve relazione, distinguendo tra i crediti che cadono nel dissesto e quelli che ne sono esenti, e come debbano essere trattati differentemente.
La relazione è necessaria, perché il comune deve dare esauriente dimostrazione che non solo si è chiusa una partita disastrosa, ma “che sta in buona salute”, e che non ci sono ancora i segni di una ricaduta.
La relazione ed un piano di approvazione ministeriale professionale eviteranno  che sorgano dubbi di interpretazione di come sia stato  trattato chi ha un credito antico, sorto nell’anno precedente a quello della dichiarazione del dissesto, come recita la legge, e come sia stato trattato un debito successivo a tale data, o addirittura se non è ancora sorto, ma  potrebbe sorgere in futuro prima della chiusura dei rendiconti.
Anche un contenzioso prolungato, una storia infinita, sono da stroncare in origine. A cura del ministero, al secolo, Maroni.
Facciamo il caso del comune di Ischia, che è andato in dissesto il 3/2/1993.
Tutti i crediti sorti nell’anno 1992 rientrano nel dissesto. Escludendo di considerare i crediti che sono stati transatti, per i più vari motivi, e nella posizione di forza del comune - o transigi alle nostre condizioni, avallate dal Viminale con tanto di Imprimatur, o non ti assicuriamo se e quando sarai pagato – alla chiusura del dissesto verranno pagati, in unica soluzione o con rateizzazione, le sorte capitali e gli interessi fino alla data dei titoli. Verranno rimborsati gli interessi successivi alla data dei titoli e gli interessi eventuali della fase di rateizzazione, se successivi alla data dei titoli, che ben potrebbero essere sorti dopo il 1992.
Tutti i crediti sorti successivamente alla data 3 febbraio 1993 sono fuori dissesto, e vanno pagati dall’ente ordinario, senza se e senza ma.
La data del 3 febbraio 1993 funge dunque da spartiacque, e niente accomuna questi due tipi di crediti. La parola spartiacque non la adoperiamo in modo casuale.
Insistiamo: un credito precedente il 1992 è un credito che interessa il dissesto, ed è regolamentato dalla legge apposita. Questa legge, non possiamo esimerci dal ripetere, è pessima e assolutamente anacronistica a causa della durata 20- 30ennale dei dissesti: un altro primato italiano che ci mette in coda all’Africa.
I crediti successivi al 1992 sono fuori del dissesto. Dovrebbe bastare, anzi basta. Un credito o rientra nel dissesto o ne è fuori. Tertium non datur.
 
 
 
E’ falso, e tuttavia lo si riporta a titolo accademico, in quanto né il Viminale né il comune di Ischia prudenzialmente hanno accennato a tanto in alcuna sede, che il rendiconto di chiusura trascini  con sé tutti i crediti sorti dopo il 3 febbraio 1993, ma antecedenti alla data del rendiconto. Rendiconto che non fa altro che sancire a scopo contabile tutte le spese affrontate dal comune per rimborsare i creditori secondo un piano temporale stabilito in via definitiva all’atto di approvazione del piano di estinzione da parte del ministero degli Interni. Il rendiconto pertanto non modifica e non può modificare quanto e quando verranno  o saranno state rimborsate  ai creditori le somme ad essi dovute in base al piano di approvazione ministeriale. Esso è soltanto uno strumento contabile, che non giudica sulle spese che lo riguardano.
Anche l’analogia che si può tentare con il fallimento può essere istruttiva, in tema di rendiconti. Nel fallimento, le assegnazioni stabilite con sentenza non sono modificabili con il  rendiconto finale. Il compito del giudice che chiude il fallimento si esaurisce con la assegnazione dei crediti, avendone fissato anche le modalità dei  tempi. Il curatore, assegnate le quote, chiuderà il suo compito redigendo un  proprio  rendiconto, puro strumento contabile, indispensabile sia se la società de quo sia  ormai fallita, sia  se ci sia  stato un accordo che l’ha conservata  in vita.
Anche se il curatore dovesse essere richiamato in seguito per qualche motivo, non verranno riesaminate le posizioni già delibate, giusta sentenza definitiva.
 
Non esiste altra data successiva al 31 /12 /1992, che abbia un significato, o una incidenza qualsivoglia. Lo spartiacque libera i crediti sorti a valle di esso da qualsiasi limitazione. Il comune non potrà arbitrariamente negare di pagare regolarmente i servizi che dovesse chiedere a ditte ed a terzi, e sullo stesso piano somme riconosciute da sentenze che si riferiscono a crediti sorti dopo il 3 febbraio 1993. Lo schermo di un rendiconto non ancora approvato non è utilizzabile, per giunta se “ad hominem”, o ad esempio per le sole sentenze, e non per le spese non contestate. Se ciò avvenisse, si paralizzerebbe la vita stessa del comune.
 
 
Precisiamo ancora. Tanto per un credito del giorno successivo alla dichiarazione del dissesto, quanto per un credito sorto alla data della approvazione del piano di estinzione, e tanto per un credito sorto successivamente o che sorgerà prima della chiusura dei rendiconti, il credito, e gli interessi maturati, saranno dovuti dall’ente senza poter-dovere invocare che il dissesto non sia da considerarsi chiuso finchè non ci sia stata l’approvazione ministeriale del rendiconto. Se questa invocazione fosse davvero possibile, dovrebbe essere sempre obbligatoria, e non azionabile selettivamente.
Saggiamente, nella prassi, ormai da 16 anni - a proposito il 3 febbraio 2009 il comune di Ischia festeggia il 16mo compleanno di dissesto, ed al sindaco spetta il premio annuale, un carbone - il comune paga regolarmente ditte appaltatrici e fornitori. Questo è un dato di fatto. Dunque l’amministrazione attuale sta dimostrando prudenza e saggezza giuridica.
Le grosse ditte, affiancate da prudenti legali, non hanno oggidì timori che le segreterie contestino le somme pattuite o gli interessi maturati, chiedendo al giudice di rinviarne il pagamento a dopo il rendiconto. Un rendiconto che dal 1993 ancora era da ipotizzare quando sarebbe stato redatto, e che ancora oggi potrebbe apparire nel 2020 e perfino oltre.
Il dubbio farebbe più danni al comune che ai creditori contestati, perchè se si verificassero casi simili molte ditte serie diserterebbero le gare di appalto, con gravi danni al comune, anche di immagine.
Bisogna dire che il comune finora non si è avventurato su questa via scivolosa, al massimo reclamando che rientrano nel dissesto certi crediti, o che altri non vi rientrino. Spesso rischiando, per più motivi di cascare nella brace dalla padella.
Noi abbiamo fatto chiarezza. Le istituzioni, tutte, facciano altrettanto, e tempestivamente.
Speriamo davvero di essere stati chiari, ed in particolare ringraziamo il lettore di Pallanza,  che ci ha interpellati con una letterina minutata a mano. Un piccolo tocco di grazia.
Dott. Ing. Enrico Villari
staff www.dissestischia.splinder.com
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categoria:comune, ischia, dissesto, finanziario
martedì, 27 gennaio 2009

E’ arrivato il momento di fare il punto

 

Antefatto

Il Ministero dell’Interno non ha approvato il Piano di Estinzione trasmesso dal comune di Ischia il 15/7/2008. Essendo già trascorsi oltre sei mesi da quella prima data, il comune di Ischia già avrebbe dovuto apportare al Piano le modifiche che il Viminale gli ha richiesto il 10 ottobre 2008. Queste richieste, a tutt’oggi, non sono ancora note al comune cittadino (italiano, per intendersi). Se sul piano dei normali rapporti è una scorrettezza non rispondere a quesiti che riguardano tutti i creditori del comune di Ischia, sul piano della legge c’è una palese infrazione alle norme sulla trasparenza. DissestIschia, a nome di alcuni non-transattori, che ne hanno fatto richiesta, porterà la questione di fronte alla giustizia.

