martedì, 28 aprile 2009

Riceviamo e pubblichiamo.

 

Il 1 aprile di quest’anno (!) la Giunta comunale di Ischia (NA) ha deliberato – 1/4/2009 n. 52 – “la costituzione per l’anno 2009 di un fondo per le politiche delle risorse umane e per la produttività nella misura di euro 1.100.857,37”.

La giunta comunale precisa, su proposta del direttore generale –  Pirozzi D. – le seguenti considerazioni:

 

“…le risorse…sono finalizzate a promuovere effettivi e significativi miglioramenti nei livelli di efficienza e di efficacia degli enti e delle amministrazioni e di qualità dei servizi istituzionali mediante la realizzazione di piani di attività anche pluriennali e di progetti strumentali e di risultati basati su sistemi di programmazione e di controllo quali/quantitativi dei risultati”.

 

Nostre osservazioni

Salta all’occhio.

 

1)    la delibera è stata approvata all’unanimità – ti pareva – dopo circa 50 giorni dall’approvazione del DM Ministero dell’Interno n. 838/09 di approvazione (con modifiche) del Piano di Estinzione del dissesto finanziario del comune di Ischia (NA);  dissesto iniziato nel febbraio 1993, su debiti contratti anche nel 1978, e trascinato fino ad oggi, ed oltre.

 

2)    il fondo di euro 1.100.857,37 – pari all’incirca a quanto dovuto in sede di primo acconto al maggior creditore del comune di Ischia (NA), il Dott. Ing. Enrico Villari, un espropriato of course… - consiste in:

a.     accantonamento di questa somma per promuovere miglioramenti – ed affezione sotto elezioni … - di dipendenti comunali, allo stato soltanto sperato;

b.    piani anche pluriennali

c.     piani da verificare sul piano quanti/qualitativo

 

3)    questo fondo anomalo potrebbe ostacolare il pagamento che deve essere effettuato entro 20 giorni dalla notifica del DM 838/09 cit. del 50% del debito e provocare una rateizzazione anche triennale del debito residuo.

Salvo gli interessi ! che si possono pretendere solo dopo la chiusura del rendiconto finale se e quando approvato dal Ministero dell’Interno.

 

Osservazioni finali.

 

1)    Emergono gli elementi per la diffida da parte dei creditori interessati.

2)    Ma anche degli uffici per la poca diligenza – a dir poco – con cui seguono fatti e avvenimenti comunali dal fatidico 20/1/2009. 

 

Con i doverosi ri-sentimenti.

Dott. Ing. Enrico Villari

postato da: dissestischia alle ore 16:54 | Permalink | commenti
categoria:fannulloni, dissesto finanziario, comune di ischia
mercoledì, 22 aprile 2009
DENUNCIA
 
A distanza di ormai 3 mesi, nessuno degli organi responsabili interpellati è stato finora in grado di farci conoscere se il decreto ministeriale n. 838 del 13/2/2009 è stato notificato al comune di Ischia (NA).
Con tale decreto il Viminale dichiara di avere approvato il secondo piano di estinzione del dissesto comunale, iniziato il 3 febbraio 1993 - il precedente piano di estinzione del 15 luglio 2008 fu bocciato – ed ordina al comune di Ischia (NA) di predisporre gli eventuali “piani di impegno”.
 
Non danno risposta alle nostre domande, ben oltre i 30 giorni massimi consentiti dalla legge, né il comune, ed in particolare il responsabile dott. Bernasconi, né i responsabili della Prefettura di Napoli.
 
I nostri affezionati lettori - e per essi in particolare gli avvocati difensori dei 64 creditori non transattori - siano edotti, se non lo sanno già, che entro 20 giorni a partire dalla data della notifica del suddetto decreto ministeriale, il comune, sempre in base a questo decreto, deve rimborsare ai creditori il 50% del credito ammesso.
 
Siamo in mano a funzionari “lumaca”? Ce ne già troppi in giro….
 
Staff dissestischia
postato da: dissestischia alle ore 11:19 | Permalink | commenti
categoria:fannulloni, dissesto finanziario, comune di ischia
lunedì, 03 novembre 2008
01 Novembre 2008
 
Egregio Ministro della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione, Renato Brunetta,

oggetto: Dissesti finanziari comunali in procinto ed in corso: incidenza degli impiegati fannulloni; degli amministratori incapaci; ricatti secondo l'attuale legge sul dissesto.


Gli impiegati fannulloni. Sulla prima categoria non ci piove: quando il lavoratore si dà per ammalato senza buon motivo, spesso distrattamente assecondato da medici comprensivi; quando passa troppo tempo al caffè o fa shopping durante le ore di ufficio, soprattutto quando non svolge il suo lavoro come deve essere svolto e con la giusta tempestività, contribuisce al fallimento del suo comune; è un fannullone, e come tale deve essere trattato. Inutile cercare altri esempi di fannulloneria, non si corre il rischio di dirlo, (forse…), anche se di regola, "quod licet Jovi non licet bovi". Fino a poco fa dirlo dei giudici sembrava anatema, eppure, accanto a tanti probi, quanti pelandroni.
I fannulloni sono largamente corresponsabili, quando non lo siano direttamente, del dissesto degli ancora 800 comuni italiani che versano in questo stato. Mi viene in mente un esempio; ma non lo dirò, dato che rientra comodamente nell'elenco degli 800 comuni.

