martedì, 04 novembre 2008

Napoli 3 novembre 2008                                        

 

Gent.ma Sig.ra                                                         

Dott.ssa Isabella Votino                                         

Portavoce del Ministro dell’Interno                     

On. Roberto Maroni                                   

                                                            fax 06 46 54 95 99                                                 

ROMA                                                          

 

oggetto:  dissesto finanziario del comune di Ischia (NA)

Gentilissima Dott.sa Votino,

ho in corso la redazione di un servizio giornalistico indipendente relativo al dissesto finanziario del comune di Ischia (NA).

Le premetto che il dissesto finanziario, per il comune di Ischia (NA), dura oltre 15 anni, nel corso dei quali si sono succedute due commissioni di liquidazione nominate con decreto del Presidente della Repubblica che hanno usufruito di tutte le proroghe previste dalla legge, senza però provvedere alla chiusura del dissesto.

 Da circa due anni, al termine della seconda gestione straordinaria di liquidazione, il Ministero dell'Interno ha demandato, con decreto ministeriale, la gestione del dissesto finanziario direttamente allo stesso comune di Ischia.

Tale decisione, contraria a tutti i principi di diritto comune, ha ulteriormente aggravato la situazione in quanto ha consentito all'ente fallito di decidere non solo tempi e modalità di chiusura del dissesto, ma finanche quali creditori pagare ed in quale misura;

In questo solo 2008 il comune di Ischia (NA) si è abbandonato a spese pazze e pazzerellone per circa 1.500.000,00 euro (un milione cinquecentomila euro):  premi ai dipendenti comunali per 260.000 euro, patrocini e contributi al festival della chitarra e del mandolino, alla sagra del pesce, acquisto di un palco per 150.000 euro, ecc..

Il 15/7/2008, tuttavia, l’ente ha presentato al Ministero dell’Interno un Piano di Estinzione che prevede il pagamento rateale dei creditori in 10 anni senza interessi, quindi con ipotetico rientro in bonis previsto – salvo diverse disposizioni del Ministero dell’Interno – nel 2018.

Orbene, le chiedo di farmi conoscere la posizione del Ministro e quali provvedimenti intende adottare  in merito al fatto che

1)             il dissesto finanziario del comune di Ischia (NA) non è più in corso:  infatti, il comune di Ischia (NA) è stato fatto subentrare con il DM del Ministero dell’Interno n. 4185/06 alla cessata commissione di liquidazione, mentre la legge dispone che

a.       il dissesto finanziario è regolato con legge (TUEL) e non con DM;

b.      il potere di nomina delle Commissioni di Liquidazione spetta al Presidente della Repubblica con DPR e non al Ministro con DM;

c.      la durata della procedura è predeterminata e limitata nel tempo trattandosi di legge eccezionale per la quale non è ammessa proroga ex art. 14 disp. prel. c.c.;

d.      la composizione delle Commissioni ed il numero ed i requisiti dei Commissari sono stabiliti dalla legge mentre il DM 4185/06 dispone il subentro dell’ente nelle attività di una Commissione decaduta, ecc.;

2)             il comune di Ischia (NA) con l’avallo del Ministero dell’Interno ha effettuato numerose transazioni oltre i limiti di legge (60%) corrispondendo oltre l’80% di ogni singolo credito, e attingendo i fondi per intero dal conto vincolato alle passività pregresse inserite nel Piano di Estinzione;  tenendo invece separate le due gestioni (ex dissesto e ordinario), la massa attiva supera la massa passiva e quindi i creditori residuali dell’ex dissesto sarebbero pagati per intero e subito;

3)             quali provvedimenti ha adottato il Ministero dell’Interno nei confronti del Dott. Renato Scozzese, facente parte del personale dell’Ufficio Enti Dissestati del Ministero dell’Interno, che così si è espresso “cari creditori del comune di Ischia, accettate quel che vi viene offerto dalla commissione dissesto…perché i soldi non ci sono e potrebbero non esserci mai” [da “Il Golfo” 29/2/2004];

4)             alcuni creditori hanno avanzato domanda di anatocismo, ossia degli interessi composti:  ciò ha determinato, per il comune di Ischia (NA), il sostanziale raddoppio degli interessi, in quanto molti crediti risalgono ai primi anni ’80.  Considerato che il tasso legale attuale è del 3% annuo, mentre l’euribor oscilla intorno al 5%,  con l’anatocismo il debito aumenta del 6% l’anno, e tale aumento a fine anno sarà anch’esso capitalizzato: una ipotetica rateizzazione non appare quindi più conveniente;