 

Semmai, il fatto evidenzia il conflitto di interessi tra il comune che gestisce in proprio il dissesto, con propri funzionari, e i creditori, ai quali non viene riconosciuto alcun diritto di controllare l’operato dell’ente in tempo reale. Sul piano della legge, ancora una volta si rileva che i  dissesti devono  essere gestiti attraverso commissioni  nominate dal Presidente della Repubblica. Allo stato, il dissesto finanziario di Ischia è da considerarsi inesistente, tamquam non esset, con le conseguenze del caso.

Anche su questo punto dissestIschia, esperite le  sue richieste al Ministero dell’Interno ed alla Prefettura di Napoli, più in sintonia con i recalcitranti comuni che con i loro creditori, la effettiva parte lesa, si riserva di portare la questione della esistenza del dissesto ai più alti vertici dello Stato e, per più  esauriente garanzia, alla magistratura indipendente. Fine del proemio.

 

In materia di dissesti finanziari, non si può riservare al Ministero dell’Interno compiti quasi esclusivi di controllo, riservando alle Prefetture, e nel caso de quo alla Prefettura di Napoli, un ruolo secondario.  Sul piano del territorio non è proprio così. Il Viminale risponde su Piani di Estinzione spesso abborracciati di 8.000 comuni, mentre le Prefetture hanno spesso modo di conoscere luoghi persone e fatti, ed anche le pecore nere.

Nel caso de quo, ci limitiamo ad osservare che il Piano di Estinzione del comune di Ischia del  15/7/2008, non distingue quasi mai tra le sorte capitali e gli interessi.  Esso non riporta nemmeno la data precisa di insorgenza dei debiti, come tuttavia pratica nelle transazioni sui  documenti controfirmati dalle parti.  Ben si dovrebbe indicare sul libro mastro, nel Piano di Estinzione, accanto alle somme dovute, anche quanta parte è dovuta alle sorte capitali, e quanta agli interessi.

 

Si smentirebbe così automaticamente la fola che attraverso le transazioni, al 40%, al 60%, all’80%, al 90% (oggi), il comune di Ischia abbia risparmiato. Beninteso sulla pelle altrui, semmai remunerando lautamente commissioni, funzionari, ed impiegati di più basso livello con gli straordinari. Ma anche senza queste indicazioni, e’ facilmente comprensibile che essendo iniziato il dissesto nel 1993, e subito seguito da una epoca di interessi legali al 10% l’anno, e successivamente con interessi sempre molto elevati, il ruolo delle detrazioni apportate nelle transazioni - sempre inique - è stato insufficiente: il gioco non è valso la candela.

 

DissestIschia rivolge un caloroso invito alla Prefettura di Napoli di seguire non solo passivamente le questioni legate al presente dissesto.  Ma di inserirsi incisivamente collaborando con il Viminale romano, del quale fa parte, trattandosi di Ufficio Territoriale di Governo dello stesso ministero.

Quanto al Viminale “romano”, la sospensione del piano di estinzione non dovrebbe essere stata provocata da futili motivi. E dia a intendere che la prossima riunione della Commissione per la Finanza degli Enti Locali, prevista a breve, sarà più attenta. E più severa.

 

Errori del passato: spendere senza avere i fondi necessari e facendo formare debiti colossali a causa degli interessi legali

 

Il dissesto finanziario del comune di Ischia è stato dichiarato il 3 febbraio del 1993.

E’ evidente che non è sorto per il mancato pagamento di opere e di stipendi comunali solo dell’ultimo anno, il 1992. I debiti comunali risalivano  a molti anni prima, ed a gestioni sconsiderate, delle quali ne sono stati responsabili sindaci, assessori e consiglieri comunali a partire da oltre un decennio precedente il 1993, ed alla pessima azione di controllo della spesa da parte degli organi locali e nazionali preposti. Ma i lettori ischitani di questo blog sono perfettamente in grado di riconoscere a chi sono da attribuire i più consistenti disastri finanziari di quegli anni, sfociati nell’ormai obbligato dissesto del 1993.  Troppo criptico?  Ma va !

 

Il piano-Bernasconi, che riporta i risultati di due commissioni presidenziali e ne condivide e completa l’opera, nasconde come si è formata la criptonite. Ed ora ne parliamo.

Bernasconi  presenta direttamente aggiornati al 15/7/2008, a 15 anni  e rotti dalla dichiarazione di dissesto, gli elenchi nominativi dei creditori del comune, evidenziando e glorificando le transazioni intervenute, senza inserire una colonna excel che indicasse almeno quali erano i debiti iniziali.

Il Ministero dell’Interno non ha dato adeguate disposizioni su come si deve compilare il Piano di Estinzione. Cosa ci sta a fare? Prossimamente disponga che i comuni indichino i debiti iniziali, per ogni creditore riportando anche la data nella quale si è formato il debito.

Allora, dicevamo. Nel 1993 già si erano formati debiti consistenti, che risalivano agli anni ‘80. Cosa facevano amministratori e contabili, dormivano? E il ministero? Mistero!

Parliamo di comunali, “privilegiati” e pagati con “acconti” in date imprecisate, al 100%. Ma si sa, non ci sono solo  galline nere, ci sono anche  galline di razza bianca, e ad esse pare spettino certi privilegi di legge.

Però. Questo privilegio è spettato a tutti i 153 dell’elenco delle pagine 11-28 (per favore numerarle, come farebbe il contabile di qualsiasi piccola srl), ed a molti altri, disseminati all’interno di altri elenchi. Certo non si tratta degli stipendi, mai sospesi, si dovrebbe ritenere. Di alcuni si indica pure che risalgono al 1988, di qualcuno si riportano gli interessi; di altri, no.

 

E’ cattivo costume delle amministrazioni pubbliche  assegnare compiti graditi al personale, lasciando al giudice il compito di riconoscerle. In genere, rimangono tutti contenti, il funzionario comunale che non si assume la responsabilità della spesa o della categoria in particolare, del beneficato, e della magistratura che lavora, maturando diritti morali ad accrescere i suoi organici.

 

La incresciosa  questione degli espropri.

In genere, al cittadino medio interessa poco come vengono trattati, ed a non pochi non dispiace se costano poco; c’è sempre l’ideologo di turno. Non fu detto per essi: la proprietà privata è un furto?  Proudon, elogiato dal socialista Craxi, ed adottato nelle prestigiose facoltà letterarie negli anni ‘80. Ah! Ghino Di Tacco. Ma ti assolviamo di cuore di questa piccola intemperanza.

Negli anni ‘70 ed ‘80 il comune di Ischia bandì una campagna di espropri, con la pretesa di pagarli 300lire/mq. Ma ce ne rimise le penne, quando la magistratura ne riconobbe il valore di mercato, o almeno il 50% dopo il 1992 per via di una legge ingiusta che – per motivi contingenti (udite udite !) - addossò parte del deficit italiano a carico degli espropriati.

 

Nell’ossessione di rinviare al massimo i pagamenti, il comune di Ischia “occupò” i terreni espropriandi per 5 anni, pur utilizzandoli immediatamente. Risultato, pagò un supplemento del 25% per i 5 anni di occupazione. A proposito. Queste operazioni non furono fatte nell’interesse degli espropriati, che avrebbero preferito trattative BASATE SUL VALORE VENALE con pagamento pronta cassa e non con denaro inflazionato.