Gli amministratori incapaci. L'incapacità si manifesta in tanti modi. Per esempio spendendo più delle risorse effettive, in bilanci già di per sé molto rigidi, saturati dalle spese per il personale, appena sufficienti per pagare le bollette dei servizi, sempre con gravi disagi dei fornitori, che vengono inibiti a sospendere le erogazioni dato l'interesse pubblico.
Tante sono le spese pazze; per rappresentanze futili o non necessarie per un comune (possono essere egregiamente svolte da privati); per consulenze dispendiosissime, per compiti che in grande parte possono essere svolti dal personale comunale.

Sulla incapacità di amministratori pubblici viene a mente il caso del comune di Ischia (NA), che si è ingolfato negli anni '80 in spese superiori alle sue capacità, e che pertanto è andato in un dissesto finanziario nell'anno 1993, prevedendo di rientrare effettivamente in bonis solo nel 2018. Salvo gravosi residui per spese effettuate dal 1993 al 2008, e per certe voci di debiti congelate durante il periodo 1993 - 2008, da pagarsi tutte insieme dopo il 2018. Ma con quali entrate!

Tra le spese pazze degli amministratori del comune di Ischia, nel periodo 1993- 2008, l'acquisto per "fini turistici" di un faro dismesso a mezza costa, "chitarre e mandolini", promozione e rappresentanze di feste e festini, che con più sobrietà potrebbero essere promosse e finanziate da associazioni private, albergatori e simili; ottimi amministratori delle cose proprie ed a vantaggio del turismo e della collettività, pessimi amministratori delle cose pubbliche, assimilate ad un sorta di "res nullius".

Dei fannulloni e degli amministratori incapaci si sarebbe potuto anche non scriverne. Il governo attuale si sta muovendo abbastanza bene - male secondo i fannulloni e gli amministratori incapaci.
Ministro Brunetta, nel confronto tra i fannulloni e gli amministratori incapaci, una lancia va spezzata per i primi, che fanno danni inferiori e forse meno odiosi di quelli procurati dai secondi.
Piuttosto, danni ancora maggiori li fanno tante leggi inutili ed insulse, travisabili ed utilizzabili con spirito settario. Tra queste le leggi sul dissesto finanziario, che creano cortine di favore per quelli della propria cerchia di protetti e steccati discriminatori per gli altri.

Ricatti secondo l'attuale legge sul dissesto finanziario.
Una premessa opportuna. Il vocabolo può sembrare pesante, ma non è rivolto a persone fisiche particolari. Come nei vecchi film, vale la didascalia: ogni riferimento personale è del tutto casuale. Ma i fatti parlano per sè stessi.
L'attuale legge sul dissesto finanziario consente e addirittura favorisce le transazioni ispirandosi al motto "pochi, maledetti e subito". Al più accompagnando con una pacca sulle spalle ed una parola di lode il malcapitato che è stato costretto a transigere conservando tra il 40% e il 60% del proprio credito, a fronte di una minaccia tutt'altro che remota che il credito possa non essere soddisfatto o che il dissesto possa durare anche qualche decina di anni. Tanto è accaduto nel comune di Ischia (NA).
I creditori hanno cominciato a non essere pagati già nei primi anni '80, hanno visto entrare in dissesto l'ente nel 1993, ed hanno rilevato che il comune faceva di tutto per non chiudere il dissesto, nello smodato desiderio di ottenere la transazione con tutti i creditori.
In questo 2008 a stento è stato predisposto un piano di estinzione, sulla base delle transazioni effettuate, rinviando il pagamento dei creditori resistenti ad una fumosa e punitiva rateizzazione ad hominem che si dovrebbe concludere nell'anno 2018.

La leva adoperata è appunto di non chiudere mai il dissesto, magari acquistando un vecchio faro dismesso (è accaduto proprio per Ischia), pur di fare trovare la casse comunali sempre vuote ai creditori.
L'allungamento del dissesto, studiato a tavolino, per ottenere sempre altre transazioni, sembrava un affare, ma si è dimostrato un boomerang. In un arco temporale di 20-30 anni, la crescita degli interessi - che costituisce pur sempre un credito svalutato per i creditori - non ha coperto il gettito virtuale delle transazioni nel caso del comune di Ischia (NA).
Studi accurati lo hanno dimostrato abbondantemente, nonostante maldestri tentativi di copertura sull'ammontare dei singoli crediti originari.
"Repetita iuvant". Occorre modificare le leggi sul dissesto, obbligando i comuni a contrarre mutui a tasso fisso, senza infierire sui creditori, ed evitando nel tempo brutte sorprese per il costante apporto degli interessi e per le imprevedibili oscillazioni dei tassi.
A questo punto, senza ricorrere a schermi di comodo, si può dire a chiare lettere che la legge attuale sui dissesti favorisce gestioni comunali truccate, implementando spese inutili per nascondere ogni surplus. Si è perfino udito qualcuno - ambasciator non porta pena - definire legge truffa la legge attuale sul dissesto.

Ed in effetti non si può mantenere in piedi una legge sui dissesti programmata per fregare i creditori con il meccanismo perverso delle transazioni. Lasciando ai comuni ed ai loro contabili capò la possibilità di prolungare la durata del dissesto ad libitum per sospingere i creditori nel ghetto di transazioni inique ed offensive.

I considerevoli interessi che si formano con il decorso degli anni e che superano le entrate virtuali dei comuni dovute alle transazioni, attestano la formazione di danni erariali, che è roba da Corte dei Conti. Ma en passant, tra noi ed ora, anche dei tanto indaffarati ministri finanziari.
Cordialità.
Dott. Ing. Enrico Villari
Avv. Maria Giovanna Villari
postato da: dissestischia alle ore 16:58 | Permalink | commenti
categoria:ischia, spese, brunetta, amministratori, pazze, ricatti, dissesto, fannulloni, incapaci, finanziario