5)             il Ministero dell’Interno entro il 14/11/2008 si appresta ad approvare un Piano di Estinzione del(l’ex) dissesto finanziario del comune di Ischia (NA) che prevede la rateizzazione - decennale e senza interessi - dei crediti di coloro che non hanno transatto, quando l’ente continua a spendere e spandere senza aver prima saldato i propri debiti, facendo quindi gravare sui futuri bilanci gli interessi anche anatocistici maturati;

6)             nel caso di insufficienza della massa attiva dei crediti del dissesto, da parte del Ministero dell’Interno sarebbe decisione saggia prima che legittima, imporre al comune di Ischia (NA) di contrarre un mutuo, e pagare così subito e per intero i creditori, e non costringerli ad attendere un altro decennio;

7)             alcuni debiti del comune di Ischia (NA) sono relativi ad espropriazioni di oltre 30 anni fa, le cui indennità erano già state falcidiate al 50% con leggi retroattive, e tassate al 20% perché considerate “plusvalenze”:  ma, non avendo pagato per tempo, il debito - per effetto di interessi ed anatocismo - è lievitato nuovamente e quel “beneficio”, per l’ente, è andato sprecato.

La ringrazio per la risposta che vorrà farmi avere per conto del Ministro dell’Interno e la saluto cordialmente.

Carlo Villari

Giornalista Pubblicista

Viale Gramsci n. 19

80122 - NAPOLI

tel. / fax 081 66 58 70

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categoria: , locali, ischia, spese, enti, pazze, ricatti, dissesto, finanziario, transazioni
lunedì, 03 novembre 2008
01 Novembre 2008
 
Egregio Ministro della Pubblica Amministrazione e dell'Innovazione, Renato Brunetta,

oggetto: Dissesti finanziari comunali in procinto ed in corso: incidenza degli impiegati fannulloni; degli amministratori incapaci; ricatti secondo l'attuale legge sul dissesto.


Gli impiegati fannulloni. Sulla prima categoria non ci piove: quando il lavoratore si dà per ammalato senza buon motivo, spesso distrattamente assecondato da medici comprensivi; quando passa troppo tempo al caffè o fa shopping durante le ore di ufficio, soprattutto quando non svolge il suo lavoro come deve essere svolto e con la giusta tempestività, contribuisce al fallimento del suo comune; è un fannullone, e come tale deve essere trattato. Inutile cercare altri esempi di fannulloneria, non si corre il rischio di dirlo, (forse…), anche se di regola, "quod licet Jovi non licet bovi". Fino a poco fa dirlo dei giudici sembrava anatema, eppure, accanto a tanti probi, quanti pelandroni.
I fannulloni sono largamente corresponsabili, quando non lo siano direttamente, del dissesto degli ancora 800 comuni italiani che versano in questo stato. Mi viene in mente un esempio; ma non lo dirò, dato che rientra comodamente nell'elenco degli 800 comuni.

Gli amministratori incapaci. L'incapacità si manifesta in tanti modi. Per esempio spendendo più delle risorse effettive, in bilanci già di per sé molto rigidi, saturati dalle spese per il personale, appena sufficienti per pagare le bollette dei servizi, sempre con gravi disagi dei fornitori, che vengono inibiti a sospendere le erogazioni dato l'interesse pubblico.
Tante sono le spese pazze; per rappresentanze futili o non necessarie per un comune (possono essere egregiamente svolte da privati); per consulenze dispendiosissime, per compiti che in grande parte possono essere svolti dal personale comunale.

Sulla incapacità di amministratori pubblici viene a mente il caso del comune di Ischia (NA), che si è ingolfato negli anni '80 in spese superiori alle sue capacità, e che pertanto è andato in un dissesto finanziario nell'anno 1993, prevedendo di rientrare effettivamente in bonis solo nel 2018. Salvo gravosi residui per spese effettuate dal 1993 al 2008, e per certe voci di debiti congelate durante il periodo 1993 - 2008, da pagarsi tutte insieme dopo il 2018. Ma con quali entrate!