A mo’ di conclusione sul dissesto del 1993. Il comune spendeva e spandeva, come chi fa i conti senza l’oste.  Il risultato fu il dissesto finanziario di un ente a struttura rigida delle entrate e delle spese, a causa della dilazione dei pagamenti.

Quanto alle transazioni, raccomandate con arroganza agli intimoriti creditori anche dal Ministero dell’Interno e da qualche consulente di troppo, ne riparleremo tra poco.

 

La gestione del dissesto dal 1993 al 2008, specificando il ruolo passivo del Ministero dell’Interno, sempre favorevole al debitore

All’epoca del Ministro dell’Interno Mancino troviamo questa  curiosa imbeccata alle commissioni, che devono agire nell’interesse esclusivo della Pa. Testuale: “…il Commissario o la Commissione Liquidatrice agiscono non negli interessi dei creditori ma nell’interesse pubblico al risanamento delle finanze dell’ente” (Circolare FL/21/93). Ma dove  siamo!  Piuttosto fatti risarcire da chi ha sbagliato, e paga per intero i creditori.  Se necessario, ripartisci il debito fra tutti i cittadini elettori:  se ne ricorderanno alle successive elezioni.

 

Ingiustizie della legge sul dissesto finanziario

In una prima stesura, si praticarono transazioni dal 40% al 60% previa rinuncia a tutti gli interessi maturati successivamente alla dichiarazione di dissesto.

Con questa formula arrogante, 130 creditori, all. A) 11.1-11.17, da pag. 43 a pag. 57 hanno transatto con la famosa commissione Cola. L’alternativa al transigere ? Ancora oggi i malcapitati non sarebbero stati pagati, e sarebbero stati iscritti, forse, nelle liste di proscrizione del piano Bernasconi del 15/7/2008, con una rateizzazione fino al 2018.

Questa prima edizione della legge non prevedeva dunque neppure il pagamento degli interessi. Ancora oggi uno zelante funzionario  ha cercato di convincermi che la legge era buona, perché in fondo ha favorito il tornaconto di chi non transigeva, alleggerendosi per essa il debito comunale.   Gli mandiamo a  dire, come sentiamo Greggio quando zampinghiando passiamo per “striscia”:  ma per favore !”

 

Necessariamente la legge fu modificata, riconoscendo la legittimità degli interessi. Ordine della Corte Costituzionale. E anche le transazioni dovevano tenere conto anche degli interessi maturati successivamente alla dichiarazione di dissesto.

Sono una libertà – per la verità un arbitrio – le percentuali innalzate fino all’80%, in quanto esse impoveriscono ingiustamente la massa attiva violando la par condicio e danneggiando i non transattori:  invece, la provvista superiore al limite di legge (60%) va addebitata all’ente ordinario e non alla massa passiva del dissesto.

Ma è una interpretazione distorta della legge rinviare il pagamento di certi interessi dovuti alla chiusura dei rendiconti, quando tutti i creditori sono stati pagati:  a causa degli interessi maturati, si sarà formato nuovamente un debito colossale.  Nel caso di Ischia, stando al Piano di Estinzione, il comune pagherà anche interessi di un intero decennio e precisamente dal 2009 al 2018.

 

Come si sta muovendo il Ministero dell’Interno a seguito del ricevimento del piano di estinzione del 15/7/2008.

Con il massimo riserbo, il 10 ottobre 2008 il Ministero dell’Interno ha dato delle indicazioni al comune di Ischia di apportare delle modifiche al Piano, e di presentarne una nuova edizione. Aspettiamo di conoscerle. Vedemm.

 

Inopportunità della dilazione fino al 2018 ed oltre

Nell’interesse di una non accreditata e molto sciolta compagnia di non transattori, invitiamo il Ministero dell’Interno a studiare attentamente la composizione dei creditori, che vanno da chi deve avere 40 euro, ad un unico che supera il milione di euri. La tabella offerta da dissestIschia mette ordine ai confusionari elenchi del Piano di Estinzione del 15.7.2008, che andrebbe ripresentato in una forma più decente, comprensibile.

I non transattori sono solo  64.  I primi 40 debbono percepire meno di 10.000 euri,  e in caso di rateizzazione, meno di mille per volta nelle 10 rate annuali previste.

Dal numero 41 al numero progressivo 59, i creditori devono percepire, da oltre 10.000 euri fino ad un massimo di 100.000 euri, benché i più siano sotto i 30.000 euri.

Pochi ancora vantano alcune centinaia di migliaia di euri, tra i quali l’ultimo, oltre il milione di euri, forse non tanto amato perché trattasi di un espropriato.

 

Importi tutto sommato affatto sbalorditive per un comune che supererebbe Montecarlo se amministrato con oculatezza, come confidano alcuni esperti.

Non è dato ancora sapere se  dal 15/7/2008 il comune di Ischia abbia fatto altre transazioni, ma un robusto creditore in pole position ci assicura di avere transatto. Sarà?

 

Il Viminale e la Prefettura di Napoli, per meglio comprendere le effettive risorse del comune di Ischia, meglio farebbero a leggere le delibere tipiche dell’ente.  Rileverebbero la presenza di spese inutili, pazze e pazzerellone.  A proposito, aggiornare il sito web delle delibere del comune di Ischia e ripristinare le e-mail di sindaco, assessori e consiglieri comunali !

Andiamo! 3.000.000 di euro dichiarati mancanti non meritano una rateizzazione decennale, prolungando la durata del dissesto a  25 anni ed oltre.

Il rinvio dagli interessi a  dopo il 2018 , come anche alcuni studiosi dilettanti ci hanno illustrato con facili calcoli, presumibilmente porterà una aggiunta di oltre un milione di euro, in parte per interessi anatocistici.

 

 

Anatocismo

 

In caso di rateizzazione tutti i creditori non transattori, con semplicissima domanda a cura del loro legale, alla data attuale possono ottenere dal giudice gli interessi anatocistici, che inizieranno ad essere conteggiati a partire dalla domanda.

Se il comune di Ischia, con l’avallo del Viminale dovesse insistere per la rateizzazione decennale 2009-2018, gli interessi che si calcoleranno per questo decennio, e  che verranno rimborsati al termine del decennio suddetto, verranno conteggiati sul coacervo delle sorte capitali iniziali e di tutti gli interessi semplici maturati alla data della domanda.

Per chi ha diritto ad un credito antico, a partire del 2 febbraio 1993, o addirittura molto prima di tale data, gli interessi maturati nel 2018 e oltre saranno rilevantissimi, superiori al valore della sorta capitale.  Per comodità e riscontro vedi calcolo degli interessi legali semplici su www.avvocati.it .

Quanto agli interessi anatocistici saranno nei casi esaminati superiori al doppio degli interessi semplici:  per i calcoli analitici, vedi – tra i tanti – il programma “percento” de “Il Sole 24 Ore”.  Auguri.

 

Nella contingente situazione finanziaria nazionale ed internazionale, dilazionando ancora la chiusura del dissesto e continuandosi a pagare interessi, anatocistici in particolare, superiori agli attuali contenutissimi tassi dei mutui praticati alla PA, il comune ed il Viminale incorreranno in danni erariali ed ai creditori che potranno esser loro addebitati.

A recidere il nodo persiste il potere-dovere del Ministero dell’Interno di intervenire, anche chiudendo subito un dissesto anomalo se non unico come è quello del comune di Ischia (NA).

Se la glossa appare oscura, e comune e Viminale non ne terranno conto, ben diversamente tratteranno il fatto la Corte dei  Conti ed altre magistrature.

