martedì, 17 marzo 2009

Tutti siamo figli della gallina bianca

E’ venuto a galla che “uno dei motivi per cui tante aziende e famiglie italiane sono con l’acqua alla gola, sono i debiti che lo stato non paga” (Fausto Carioti, “Libero” 17/3/2009).

E ancora – sempre “Libero” - stato, regioni, comuni e asl sono in arretrato nei pagamenti con le aziende fornitrici per 70 miliardi di euro.

Il comune di Ischia (NA) non si è mai tirato indietro.

Nel 1993 è entrato in dissesto, e nel 2008 ha proposto seriamente di prolungare i pagamenti residui fino al 2018 e oltre.  Nel frattempo ha taglieggiato oltre il 90% degli antichi creditori, con transazioni a volte secondo la legge iniqua del dissesto, e a volte superandola, obbligando a rinunciare agli interessi o comunque facendo transazioni che decurtavano il credito dal 20% al 60%.

Qualcuno, non qui noi, ha parlato di ricatto consentito dalla legge:  prolungare il dissesto per obbligare a transigere a condizioni umilianti.

 

Rimproveriamo al governo ed alla stampa, di non aver sufficientemente detto che i debiti tanto elevati sono dovuti al gioco degli interessi, che già dopo una decina d’anni possono rappresentare il 40%-50% del debito iniziale.

Ischia (NA) ha fatto molto di più, nel suo piccolo.   I creditori residui attuali hanno quasi tutti interessi da recuperare superiori alle sorte capitali del 1993.

 

Rimproveriamo ancora alla stampa, al governo ed ai politici spesso del nord, di non aver proposto una radicale trasformazione della legge del dissesto.  Tanto per non avere cittadini di serie “A”, come la confindustria dietro la Marcegaglia o qualche Bossi di turno, e i cittadini che sono incappati in dissesti antichi e recenti.

 

Riscendiamo di livello fino al comune di Ischia (NA).  Apriamo la tabella che solo dissestischia ha preparato in cui sono elencati i 64 creditori residuali del 2008, ed oggi 67 nel 2009.  Scopriamo subito che tutti i creditori sono raggruppabili in due categorie:  piccoli fornitori di servizi, imprese costruttrici e simili da una parte, ed espropriati dall’altra.

 

I piccoli creditori che rappresentano circa il 30% del debito, sono poco meno di 50 sui 64-67 creditori complessivi.  Se certe banche, certi industrialotti meritori del nord e certe industrie farmaceutiche sono in arretrato di non troppi anni, non si vede perché quando essi fanno la voce grossa debbano essere subito accontentati con “soldi veri”;  mentre i piccoli in Ischia (NA) devono subire senza disturbare troppo il manovratore, cioè il comune, senza protestare, al massimo leggendosi in segreto dissestischia.  Anche i piccoli creditori dei servizi di Ischia (NA) sono figli della gallina bianca;   e come tali vanno trattati.

 

Sugli espropri abbiamo qualcosa da dire in più.

Il cittadino di Ischia (NA) deve sapere che ormai gli espropri ancora da pagare sono indennizzati sotto il 50% del valore venale a causa della legge intervenuta nel 1992.  Attualmente per nuovi espropri la legge riconosce il 75% del valore venale.

Nel caso degli espropri, tenendo conto degli anni di durata delle cause e del dissesto, il valore reale della moneta che si può ottenere compresi gli interessi legali, è molto inferiore al valore effettivo della moneta.

Ci spieghiamo:  dopo una ventina d’anni, 100 euro fruttano 100 euro di interessi, ma il valore reale della moneta a causa di una inflazione disconosciuta dallo stato, non varrebbe più 100 euro di interessi legali, ma almeno 150 euro.

 

Oggi a me domani a te !  Il motto da ricordare a tutti i cittadini ischitani, perché chiedano di smetterla con le spese pazze, privilegiando la spesa in conto corrente rispetto a quella in conto capitale, e mantenendo una pletora di manager e assessori e consiglieri in eccesso.  Seguire l’esempio del comune di Napoli che dimezza i manager – vedi “Il Mattino” 17/3/2009.

E’ assurdo che i sei comuni ischitani debbano alimentare sei strutture per complessivi 120-150 consiglieri ed assessori per meno di 50.000 abitanti e per una superficie di meno di 50 kmq dell’intera isola. 

Anche i manager dell’isola d’Ischia (NA) debbono essere ridotti di numero e negli emolumenti.    Tra i manager del comune di Ischia (NA) includiamo le due commissioni di liquidazione del dissesto finanziario foraggiate con 1.200.000 euro per svolgere un compito prettamente notarile.

 

Alcune critiche vanno mosse ai funzionari degli uffici tecnici e finanziari del comune di Ischia (NA).

Questi ultimi per come hanno mal predisposto i loro piani di estinzione del dissesto e per come hanno cercato di ridurre il debito di fatto imponendo ai creditori transazioni umilianti paventando un prolungamento del dissesto per un’altra ventina di anni.

 

Per quanto riguarda l’ufficio tecnico, si sta cimentando nel dare valori medi dei terreni in Ischia (NA) senza alcun confronto con la realtà, con i più seri immobiliaristi, con notai e con le stesse pagine de “Il Golfo” che distinguono tra di loro i valori degli immobili in fitto da quelli in vendita.  Senza far derivare gli uni dagli altri in modo semplicione come sta operando l’ufficio tecnico di Ischia (NA).