Tra le spese pazze degli amministratori del comune di Ischia, nel periodo 1993- 2008, l'acquisto per "fini turistici" di un faro dismesso a mezza costa, "chitarre e mandolini", promozione e rappresentanze di feste e festini, che con più sobrietà potrebbero essere promosse e finanziate da associazioni private, albergatori e simili; ottimi amministratori delle cose proprie ed a vantaggio del turismo e della collettività, pessimi amministratori delle cose pubbliche, assimilate ad un sorta di "res nullius".

Dei fannulloni e degli amministratori incapaci si sarebbe potuto anche non scriverne. Il governo attuale si sta muovendo abbastanza bene - male secondo i fannulloni e gli amministratori incapaci.
Ministro Brunetta, nel confronto tra i fannulloni e gli amministratori incapaci, una lancia va spezzata per i primi, che fanno danni inferiori e forse meno odiosi di quelli procurati dai secondi.
Piuttosto, danni ancora maggiori li fanno tante leggi inutili ed insulse, travisabili ed utilizzabili con spirito settario. Tra queste le leggi sul dissesto finanziario, che creano cortine di favore per quelli della propria cerchia di protetti e steccati discriminatori per gli altri.

Ricatti secondo l'attuale legge sul dissesto finanziario.
Una premessa opportuna. Il vocabolo può sembrare pesante, ma non è rivolto a persone fisiche particolari. Come nei vecchi film, vale la didascalia: ogni riferimento personale è del tutto casuale. Ma i fatti parlano per sè stessi.
L'attuale legge sul dissesto finanziario consente e addirittura favorisce le transazioni ispirandosi al motto "pochi, maledetti e subito". Al più accompagnando con una pacca sulle spalle ed una parola di lode il malcapitato che è stato costretto a transigere conservando tra il 40% e il 60% del proprio credito, a fronte di una minaccia tutt'altro che remota che il credito possa non essere soddisfatto o che il dissesto possa durare anche qualche decina di anni. Tanto è accaduto nel comune di Ischia (NA).
I creditori hanno cominciato a non essere pagati già nei primi anni '80, hanno visto entrare in dissesto l'ente nel 1993, ed hanno rilevato che il comune faceva di tutto per non chiudere il dissesto, nello smodato desiderio di ottenere la transazione con tutti i creditori.
In questo 2008 a stento è stato predisposto un piano di estinzione, sulla base delle transazioni effettuate, rinviando il pagamento dei creditori resistenti ad una fumosa e punitiva rateizzazione ad hominem che si dovrebbe concludere nell'anno 2018.

La leva adoperata è appunto di non chiudere mai il dissesto, magari acquistando un vecchio faro dismesso (è accaduto proprio per Ischia), pur di fare trovare la casse comunali sempre vuote ai creditori.
L'allungamento del dissesto, studiato a tavolino, per ottenere sempre altre transazioni, sembrava un affare, ma si è dimostrato un boomerang. In un arco temporale di 20-30 anni, la crescita degli interessi - che costituisce pur sempre un credito svalutato per i creditori - non ha coperto il gettito virtuale delle transazioni nel caso del comune di Ischia (NA).
Studi accurati lo hanno dimostrato abbondantemente, nonostante maldestri tentativi di copertura sull'ammontare dei singoli crediti originari.
"Repetita iuvant". Occorre modificare le leggi sul dissesto, obbligando i comuni a contrarre mutui a tasso fisso, senza infierire sui creditori, ed evitando nel tempo brutte sorprese per il costante apporto degli interessi e per le imprevedibili oscillazioni dei tassi.
A questo punto, senza ricorrere a schermi di comodo, si può dire a chiare lettere che la legge attuale sui dissesti favorisce gestioni comunali truccate, implementando spese inutili per nascondere ogni surplus. Si è perfino udito qualcuno - ambasciator non porta pena - definire legge truffa la legge attuale sul dissesto.

Ed in effetti non si può mantenere in piedi una legge sui dissesti programmata per fregare i creditori con il meccanismo perverso delle transazioni. Lasciando ai comuni ed ai loro contabili capò la possibilità di prolungare la durata del dissesto ad libitum per sospingere i creditori nel ghetto di transazioni inique ed offensive.

I considerevoli interessi che si formano con il decorso degli anni e che superano le entrate virtuali dei comuni dovute alle transazioni, attestano la formazione di danni erariali, che è roba da Corte dei Conti. Ma en passant, tra noi ed ora, anche dei tanto indaffarati ministri finanziari.
Cordialità.
Dott. Ing. Enrico Villari
Avv. Maria Giovanna Villari
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