 

Sulla richieste di transazioni fatte dal comune di Ischia nel 2008

Prima di presentare il Piano di Estinzione il 15/7/2008 il comune di Ischia ha inviato una raccomandata a tutti i non transattori di quell’anno con la proposta di transigere all’80%.

Numerosi creditori, come da elenco, hanno aderito, accettando la proposta.  Ma 64 persone non lo hanno fatto, e non per mero puntiglio.

Eppure qualche puntiglioso c’è.  Sostenuto da qualche ministeriale accomodante che dice (ha detto) “ma dai, transigi;  e facciamola finita ! Uh !”.  Ed il catalogo è questo:  se tutti avessero già transatto, l’ufficio dissesto avrebbe già chiuso i battenti quantomeno nel 2008.

 

La autorizzazione in astratto del Ministero dell’Interno al comune di Ischia e la proposta concreta dell’ente a tutti i creditori di transigere all’80% nel 2008, non presupponeva una corsa a chi arrivava primo !  Vinca il più veloce;  chi è savio; “il migliore”. La proposta del comune, piuttosto, prova che l’ente aveva fondi cash, palesi od occulti, in grado di soddisfare tutti i creditori, accantonando per essi l’80%.

Il comune di Ischia, dunque, aveva nelle casse, disponibili cash, molto di più di quel milione e settecentomila euri circa denunciati il 15/7/2008, messi a disposizione di tutti i creditori residui;  senza obbligo per questi ultimi di doversi contentare di questa percentuale perdendo altri diritti.

Ancora una volta, se comune e Ministero dell’Interno si comporteranno diversamente, la magistratura ci illuminerà.  E ne potranno emergere responsabilità personali a carico di chi prima ha vantato somme, e in seguito le dovesse negare:  i soldi non appaiono o scompaiono magicamente.

 

Acchiappare l’attimo fuggente! Oggi, per una situazione  contingente, gli interessi legali e quelli dei mutui sono molto bassi;   quelli dei mutui al limite del ridicolo. Ma tra qualche anno, con una auspicabile ripresa, non essendo prevedibile per il sistema economico mondiale una “caduta di un muro di Berlino”, gli interessi legali e quelli dei mutui potrebbero ricevere una impennata.  Simile a quella che dopo le crisi degli anni ‘60 e ‘70 si ebbero negli anni ‘90, quando gli interessi legali annuali salirono al 10% (anni 1990-1996).  Lasciando con il sedere per terra - parlando con licenza - molte improvvide amministrazioni private e pubbliche, soprattutto quelle con bilanci rigidi, già sul filo del rasoio. A proposito, in questa situazione si trovò anche il comune di Ischia, che vide salire la posta dei suoi debiti con l’incremento esponenziale degli interessi legali da pagare, sia pure inflazionati, ai suoi creditori.

La storia si ripete; solo gli sciocchi non imparano da lei almeno qualcosa.

Cordialissimi saluti.

Dott. Ing. Enrico Villari dello staff di www.dissestischia.splinder.com

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categoria: , anatocismo, dissesto, finaziario
giovedì, 22 gennaio 2009

 Ma dal 23/9/2008 nessuno ha risposto

 

