Il Direttore de "Il Golfo" Domenico Di Meglio si sofferma sulla assurda rateizzazione decennale prevista dal comune di Ischia (NA) per chiudere il dissesto finanziario iniziato nel 1993: per alcuni dei 64 creditori residuali, sono previste rate annuali di poco più di 1 euro: meno dei costi di riscossione e di tenuta della contabilità
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“IL GOLFO”
Siamo su scherzi a parte? No! Negli atti del Comune di Ischia
( 23-12-2008 Domenico Di Meglio ) A pag. 3 de Il Golfo di venerdì 18 dicembre, abbiamo pubblicato un articolo, con allegato elenco di creditori del comune dissestato di Ischia. Un elenco che lascia interdetti, perché non siamo su Scherzi a Parte, ma in un atto emanato dal comune di Ischia, fatto proprio dal leghista ministro dell’interno. Nell’elenco sono inseriti 64 cittadini e ditte creditrici del comune di Ischia che dichiarò il dissesto e congelo tutti i debiti accumulati. Dopo 15 anni di attesa, che ha portato qualcuno al fallimento, perché lo Stato è un pessimo, ritardatario e corrotto pagatore ed un intransigente, feroce, disumano incassatore, i 64 rimasti per non aver accettato le proposte transattive, dovranno aspettare altri 10 anni perché il loro credito, esente da interessi, è stato rateizzato fino al 2018. Scorrendo l’elenco dei 64 creditori, ci si accorge che i primi 15 soggetti vantano infimi crediti che non si avvicinano ai 1000 euro e che i primi tre crediti sono inferiori a 100 euro. Gli Autoricambi Valentino di via Iasolino sono nell’elenco dei creditori del comune di Ischia per forniture con la somma di – strabuzzate gli occhi – di 39,40 euro. Mellusi ed altri per un esproprio devono ricevere 49,38 e Carmela Mazzella per un esproprio la bellezza di 86,03 euro. Se il comune avesse liquidato subito, ad esempio, questi tre creditori, ne avrebbe guadagnato in tempo, in denaro e salute. Prendiamo la situazione degli Autoricambi Valentino ed il loro credito di 39,40 euro. Riceveranno in contanti 14,02 euro. Dal 2009, al 2011: 1,60 euro all’anno; Dal 20012 al 2013; euro 2,40 all’anno; Il 2014 euro 2,96; Dal 2014 al 2018 euro 3,20 all’anno. A parte il tempo che sprecheranno gli impiegati comunali ad imbrattare carte e cartuscelle, bisogno considerare anche il tempo che il commerciante brucerà per andare in banca e incassare quella somma di 1,60 o, tra 10 anni, quella di 3,20! Nella stessa sorte di Valentino, si trovano: Mellusi che passerà da una rata di 1,89 euro ed una, nel 2018 di 3,77 euro E la Mazzella che dovrà andare in banca per 3,50 euro che si tramuteranno nella rata di 6,99 tra dieci anni. Se questa storia ridicola non facesse piangere per il grado di stupidità che trasuda dalle istituzioni di questo nostro paese, sarebbe degna del primo premio di “Paperissima” o di “Scherzi a Parte”á anche se di scherzo, per quello che è capitato a tanti piccoli imprenditori, non si può affatto parlare anche se c’è da ridere amaramente.