Attribuire a terreni centrali valori di 50 euro a mq, pari a 1/6 dei valori venali riconosciuti in sede espropriativa 20 anni fa, è una cosa ridicola ma soprattutto offensiva.

Con questi valori tutti saremmo pronti ad acquistare i terreni del comune di Ischia (NA).  Mentre probabilmente nessun albergatore o altro imprenditore ischitano venderebbe i propri terreni per tale prezzo.

Sull’argomento valori del terreno per espropri e dismissioni, ci si tornerà in seguito.

Dott. Ing. Enrico Villari

staff www.dissestischia.splinder.com

 

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categoria:interessi, creditori, dissesto finanziario, comune di ischia
mercoledì, 04 febbraio 2009

 

Il debito del dissesto finanziario di Ischia cresce di 200 euro al giorno !

Ecco il testo dell'interrogazione (da www.ischia.tv/ultimora).

...

 Al Sindaco del Comune d’Ischia

Al Dirigente del Settore Economico-Finanziario

Al Presidente del Consiglio Comunale

oggetto: interrogazione a risposta scritta



I sottoscritti consiglieri comunali

Premesso che

il comune di Ischia da quasi 16 anni versa in una situazione di dissesto finanziario;

in data 15/7/2008 il comune di Ischia, subentrato alla cessata commissione di liquidazione, ha depositato un Piano di Estinzione dei debiti dal quale risulta che sono state effettuate transazioni all’80% e che restano da pagare 64 creditori residuali per complessivi circa 5 milioni di euro, di cui circa 1,7 milioni cash e circa 3,1 milioni in 10 rate annuali;

l’ente ha concluso accordi transattivi per importi oscillanti tra il 25% ed il 75% in termini reali dei crediti vantati, ma nel caso di transazioni effettuate oltre i limiti di legge (60%), la provvista è stata anticipata dall’ente ordinario ed addebitata alla massa passiva della liquidazione;

il Ministero dell’Interno non ha approvato il predetto Piano di Estinzione e il comune di Ischia, ad oggi, non ha provveduto al deposito di una nuova edizione;

alcuni creditori hanno già avanzato domanda di anatocismo: ciò ha determinato per il comune di Ischia il sostanziale raddoppio degli interessi; infatti il tasso legale attuale è del 3% annuo, mentre con l’anatocismo il debito aumenta del 6% l’anno e, a fine anno tale aumento sarà anch’esso capitalizzato; ne deriva che sarebbe più conveniente contrarre un mutuo (l’euribor è a circa il 2%) e pagare subito tutti i creditori residuali i quali, allo stato, guadagnano 3 volte i Bot (che sono a meno del 2% annuo);

con l’art. 58 del DL 112/08 conv. in Legge 133/08, dispone che sia “redatto il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione”: ciò permette agli enti di individuare, “redigendo apposito elenco, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione”. In sintesi, viene offerto ai comuni di reperire risorse economiche e finanziarie dal proprio patrimonio immobiliare, con procedure semplificate;

* * *

Tanto premesso, gli istanti

chiedono

perché non è ancora stato depositato il nuovo Piano di Estinzione;

se l’ente è a conoscenza che il debito del dissesto finanziario aumenta di circa 200 euro al giorno per i soli interessi legali, e di poco meno del doppio per chi ha avanzato richiesta di interessi anatocistici;

perché l’ente, al fine di reperire le risorse per il pagamento dei creditori residuali del dissesto finanziario

non ha ancora accesso un mutuo per pagare i creditori residuali, considerati tassi di interesse particolarmente bassi ed il fatto che i crediti sono per la maggior parte “investimenti” (espropri immobiliari) e precedenti al 2001 per cui possono essere finanziate anche le “spese”;

non ha ancora redatto “il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione”;

non ha evitato spese per patrocini e festival (circa 3 milioni di euro nel solo 2008) che sono ingiustificate per un ente che deve ancora saldare debiti risalenti anche ad oltre 30 anni fa;

se l’ente ha effettivamente l’80% cash di quanto offerto ai creditori residuali in sede di offerta transattiva ed in caso affermativo perché non lo versa in acconto al fine di ridurre l’esposizione debitoria;

in generale, quali misure e provvedimenti urgenti comune di Ischia intenda adottare per la immediata risoluzione della grave situazione di dissesto finanziario in cui versa il comune di Ischia con il soddisfacimento dei creditori residuali;

Ischia, 3.2.2009

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categoria:interrogazione, interessi, comune, ischia, dissesto, finanziario
martedì, 13 gennaio 2009

Il 15/7/2008 il comune di Ischia (NA) ha presentato un Piano di Estinzione dei debiti del dissesto finanziario con un deficit di 3 milioni di euro che è stato bocciato dal Ministero dell'Interno il 10/10/2008.

Sono passati 95 giorni ma il comune di Ischia (NA) non ha ancora depositato il nuovo Piano di estinzione, abbandonandosi però in spese pazze e pazzerellone per oltre 3 milioni di euro nel solo 2008.

Ministro Maroni, fai il tuo dovere !  datti da fare !  fai depositare al comune di Ischia (NA) il Piano di Estinzione !

Oppure fai chiudere baracca e burattini !

In ogni caso NON PERDERE TEMPO ! il debito del comune di Ischia (NA) maggiora ogni giorni per effetto degli interessi anche anatocistici !

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