Ai Consiglieri Comunali del comune di Ischia (NA)
Sul dissesto finanziario
La chiusura del dissesto non è un atto formale esclusivo del responsabile dell’ufficio gestione della liquidazione, nel caso il dipendente comunale dott. Bernasconi.
Al contrario vi coinvolge tutti, sindaco, segretario capo, assessori, ed in particolare voi consiglieri.
La vostra responsabilità principale vi investe per come il comune ha speso durante il dissesto, protrattosi artificiosamente ed in danno dei creditori per 15 anni, e soprattutto per quel 10% dei creditori che non si sono sottomessi, firmando transazioni inique, al 40% nel 1994, ancora all’80% il 14/12/2007, nel timore fondato che l’amministrazione comunale, in testa le 2 commissioni liquidatrici, oggi il responsabile dell’ufficio gestione del dissesto, non avrebbero mai chiuso le operazioni, fino a che l’ultimo dei creditori non si fosse piegato.
Con l’obbligo di chiudere le operazioni il 15/7/2008, presentando un piano di estinzione, si scopre che c’è ancora un buco di oltre 3 milioni di euro; un buco che, guarda caso, consente di penalizzare ancora una volta i riottosi. che non hanno transatto, dilazionando la data effettiva di chiusura delle operazioni di risanamento, fino a 10 anni, al 2() 18, salvo altre clausole ancora più vessatorie, che non trovano riscontro nella legge attuale, l’unica semmai che conti.
Non è possibile in queste note accludere voluminosi allegati, sia pure zippati. Si da per scontato che un consigliere abbia già letto, o addirittura conservi una copia del piano di estinzione, e che quindi comprenda di cosa e perché ne stiamo parlando.
Del piano di estinzione, in questo momento, ci interessano pochi dati essenziali.
Nella parte 2.9, sua ultima pagina, si legge che la somma pretesa dai creditori ammontava a euro 44.407.784, 26, e la somma effettivamente transatta a euro 27.961,277,15. Una semplice sottrazione ci dice che i creditori, per recuperare dopo anni, perfino 15, una parte almeno del dovuto, hanno rinunciato complessivamente a euro 16.446507, 11, pari al 37% del proprio credito. Nella ottica dei gestori dell’ufficio stralcio del dissesto, i 16 milioni ai euro, perversamente, sono stati fatti coincidere con un “risparmio” del comune; un “risparmio” così tenacemente perseguito, da mantenere i vita il dissesto, nella speranza di chiuderlo, transigendo con tutti i creditori, a non oltre l’80%, nei due anni 2007 e 2008, fino al 15/7/2008. La legge non obbligava a questo accanimento, e se il ministero ha agito male, imponendo certe aliquote inique per le transazioni, gli autori ne risponderanno in proprio.
Nella parte 6. proposta di riparto, si apprende che la massa passiva supera la massa attiva, e che la differenza ammonta a euro 3.070. 072, 50. che l’ufficio gestione dissesto propone al ministero degli interni di finanziario come in appresso:
“Importo finanziato con Piano impegni di spesa dal 2009 al 2018: dal 2009 al 2011 euro 200.000 annui; dal 2012 al 2013 euro 300.000 annui; 2014 euro 370.072,50; dal 2015 al 2018 euro 400.000 annui”.
Fermiamoci su questi due punti della parte 6: l’ufficio gestione di fatto raggiunge lo scopo di confermare a coloro che hanno transatto che bene hanno fatto, mentre i riottosi avranno di che pentirsi. Non c’è altra spiegazione possibile.
Una conferma personale: pochi giorni prima del 15/7/2008, nell’ufficio del dott. Bernasconi mi veniva chiesto, garbatamente, se avevo una proposta di transazione; che beninteso non avrebbe potuto essere per un importo diverso da quello autorevolmente, preciso autoritariamente prescritto dal ministero degli interni. Dunque, è lapalissiano, se volevo transigere, cogliendo l’attimo fuggente, lo potevo ancora... Gli euro necessari sarebbero saltati fuori, da qualche parte. Ma, retrocedendo di pochi mesi, accanto al mio nominativo era indicata la somma che mi sarebbe stata accreditata se transigevo: l’80% del dovuto. Ancora una volta, la somma c’era, sia pure l’80%; e il documento era trasmesso al ministero degli interni, per fare presente quale era al momento la situazione.
Si sottolinea che la gestione comunale nello scorcio temporale della fine del 2007, quando sono stati liquidati all’80% certi miei germani su quote di beni identiche a quella mia, e sugli stessi beni, e fino al 15/7/2008, la spesa del comune ha subito una impennata. Sono stati spesi per le più svariate attività circa 1.500.000 euro, pari alla metà circa del disavanzo che, per un decennio ed oltre, graverà in forme diverse sia sui riottosi alle transazioni, sia sullo stesso comune di Ischia.
La vostra responsabilità, su questo tipo di spese è ancora maggiore di quella che pure avete su come il piano di estinzione dei debiti è stato predisposto ed attuato. Andate a rileggere criticamente tutte le delibere, non essendo necessario commentarle in questa sede. Ci penserà il magistrato; ci penserà la corte dei conti; ci penserà qualche ministero che sta cercando di ammodernare la pa, di punire fannulloni ma di premiare gli efficienti; e forse non tutti vi ripresenterete alle elezioni, o vi consentiranno di farlo.
Rileggendo vecchie carte, salta agli occhi il fatto che un sindaco precedente, Telese, abbia voluto acquistare l’ex-faro che il ministero della difesa aveva dimesso: lire 1.500.000.000 (un miliardo cinquecento milioni di lire), + 300 milioni di lire per la casa del custode. E questo mentre, nell’anno 1994, dopo una campagna orchestrata sul fatto che il dissesto sarebbe durato chissà quanti anni, e sembrava escluso se si avesse ancora diritto agli interessi - illustre parere di un celebre esperto del diritto e delle Finanze, tale prof. Pica, da voi pagato come consulente euro 18.000 - a solo un anno dall’inizio del dissesto, 54 creditori rinunciarono al 60% dei loro diritti, rimpinguando le casse del comune, con virtuali 4 milioni ed oltre di euri.
Un’altra chicca. Ed una consulenza troppo munifica. L’ex sindaco Brandi, con alcuni assessori con delibera ha premiato l’Avv. Landolfi pagandogli una fattura di 31.000,00 euro per una causa di esproprio in Corte di Appello, il cui valore, secondo sentenza, e comprendendo tutti gli interessi, era di 62.000,00 euro. A questo avvocato è stato dunque pagato, cash e prima della fine del dissesto, un onorario pari al 50% del valore della causa. Un po’ troppo. La causa non è definitiva e pende ancora in cassazione. Non è questa la sede per addentrarci nel merito della stessa, ma è la sede per stigmatizzare quei cattivi costumi, quelle generosità spropositate che hanno già portato una volta il comune di Ischia in dissesto, che gli hanno fatto vivere male i 15 anni successivi, che minacciano ancora peggio il futuro decennio 2009-2018, aprendo con un piano di estinzione sconsiderato il baratro per il giorno successivo al rientro in bonis. Alla salute !
Ancora sull’ex sindaco Telese. Con delibera del 2000, ha dichiarato che il valore di tutti i beni immobili comunali alienabili è di 1.500.000,00 euro. Solo suo faro è stato acquistato per circa 1.000.000,00 euro. E tutti gli altri edifici valgono meno di un quartino tricamere ? Ma andiamo…. Se ne risponda anche di questo alla Corte dei Conti.
E’ bene che da parte vostra si faccia mente locale su alcuni altri aspetti, negativi per il comune, dei pagamenti dilazionati.
Facendo un bilancio, a tanti anni dalla chiusura del dissesto, e dopo tanti anni che non avevate pagato somme affatto “pretese” dai creditori, ma dovute a regolari fatture e a dispositivi di sentenze in giudicato - e molto male se vi riducete sempre a questo modo di fare- i crediti per il 50% circa rispondevano ed oggi rispondono a “sorte capitali”, e per il 50%, o giù di lì, a interessi quanto meno semplici, formatisi nel tempo.
Questi interessi, non essendo mai una azienda in attivo, voi li ripagate alle banche, al massimo talvolta li addossate allo stato, con mutui iurighisimi, taluno 35 ennale, dal 6 al 9 %.
E’ precisamente quello che si accinge a fare oggi il comune, con la noterella della parte 6. proposta di riparto, voce impegno di spesa dal 2019 al 2018. Non vi ingannate, e non lasciatevi ingannare dalla sibillina a espressione “impegni di spesa”. Se pure non si facesse un mutuo specifico, egualmente si attingerebbe alla massa dei mutui: certo non da vostri risparmi, perché quelle voci che usciranno di anno in anno sottrarrebbero altrettanti fondi utili per altre spese.
In sintesi, perché in altre sedi si discuteranno cause e comportamenti, il dissesto non si chiude di fatto con il piano di estinzione. Prevale la linea forte, per ora; una linea rigida. Mi scrive il dott. Bemasconi che certi interessi mi potranno essere pagati solo quando l’ultimo dei creditori sarà stato pagato, quindi dopo il 2018. E, a prevedersi, attraverso cause che inizierebbero allora.
Mettiamo in chiaro. Gli interessi, come tutte le somme dovute per sorte capitali ed interessi consolidati- esempio come pagati a certi miei germani, perché transattori all’80% e sotto- comunque saranno pagati, attraverso mutui specifici, o indirettamente con altre forme di indebitamento, ma sempre mutui. O non avete presente, tra i tanti, il bilancio del 2008?!.
Dividendo le voci passive per il numero dei residenti, ogni ischitano, giovane vecchio bambino, ricco o povero, è indebitato per circa 20.000 euro. Perciò, scrivere sibillinamente che si ricorre ad un impegno di spesa, non significa affatto che ci saranno dei fondi nuovi, ma solo che si attingerà sul debito esistente e consolidato.
UN conto semplice, quello classico, della lavandaia, dice che se si pospone di altri 10 anni il pagamento di certi crediti, essi alla data del 2018, se gli interessi permanessero al 30 %, aumenterebbero del 30%; una iattura per un comune, che non ha entrate in attivo, e che maneggia così male la spesa pubblica.
Se poi si tiene conto che si possono chiedere gli interessi anatocistici, e vi rimando al dpott. Bernasconi per chiedere Lumi, la situazione si aggrava, e di molto. Ma per parte mia vi riassumo il tutto con un esempio, e con una formuletta, che molti provenienti da scuole tecniche troveranno su 1 loro libro di estimo; ed i più bravi, su internet. Mi sento autorizzato a farlo, perché il dott. Bernasconi, che comprende appieno il significato e gli importi conseguenti agli interessi degli interessi (l’anatocismi per i conoscitori della finanza), non solo non ha avuto sentore che si sarebbero potuti richiedere e che alcuni li avevano già richiesti, ma nel piano stesso di impegno. Parte 6.cit. non ha previsto alcun calcolo per tenere conto almeno degli interessi semplici che si sarebbero accumulati per dopo il 2018: Dopo di me, il diluvio ? EH! NO!
Il dopo dissesto – intendendo per esso il rientro in bonis – non deve esser concepito ed usato come una pattumiera, credendo di essere in regola con la legge.
Gli amministratori, in essi compresi i consiglieri comunali, hanno il dovere, IL DOVERE di verificare se il risanamento è assicurato anche per l’attimo preciso in cui il comune, apparentemente, sembra rientrato in bonis.
Tutte le voci che ancora pesano sulle finanze del comune, prima della data fatidica del 2018, devono avere trovato una sistemazione coerente. La legge prevedeva la chiusura del dissesto addirittura in 3 mesi, diconsi 3, ed al massimo altri 3, un testo forse predisposto da un marziano o da un funzionario spregiudicato.
Ma dopo 10 anni si è visto, in particolare nel nostro caso ischitano, che si accumulano ingentissimi interessi successivi al piano di estinzione, altre voci escluse dal pagamento previsto dal piano di estinzione, ed altre ancora, che provocheranno un nuovo immediato dissesto nel 2018.
Se non ci pensate voi, necessariamente ci penserà la Corte dei Conti a rilevare già oggi il dissesto che state preordinando.
La maggiore responsabilità pesa sul Dott. Bernasconi, che oltre ad essere incaricato della chiusura del dissesto, è anche dirigente dell’area finanze del comune di Ischia (NA) e dunque deve saper parlare anche come tale rilevando la situazione disastrosa preannunciata per il 2018; quando il comune verrà aggredito per alcuni milioni di euro, e non è pensabile che non abbia in quell’anno nemmeno quei 400.000,00 euro che aveva disponibili per l’anno precedente.
A proposito, a Catania è stato sospeso il dirigente del personale del comune per avere concesso 2 milioni di euro i dipendenti per i “brillanti risultati della produttività” (Corriere della Sera 20/9/08) in una condizione assai precaria del comune.
Vi dice niente ?
Certamente la magistratura esaminerà tutti questi fatti incresciosi; se ne occuperà lo stesso governo, attraverso i competenti ministeri; l’ultima parola spetterà ai cittadini residenti e votanti. Ma qualcuno pagherà. Sta a voi, in epoca certa, distanziarvi da certe politiche rancorose (verso i creditori che non hanno transatto), dannose alla collettività, e censurabili, come testimoniato da certi indicatori sulle spese pazze di sempre, e parossistiche nel 2008.
Con simpatia; con tutto il migliore e sincero linguaggio; che non sempre è sincero e contenuto in certe assemblee e riunioni di giunta, o sulla carta stampata. E molto più castigato di alcuni vostri consulenti avvocati che andavano per la maggiore. A presto, a sentire parlare di voi; e di ciò che si dirà davanti ai magistrati ed ai revisori dei conti.
Napoli, 23 settembre 2008
 Avv. Carlo Villari
 
 
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categoria:comune, ischia, dissesto, finanziario
martedì, 20 gennaio 2009

Nel 2008 il comune di Ischia (NA) ha speso in patrocini e festival circa 3 milioni di euro, lo stesso importo che avrebbe consentito la chiusura immediata del dissesto finanziario.

Cattiva scelta, poichè i crediti del dissesto finanziario crescono al 3% all'anno e, per quelli che hanno avanzato domanda di anatocismo, a più del 6% all'anno che, in quest'ultimo caso, sarà anch'esso capitalizzato.

L'euribor è a meno del 2%:  non sarebbe stato meglio per il comune di Ischia (NA) di accendere un mutuo e pagare subito tutti invece che pagare interessi al 6% ?

25/01/2008 N. 21 ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI. PARTICOLARI SITUZIONI DI DISAGIO SOCIALE - IMPLEMENTAZIONE OTTO UNITA' LAVORATIVE IN ATTIVITA' DEL COMUNE DI ISCHIA ATTRAVERSO SERVIZIO CIVICO E BORSE LAVORO.         21.000,00
25/01/2008 N. 28 CARNEVALE 2008. CONCESSIONE PATROCINIO ALL' INIZIATIVA A FAVORE DELL'INFANZIA PROPOSTA DALL'ASSOCIAZIONE ''TERRA NOSTRUM''.           2.500,00
15/02/2008 N. 36 EROGAZIONE CONTRIBUTO ALL'ASSOCIAZIONE AMICI MUSEO DEL MARE ISOLA D'ISCHIA.           5.000,00
15/02/2008 N. 39 PARTECIPAZIONE ALLA BIT DI MILANO EDIZIONE 2008. ADOZIONE PROVVEDIMENTI.         10.000,00
19/02/2008 N. 40 APPROVAZIONE PROGETTO SPERIMENTALE A FAVORE DEGLI ANZIANI DENOMINATO - BENESSERE III ETA'-
19/02/2008 N. 41 PROGRAMMAZIONE STAGIONE TURISTICA 2008. ADOZIONE PROVVEDIMENTI.
11/03/2008 N. 48 STAGIONE TURISTICA 2008 - ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO N. 41 OPERATORI DI POLIZIA MUNICIPALE - IMFORMATORI TURISTICI - MEDIANTE UTILIZZO GRADUATORIA APPROVATA E CON VALIDITA' TRIEN NALE        368.000,00
11/03/2008 N. 49 PATROCINIO E CONTRIBUTO ALLE INIZIATIVE PER LA FESTA DEL SANTO PATRONO SAN GIOVAN GIUSEPPE DELLA CROCE.           4.000,00
11/03/2008 N. 52 BOERO BARTOLOMEO S.P.A. PIANO COLORE COMUNE DI ISCHIA-MOSTRA E PRESENTAZIONE PRESSO LA SALA DELLE ANTICHE TERME COMUNALI.PRESA D'ATTO PATROCINIO SINDACALE.PREVISIONE DI SPESA.           2.000,00
21/03/2008 N. 57 MODIFICA DELIBERA DI G.C. N. 40 DEL 19.02.2008. RIMODULAZIONE PROGETTO SPERIMENTALE BENESSERE III ETA'.           3.707,00
21/03/2008 N. 59 PATROCINIO E CONTRIBUTO ALLE INIZIATIVE PER LA FESTIVITA' IN ONORE DI MARIA SS. ANNUNZIATA.           1.000,00
23/04/2008 N. 76 ABBONAMENTO ALL'ANSA - AGENZIA NAZIONALE STAMPA ASSOCIATA.           5.040,00
23/04/2008 N. 81 CONCESSIONE PATROCINIO MORALE E CONTRIBUTO ALL'ASSOCIAZIONE MARATHON CLUB ISOLA D'ISCHIA PER LA MANIFESTAZIONE ''2^ EDIZIONE MARATONISOLE - L'ARCIPELAGO CAMPANO IN MARATONA''.           7.000,00
15/05/2008 N. 103 CONCESSIONE PATROCINIO ALL'ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE SEDE COORDINATA DI ISCHIA DELL'OPERATORI ABBIGLIAMENTO E MODA PER CONSENTIRE LA REALIZZAZIONE DEL SAGGIO DI FINE ANNO.              500,00
22/05/2008 N. 109 28^ EDIZIONE DEL PREMIO ISCHIA DI GIORNALISMO. STIPULA CONVENZIONE CON LA FONDAZIONE GIUSEPPE VALENTINO.         50.000,00
22/05/2008 N. 110 STAGIONE TURISTICA 2008 - MANIFESTAZIONE ''VIAGGIATORI DI NOTE'' PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE L'ISOLA VOLANTE. CONCESSIONE CONTRIBUTO.           6.000,00
22/05/2008 N. 111 CONTRIBUTO AL COMITATO VITTORIA COLONNA - ISCHIA- PER MANIFESTAZIONE:" GIORNATE INTERNAZIONALI VITTORIA COLONNA 2008"           5.000,00
29/05/2008 N. 115 CONCESSIONE CONTRIBUTO ALLA MANIFESTAZIONE ''ARTISCHIA & AGRISCHIA'' PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE ARTISCHIA.           5.000,00
29/05/2008 N. 116 PREMIO CINEMATOGRAFICO ''ISCHIA FILM FESTIVAL 2008''. CONCESSIONE CONTRIBUTO.           5.000,00
12/06/2008 N. 127 ''I CONCERTI DEL PARCO 2008''. CONCESSIONE CONTRIBUTO.           8.000,00
12/06/2008 N. 128 CORTEO STORICO DEL COSTUME ISCHITANO - EDIZIONE 2008 - PROMOSSO DALLA PROLOCO SANT'ALESSANDRO. CONCESSIONE CONTRIBUTO.         15.000,00
12/06/2008 N. 129 CONCESSIONE CONTRIBUTO ALLA COOPERATIVA PESCA. PER LA MANIFESTAZIONE DELLA SAGRA DEL PESCE AZZURRO.           3.000,00
12/06/2008 N. 130 CONCESSIONE CONTRIBUTO AL COMITATO IN ONORE DEI FESTAGGIAMENTI DI S.MARIA DELLE GRAZIE IN SAN PIETRO.           2.000,00
27/06/2008 N. 138 PATROCINIO ALL'ASSOCIAZIONE O.N.L.U.S. "CAVOLI A MERENDA" E CONCESSIONE PINETA MIRTINA PER LA MANIFESTAZIONE TEATRALE "PAZZARIA"                     -  
27/06/2008 N. 141 CONCESSIONE CONTRIBUTO ALLA MANIFESTAZIONE ''FESTA DEI POPOLI DEL MEDITERRANEO'' PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE CULTURALE LARGO DEI NAVIGANTI           5.000,00
27/06/2008 N. 142 PIANO PER LA REALIZZAZIONE DI UN ASILO NIDO AZIENDALE IN LOCALITÀ VIA MORGIONI - APPROVAZIONE PROGETTO PRELIMINARE E NOMINA RUP        125.000,00
27/06/2008 N. 143 M.E.I.C. (MOVIMENTO ECCLESIALE IMPEGNO CULTURALE) - UTILIZZO PINETA NENZI BOZZI PER CELEBRAZIONE SANTA MESSA                     -  
27/06/2008 N. 144 ASSOCIAZIONE ACCADEMIA ARMONIE - CONTRIBUTO ALLA MANIFESTAZIONE "FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MANDOLINO E CHITARRA".           5.000,00
27/06/2008 N. 146 CONCESSIONE PATROCINIO MORALE ALLO SPETTACOLO TEATRALE CONCLUSIVO CORSO PON PIANO INTEGRATO REALIZZATO DALL'ISTITUTO D'ISTRUZIONE SUPERIORE DI ISCHIA.                     -  
27/06/2008 N. 150 PATROCINIO E CONTRIBUTO ALLA INIZIATIVA SUMMER LIFE 2 ASSOCIAZIONE ISOLE D'AMORE.           4.000,00
02/07/2008 N. 152 INTEGRAZIONE DELIBERA N. 140 DEL 27GIUGNO 2008.PASSEGGITA DEL SINDACO ORGANIZZATA DALL'ASSOCIAZIONE VILLA DI CAMPAGNANO. CONTRIBUTO ALLA MANIFESTAZIONE.           2.000,00
09/07/2008 N. 155 ADESIONE  ALLA PROPOSTA DI PIANO EDITORIALE -INFORMAZIONI AI CITTADINI- PRESENTATA DALLA SOCIETA' COOP. A.R.L. GIORNALISTI STAMPA LOCALE ISCHIA, TITOLARE DELLA GESTIONE DEI SERVIZI REDAZIONALI DEL QUOTIDIANO -IL GOLFO-,  PER LA PUBBLICAZIONE DI AVVISI DI INTERESSE LOCALE, BANDI ETC.           6.000,00
09/07/2008 N. 157 CONCESSIONE PATROCINIO E CONTRIBUTO ALL'INIZIATIVA ''CHIESE APERTE'' PROMOSSA DAL ''CENTRO TURISTICO GIOVANILE INSULA SPEI'', PER LA STAGIONE TURISTICA 2008.           4.000,00
09/07/2008 N. 158 STAGIONE TURISTICA ANNO 2008 - CONCESSIONE PATROCINIO MOSTRA DI ICONE SACRE NIKOLAOS HOUTOS.              500,00
09/07/2008 N. 159 CONCESSIONE PATROCINIO ALL'INIZIATIVA ''MISS & MISTER ARAGONESE 2008''.           1.000,00
09/07/2008 N. 161 CONCESSIONE PATROCINIO E CONTRIBUTO ALL'INIZIATIVA ''INFO POINT'' PROMOSSA DAL ''CENTRO TURISTICO GIOVANILE INSULA SPEI'', PER LA STAGIONE TURISTICA 2008           4.000,00
09/07/2008 N. 167 RINNOVO ABBONAMENTO SEMESTRALE FINO AL 31.12.2008 CON LA SOCIETA' TELEISCHIA PER PUBBLICAZIONI VARIE.           7.200,00
21/07/2008 N. 175 DESTINAZIONE ED UTILIZZAZIONE DEI PROVVENTI CONTRAVVENZIONALI AI SENSI DELL'ART. 208 CDS - D. LEGS. 30 APRILE 1992 N. 285.        250.000,00
21/07/2008 N. 176 CONCESSIONE PATROCINIO E CONTRIBUTO CONVEGNO -I MODI DELLA RELAZIONE SGUARDI A CONFRONTO 10/11 OTTOBRE 2008-.           3.500,00
21/07/2008 N. 178 APPROVAZIONE PIANI DI PRODUTTIVITA' ANNO 2008.        260.000,00
07/08/2008 N. 181 CONCESSIONE PATROCINIO E CONTRIBUTO ALLA FESTA DELLA VENDEMMIA 2008         12.000,00
07/08/2008 N. 186 CONFERIMENTO INCARICO DI ORGANIZZAZIONE DELL'ISCHIA JAZZ FESTIVAL AL CONSORZIO ISOLA. EDIZIONE 2008.         30.000,00
07/08/2008 N. 190 CONCESSIONE CONTRIBUTO ALLA MANIFESTAZIONE ''PE TERRE ASSAJE LUNTANE'' PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE ISCHITANI NEL MONDO.           3.000,00
07/08/2008 N. 191 CONCESSIONE CONTRIBUTO ATTIVITA' CULTURALI CIRCOLO SADOUL.           5.000,00
07/08/2008 N. 193 CONCESSIONE PATROCINIO ALLA MANIFESTAZIONE ''FESTA DELL'ACQUEDOTTO 2008'' PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE CULTURALE ''TERRA NOSTRUM''.           3.000,00
07/08/2008 N. 194 ACQUISTO DI UN PALCO MODULARE CON ANNESSI GAZEBO PER LA STAGIONE TURISTICA 2008.        145.000,00
07/08/2008 N. 195 CONCESSIONE PATROCINIO ALLA MANIFESTAZIONE ''ARTSHOW 2008'' A CURA DELL'ASSOCIAZIONE SPORTIVA BODY BALLET DANCE.           2.000,00
22/08/2008 N. 200  FESTEGGIAMENTI IN OCCASIONE DEL SANTO PATRONO. CONCESSIONE PATROCINIO E CONTRIBUTO         12.000,00
22/08/2008 N. 203 SETTEMBRE SUL SAGRATO - EDIZIONE 2008 - PROMOSSO DALLA PARROCCHIA SANTA MARIA DELLE GRAZIE IN SAN PIETRO. PATROCINIO E CONTRIBUTO           9.000,00
22/08/2008 N. 204 CONESSIONE PATROCINIO E CONTRIBUTO PER L'ORGANIZZAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE ''GIOCHI DEL QUARTIERE 2008'' IN LOCALITA' SAN CIRO.           3.000,00
22/08/2008 N. 206 APPROVAZIONE PROGETTO DEFINITIVO ESECUTIVO LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DI DUE NUOVE AULE PRESSO IL PLESSO SCOLASTICO DI FONDOBOSSO - IMPEGNO SPESA         28.820,06
04/09/2008 N. 207 RIQUALIFICAZIONE URBANA E MANUTENZIONE STRAORDINARIA DELLE STRADE DEL CENTRO SOTRICO, TRATTI:  CORSO V. COLONNA, VIA BATTISTESSA, VIA ENEA, VICO ULISSE, VIA CHAMPAULT, LOCALITà MANDRA, ED ALTRE STRADE COMUNALI  II LOTTO.  APPROVAZIONE PROGETTO DEFINITIVO E NOMINA RUP.        400.000,00
24/09/2008 N. 221 PROGETTO BA.S.TA-BATTAGLIE SENZA TACERE-APPROVAZIONE SCHEMA ED AUTORIZZAZIONE A SOTTOSCRIZIONE ATS-ASSOCIAZIONE TEMPORANEA DI SCOPO. ASSUNZIONE IMPEGNI DI SPESA.           8.600,00
24/09/2008 N. 223 INDIRIZZI PER L'ATTUAZIONE DELL'INTERVENTO 'SERVIZIO ASSISTENZA SPECIALISTICA SCOLASTICA'- ANNO SCOLASTICO 2008/2009. APPROVAZIONE DISCIPLINA DI ATTUAZIONE. UTILIZZO RISORSE FINANZIARIE NON UTILIZZATE PER ALTRI INTERVENTI.         21.670,15
14/10/2208 N. 230 PROGETTO PER LA "REALIZZAZIONE DI UN'ISOLA ECOLOGICA ATTREZZATA". APPROVAZIONE PROGETTO DEFINITIVO - NOMINA RUP - VARIAZIONE DI BILANCIO        360.280,69
16/10/2008 N. 231 CONCESSIONE PATROCINIO AI CONCERTI DEL PROGRAMMA "SUONI E SAPORI" PROMOSSI DALLA ASSOCIAZIONE CULTURALE MUSICALE "LA GHIRONDA" PER IL PERIODO OTTOBRE - NOVEMBRE 2008           2.000,00
16/10/2008 N. 233 PREMIO "DOMENICO REA". PATROCINIO E CONTRIBUTO           5.000,00
16/10/2008 N. 238 LINEE DI INDIRIZZO PER L'INSTALLAZIONE DI LUMINARIE ED ADDOBBI NATALIZI SUL TERRITORIO COMUNALE        110.268,60
16/10/2008 N. 234 ADESIONE ALLA PROPOSTA DI GEMELLAGGIO TRA ISCHIA E MAR DEL PLATA. INVIO DELEGAZIONE IN RAPPRESENTANZA DEL COMUNE. IMPEGNO DI SPESA.           2.000,00
29/10/2008 n. 243 progetto 04/57. politiche a sostegno delle fasce deboli. …         57.638,40
29/10/2008 n. 245 programma manifestazioni natalizie         60.000,00
29/10/2008 n. 246 adesione protocollo d'intesa relativo alla proposta dell'associazione endas  per l'esecuzione del progetto di servizio civile nell'ambito del comune di ischia         30.000,00
29/10/2008 n. 247 patrocinio al comitato telethon              500,00
29/10/2008 n. 250 approvazione progetto rivolto agli anziani denominato "benessere III età" attività formative e culturali           7.200,00
29/10/2008 n. 252 concessione contributo per l'organizzazione della festa di santa cecilia patrona dei musicisti              600,00
28/11/2008 n. 260 completamento programma manifestazioni natalizie [compartecipazione per la realizzazione di un ufficio stampa]         14.500,00
28/11/2008 n. 266 rinnovo convenzione coopertativa kairos a.r.l. per il servizio e la gestione del centro informagiovani           8.000,00
28/11/2008 n. 269 lavori di protezione e messa in sicurezza dell'abitato di ischia ponte - approvazione progetto preliminare [totale euro 2.596.362,04]        523.699,04
TOTALE     3.070.723,94

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categoria:anatocismo, comune, ischia, spese, pazze, dissesto, finanziario
lunedì, 19 gennaio 2009

Dal 16/12/2008 consiglieri ed assessori non hanno dato alcuna risposta

Þ       Assessori e consiglieri del comune di Ischia (NA)

p.c.   Segretario Comunale di Ischia (NA)

p.c.   www.dissestischia.splinder.com

 

Oggetto: resa dei conti

 

Consiglieri ed assessori, siete anche voi responsabili di come viene trattato dal sindaco e dal funzionario Bernasconi il post-dissesto del comune.

Dal 2006, con un decreto ministeriale affetto di eccesso di potere è stato nominato prosecutore delle commissioni liquidatrici, di nomina del capo dello stato, il funzionario comunale sopracitato: come dire, dare le chiavi della cassa al fallito, il comune beninteso, senza alcun rispetto per i  creditori.

Gli effetti si sono visti: proposta al Viminale, prontamente accolta da ben individuati dirigenti, di fare transazioni all’80%, mentre la legge non consente di andare oltre il 60%. In tale modo si è sottratto oltre un milione di euro alla cassa dei creditori che non hanno transatto, pari ad un terzo del debito residuo.

In altra sede giudiziaria si discuteranno questo fatto, ed altri collegati ad esso, ma avete già modo di ragionarci sopra. A proposito, ognuno di voi, dò  per scontato,  ha  letto il piano di estinzione del 15/7/2008. Fatelo, se non lo avete fatto finora,  non siete stati eletti per fare gli uomini del sì (Yes-man). Il vostro compito non è soltanto quello di consigliare e pretendere  spese da fare, talvolta pazze. Ma  anche  di fare quadrare i bilanci, senza andare in rosso, e senza mettere le premesse per  un nuovo dissesto.

Una volta per tutte, sappiate  che il dissesto di Ischia è tra i più anomali d’Italia, prolungato a bella posta, per mettere i creditori in un angolo, nelle condizioni estreme di transigere a percentuali vergognose. Mentre certe consulenze e certi conti presentati dalle commissioni, beh, lasciamo perdere. Parsimonia, parsimonia!

Prendersela con i creditori, spesso diventati tali a seguito di espropri, provocati da amministratori in preda al raptus delle spese pazze, è una vergogna, e “politicamente parlando” (politically…) la cosa non vi fa onore, anche se si spera sempre nella connivenza del cittadino non creditore: alcuni istinti sollecitati non sempre sono elevati, soprattutto se imbellettati. Eppure, il residuo dovuto, che comunque  pagherete, ammonta a poco più di un paio di centinaia di euro pro/capite, per voi, e per quelli che vi hanno eletto.  Somme che a questo punto comunque si pagheranno, salvo vedere se le vostre resistenze avverso una  categoria poco amata, e da sperarsi  non verso singole persone, non vi trascini in altre questioni legali, della amministrazione e personali. Per risolvere la questione, bastava anche un mutuo, per coprire gli interessi, che finora pagavate  solo sulle antichissime sorti capitali, alcune risalenti perfino agli anni ottanta e novanta. Oppure risparmiare sulle spese non strettamente necessarie di un solo anno, come dimostrano certe delibere del 2008,  a rotta di collo, per figurare con le casse comunali sempre vuote.

Vi allego la tabella dei creditori residui, la vostra lista di proscrizione degli irriducibili, dei quali fanno parte anche creditori per 40 euro, da rateizzare in 10 anni, ed altri per somme contenute, già taglieggiate dai modesti interessi semplici, e non dalle di poco più elevate rate su mutui, che avreste potuto contrarre, e agevolmente ottenere perfino da un Viminale vecchia maniera, di politici ancora sulla breccia, che tutti conosciamo dalle cronache.

Ci sentiamo.

Napoli 16 dicembre 2008

Dott. Ing. Enrico Villari

 

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